Variante indiana, il Regno Unito trema: casi raddoppiati. E accelera sui vaccini anche ai giovani

Sabato 15 Maggio 2021 di Michela Allegri
Variante indiana, il Regno Unito trema: casi raddoppianti. E accelera sui vaccini anche ai giovani

La contagiosità della variante indiana del coronavirus e, soprattutto, la sua rapida diffusione in alcune zone del Regno Unito preoccupano il governo. Tanto che in queste ore si sta discutendo di modificare il programma relativo alle vaccinazioni, in modo da dare priorità alle persone che si trovano nelle aree più colpite. I dati diffusi giovedì dalla Public Health England hanno mostrato che il numero di casi confermati della variante B.1.617.2 nel Regno Unito è più che raddoppiato in una sola settimana, passando da 520 a 1.313 infezioni. La stragrande maggioranza dei contagi è stata registrata in Inghilterra, ma alcuni sono stati riscontrati anche in Scozia, Galles e Irlanda del Nord.

 


Il ministro britannico per i vaccini, Nadhim Zahawi, ha detto che sarà necessario incrementare le somministrazioni di vaccino nelle aree più colpite, come parti dell’Inghilterra nord-occidentale e Londra. Per questo motivo i giovani potrebbero essere vaccinati prima del previsto e i funzionari potrebbero anche decidere di accorciare l’intervallo di tempo tra la prima e la seconda dose di farmaco. «Ci sono preoccupazioni in aree come Bolton e Formby, e ovviamente parti di Londra, per la variante B.1.617.2», ha detto Zahawi, sottolineando che sono allo studio diverse strategie di prevenzione: «Stiamo valutando di vaccinare intere famiglie, gli over 18 e, naturalmente, i gruppi più anziani. Oppure potremmo ragionare di anticipare la seconda dose».

 

 

«Al momento non ci sono prove sufficienti per indicare che una delle varianti recentemente rilevate in India causi una malattia più grave o renda i vaccini attualmente utilizzati meno efficaci», ha detto la PHE in un comunicato.
Anche il primo ministro Boris Johnson ha espresso preoccupazione per la diffusione della nuova variante, che potrebbe mettere a repentaglio il piano dell’Inghilterra di revocare, dal 21 giugno, tutte le restrizioni attualmente in vigore nel Paese. Johnson ha già annunciato un’accelerazione dei richiami dei vaccini anti-Covid, con l’allargamento della campagna agli over 40. Il premier ha poi spiegato che focolai di contagi di questa mutazione si sono allargati a Bolton, Blackburn, Derby e altrove, dove verranno effettuati test a tappeto. Ha inoltre ricordato che la variante indiana appare «più trasmissibile, ma non sappiamo ancora quanto».

 

Per il momento i piani sulle riaperture del 17 maggio sono confermati, senza escludere tuttavia possibili conseguenze e rinvii sull’uscita definitiva dal lockdown. Johnson ha poi osservato se la variante dovesse rivelarsi «significativamente più trasmissibile» il Paese si troverebbe di fronte a «scelte difficili da fare» prima del 21 giugno, quando nel Regno Unito dovrebbero riaprire anche pub, club, locali notturni e tornare a essere consentiti eventi sportivi o pubblici con presenze di massa. Il Galles, nel frattempo, ha fatto marcia indietro e deciso di mettere in pausa l’allentamento delle misure, come ha dichiarato il primo ministro Mark Drakeford.

Intanto la campagna vaccinale prosegue sempre più spedita: più di due terzi di cittadini adulti del Regno Unito hanno ricevuto almeno una dose del vaccino, e più di un terzo è completamente vaccinato. I dati pubblicati dalla PHE dimostrano che il programma di vaccinazione ha finora prevenuto 11.700 decessi tra gli over 60.

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