Vaccino AstraZeneca efficace al 90%: 200 milioni di dosi entro fine anno, costerà meno di 3 euro. Speranza: «Notizie incoraggianti»

Lunedì 23 Novembre 2020
Vaccino AstraZeneca efficace al 90%: 200 milioni di dosi entro fine anno, costerà meno di 3 euro. Speranza: «Notizie incoraggianti»

Il vaccino anti Covid sviluppato da AstraZeneca e dall'Università di Oxford, in collaborazione con l'italianissima Irbm di Pomezia, risulta efficace al 70%, cioè impedisce lo sviluppo dei sintomi da coronavirus sul 70% delle persone, stando a quanto emerge dalla sperimentazione in corso su vasta scala. La percentuale di efficacia sale però al 90% con il regime ottimale di somministrazione, che prevede l'inoculazione di mezza dose ed un richiamo con una dose completa dopo un mese. Si è evidenziata la massima tolleranza per gli anziani. Confermato il costo di 2,80 euro per dose completa. 

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AstraZeneca ha la capacità per poter rendere disponibili oltre 3 miliardi di dosi del proprio vaccino anti-Covid AZD1222 nel 2021, in attesa di approvazione. Il vaccino, sottolinea l'azienda, può essere conservato, trasportato e maneggiato a normali condizioni di refrigerazione (2-8 gradi Celsius) per almeno 6 mesi e somministrato all'interno di strutture sanitarie esistenti. «Le notizie provenienti da Oxford sul vaccino anti-Covid sono incoraggianti. Nel progetto sono coinvolte importanti realtà italiane, come l'Irbm di Pomezia e la Catalent di Anagni. Serve ancora tanta prudenza, ma sarà la ricerca scientifica a portare l'umanità fuori da questa crisi», afferma il ministro della Salute Roberto Speranza.

 

EFFICACI AL 90% PER DOSI AL PUBBLICO Il vaccino anti-Covid Oxford-AstraZeneca-Irbm che sarà commercializzato e distribuito, dopo le approvazioni regolatorie necessarie, ha una efficacia pari al 90% secondo i dati ad interim presentati oggi dalla stessa azienda produttrice. Sono stati infatti testati nella sperimentazione di fase 3 due differenti regimi di somministrazione. Il regime dimostratosi migliore, con una efficacia pari appunto al 90% e la massima tollerabilità per gli anziani , è quello che prevede l'inoculazione di mezza dose ed un richiamo con una dose completa dopo un mese. È questo il regime vaccinale che sarà considerato per la commercializzazione. Il secondo regime ha invece dimostrato una efficacia del 62% e avrebbe previsto la somministrazione di due dosi piene a distanza di un mese. È stata inoltre effettuata anche una analisi combinata dei due regimi, che ha dato una efficacia media del vaccino pari al 70%.

 

TEST FASE 1 DA APRILE 2020 La fiducia nella sicurezza del vaccino anti-Covid di Oxford/AstraZeneca si basa su una sperimentazione iniziata fin «da aprile», prima di qualunque altro prototipo, e su una «una base ormai larga» di volontari non risultati soggetti a effetti collaterali gravi in questi mesi. Lo hanno sottolineato i professori Andrew Pollard e Sarah Gilbert, coordinatori dei trial per conto dell'ateneo britannico, durante la conferenza stampa in cui sono stati illustrati alcuni aspetti dei dati sulla sperimentazione condotta. Sollecitato da un giornalista a prevenire eventuali obiezioni di militanti «no vax», Pollard ha inoltre sottolineato come sia rassicurante il fatto che ogni prototipo sia destinato a passare prima di un via libera finale attraverso il filtro delle verifiche «delle autorità regolatorie» internazionali e dei vari Paesi.

 

Gilbert ha parlato da parte sua del prototipo Oxford/AstraZeneca come di un preparato «ben tollerato» dalla generalità dei volontari testati (la metà di un campione totale di 23.000 persone finora, avendo gli altri volontari ricevuto un placebo secondo i protocolli previsti), salvo effetti lievi, come episodi di «mal di testa, comuni a vaccini» in uso da decenni per la prevenzione di altre malattie e provati come efficaci. Quanto alla durata dell'immunità anti Covid indotta dal candidato vaccino in questione, il professor Pollard è stato per altro verso prudente: «Temo sia troppo presto per dire qualunque cosa al riguardo. Noi abbiamo iniziato il secondo dosaggio sui volontari nel Regno Unito solo in agosto, ciò significa che non è passato abbastanza tempo per dirci se, a un anno di distanza, le persone risulteranno ancora protette e immunizzate dal coronavirus come all'inizio».

 

DUE TIPOLOGIE Due differenti tipologie di dosaggio, spiega AstraZeneca, hanno dimostrato efficacia, con un regime migliore rispetto all'altro. Nessuna ospedalizzazione o caso severo di Covid-19 è stato registrato tra i partecipanti alla sperimentazione del vaccino AZD1222. I dati sono relativi alla sperimentazione in corso in Gran Bretagna e Brasile e dimostrano che il vaccino è «altamente efficace nel prevenire Covid-19». In questa analisi sono stati considerati 131 casi di Covid-19.

 

Il regime con una dose di vaccino ha mostrato una efficacia pari al 90%: in questo caso il vaccino è stato somministrato con mezza dose, seguito da una dose piena almeno ad un mese di distanza. Il secondo regime seguito ha mostrato una efficacia pari al 62%: in questo caso sono state somministrate due dosi piene a distanza di un mese. L'analisi combinata dei due regimi ha dato una efficacia media del vaccino pari al 70%. Saranno effettuate ulteriori analisi per stabilire la durata della protezione.

 

RICERCATORE: FUNZIONA E COSTA MENO DEGLI ALTRI «Ce l'abbiamo fatta, il vaccino di Oxford-AstraZeneca ha dato protezione fino al 90%, ad una frazione del costo degli altri! Dopo un anno di sacrifici lontano da casa sono frastornato, ancora non so come mi sento. Tanta ammirazione per colleghi e senior scientists». Lo scrive su Twitter l'immunologo Giacomo Gorini dell'Edward Jenner Institute for Vaccine Research dell'università di Oxford. Lo scienziato fa parte del team che lavora al vaccino anti-Covid sviluppato dall'ateneo britannico e dall'Irbm di Pomezia, prodotto da AstraZeneca.

 

200 MILIONI DI DOSI ENTRO FINE ANNO Entro la fine del 2020 saranno disponibili a livello mondiale circa 200 milioni di dosi del candidato vaccino sviluppato dall'università di Oxford, la cui produzione raggiungerà 700 milioni di dosi già entro il prossimo marzo. Lo ha detto nel corso d'una video-conferenza Pam Cheng, vicepresidente del colosso farmaceutico AstraZeneca, partner dell'ateneo britannico assieme all'Irbm di Pomezia, spiegando, con il ceo Pascal Soriot che, attraverso una rete di 20 centri di produzione sparsi nel mondo, sarà possibile sfornare nel 2021 da 100 a 200 milioni di dosi al mese per il mercato internazionale. Il Regno Unito ha già prenotato 20 milioni di dosi del prototipo di Oxford per fine anno, e altre 70 milioni entro la primavera.

Ultimo aggiornamento: 12:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA