Sharm el Sheikh, le vacanze da incubo
di una trans napoletana: «Calci dalla polizia»

«Calci e sputi», le vacanze 
da incubo della trans 
«Calci e sputi dalla polizia»
di Giuliana Covella
Calci e sputi dalla polizia egiziana per il proprio orientamento sessuale. Vittima dell’ennesimo caso di discriminazione di genere una giovane donna trans napoletana in vacanza in Egitto. A subire insulti e mortificazioni stavolta è stata Federica Mauriello, transessuale di Napoli che si è trovata a vivere un’esperienza da incubo a Sharm el Sheikh. A darne notizia Loredana Rossi e Ileana Capurro, rispettivamente fondatrice e presidente dell’Associazione Trans Napoli, che avevano già denunciato in passato il caso di Valentina Viglione.

Tutto è accaduto il 16 agosto scorso, quando Federica è partita da Capodichino insieme a un gruppo di amici alla volta di Sharm. Ma, appena atterrata in Egitto, la ragazza è stata bloccata dalla polizia che, avendo notato i dati anagrafici al maschile sui suoi documenti, l’hanno fermata per una notte in aeroporto. «Non le hanno dato nessuna spiegazione valida - denunciano dall’Atn - ma come se non bastasse l’hanno offesa sputandole addosso e prendendola a calci». Una situazione disdicevole che ha visto negare alla giovane trans finanche un bicchiere d’acqua. «Nemmeno una telefonata le hanno consentito di fare, se non fosse stato per un connazionale che ha prestato a Federica il suo cellulare per avvisare i familiari».

E, come si suol dire, dopo il danno la beffa: la trans ha dovuto anche sborsare 300 euro per il biglietto per il suo rientro forzato in Italia. Silenzio sulla vicenda dall’ambasciata italiana e dal tour operator, che non sono intervenuti a sostegno della ragazza, come fanno sapere dall’Associazione Trans Napoli. Intanto Federica annuncia: «Mi rivolgerò a un legale per quanto accaduto».
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Giovedì 22 Agosto 2019, 16:36 - Ultimo aggiornamento: 22-08-2019 19:22

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