Distanziamento sui treni, il vicepresidente di Italo: «Costretti ad annullare i convogli, la gente non troverà le sue corse»

Distanziamento sui treni, il vicepresidente di Italo: «Costretti ad annullare i convogli, la gente non troverà le sue corse»
Distanziamento sui treni, il vicepresidente di Italo: «Costretti ad annullare i convogli, la gente non troverà le sue corse»
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Sabato 1 Agosto 2020, 22:44 - Ultimo aggiornamento: 2 Agosto, 08:57

L'ordinanza con cui il ministro della Salute Roberto Speranza ha ribadito il distanziamento a bordo dei treni, ha messo in difficoltà Italo. «Dobbiamo per forza annullare da domani molti convogli perché in base all'ordinanza del ministro Speranza sono fuorilegge: daremo rimborsi ai nostri clienti, ma domani in stazione molta gente non troverà il suo treno», ha annunciato a 'Stasera Italia', su Rete4, il vicepresidente Esecutivo di Italo-Ntv Flavio Cattaneo.

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«La stessa ordinanza non toglie il distanziamento aerei motivando questa scelta in base a un orientamento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità basato su aspetti tecnici legati alle caratteristiche del sistema di aria condizionata, ma i nostri studi - rivendica Cattaneo - hanno verificato il nostro sistema condizionamento che non solo è sufficiente ma è del 50% superiore per ricambio d'aria a quello di un aereo».
 
«Abbiamo discusso con i ministeri, abbiamo investito, nonostante i nostri conti siano stati massacrati, il nostro personale a bordo sanifica ogni volta che scende un passeggero. Eravamo tranquilli di avere adottato tutto quello che prevedevano le regole e abbiamo venduto i biglietti. Poi a valle di un tweet si è scatenato un putiferio con una ordinanza che dice l'esatto contrario di 15 giorni fa».

Alla luce di questo scenario, conclude, «abbiamo bloccato la possibilità di acquistare biglietti». Dinanzi al proliferare delle indicazioni di esperti e scienziati, che finiscono con il guidare le diverse scelte politiche, il risultato «è che le aziende non possono programmare gli investimenti, e anche il cittadino si trova disorientato. Le istituzioni devono scegliere alcune voci e seguire solo quelle», dice Cattaneo, che osserva come «così invece è solo un caos generale». Questo osserva «non è un modo serio di procedere» anche perché le aziende sono state colpite dalla crisi. «Noi - ricorda- nel lockdown abbiamo perso il 95% del fatturato».

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