Igor il russo colpisce ancora, ferite cinque guardie in carcere con schegge di ceramica: «Uccidere non costa nulla»

Domenica 11 Aprile 2021
Igor il russo colpisce ancora, ferite cinque guardie in carcere con schegge di ceramica: «Uccidere non costa nulla»

Igor il Russo, ovvero Norbert Feher, serbo pluriomicida, ha ferito cinque persone nel carcere di Duenas, a nord di Valladolid, in Spagna, dove è rinchiuso per triplice omicidio. 

Feher si è scagliato contro le guardie che avrebbero dovuto trasferirlo nel carcere di Zuera, dove resterà per la duranta del processo per triplice omicidio. Per ferire i cinque dipendenti della prigione ha usato schegge di ceramica ricavate dalle piastrelle del bagno. Un'arma rudimentale che però poteva essere letale.  Questi primi tre anni di carcere non l'hanno per nulla cambiato: agli agenti che l'hanno infine immbilizzato ha urlato che a lui "uccidere non costa nulla".

 

 

 

Del resto la ferocia di Feher è stata illustrata con costanza dallo stesso assassino che prima di uccidere scattava i selfie tenendo bene in vista la pistola.  Norbert Feher, alias Igor il Russo, è accusato di cinque omicidi tra Spagna e Italia: è stato arrestato in Spagna e detenuto dallo scorso dicembre nel carcere di Zuera, a Saragozza. Poil trasferimento Duenas

Con le dita a formare una V in segno di vittoria, sorridente con un berretto da pescatore o da 'gringo', vestito in mimetica o con un passamontagna, Igor si scattava un selfie mostrando la pistola in mano, la stessa arma usata per uccidere tre persone in Spagna, a El Ventorillo. Sullo sfondo, su terre bruciate dal sole o in un bosco, la bicicletta utilizzato per spostarsi e il sacco a pelo usato per riposare durante la sua latitanza iberica. Le foto e alcuni video erano contenuti nella scheda di una telecamera Go-Pro sequestrata al serbo insieme ad altri apparecchi informatici al momento dell'arresto, nelle campagne di Teruel.

 

L'anno scorso era stato intanto confermato in secondo grado l'ergastolo per Igor il russo, ovvero Norbert Feher. La sentenza a Bologna per il serbo è stata letta dopo un'ora e mezza di camera di consiglio dalla Corte di assise di appello: Igor risponde di due omicidi e un tentato omicidio, commessi il primo e l'8 aprile 2017 tra Bologna e Ferrara. Nel dicembre di quello stesso anno altri 3 omicidi in Spagna dove era riuscito a fuggire nonostante la colossale caccia all'uomo: l'ex militare serbo, capace di sfoggiare una dozzina di identità con realtivi travestimenti,  riuscì a beffare migliaia di carabinieri e poliziotti, aiutati da truppe d'elite,  che perlustrarano palmo a palmo le zone paludose tra il bolognese e il ferrarese. Nulla di nulla, salvo poi registrare la riapparizione del'omicida in Spagna.


Il serbo imputato, detenuto in Spagna nel carcere di La Coruna, aveva rinunciato ad essere presente in video all'udienza, definendosi non fondamentale. È accusato degli omicidi del barista di Budrio Davide Fabbri, del volontario di Portomaggiore Valerio Verri e del tentato omicidio dell'agente provinciale Marco Ravaglia. La Procura generale ha chiesto la conferma dell'ergastolo, la difesa di disporre una perizia psichiatrica

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