Putin avvisa la Finlandia, Ankara apre sulla Nato. Il G7: confini intoccabili

Lo zar: «Abbandonare la neutralità un errore». Altolà dell’Occidente sulla Crimea

Sabato 14 Maggio 2022 di Mauro Evangelisti
Ucraina guerra diretta oggi 14 maggio: i russi si ritirano da Kharkiv, morti mille soldati per un ponte

È una telefonata secca e tesa, nel linguaggio diplomatico dei finlandesi «franca e diretta», quella di ieri del presidente Sauli Niinisto a Vladimir Putin, preceduta dalle parole dell’altro ieri in cui il finlandese invitava lo Zar a guardarsi nello specchio per trovare il responsabile della storica decisione della “neutrale” Helsinky di richiedere l’adesione alla Nato. Una telefonata, non a caso sollecitata da Niinisto, certo non per «chiedere il permesso», come sottolinea il suo ministro degli Esteri, Pekka Haavisto, ma soltanto per comunicare una scelta autonomamente assunta. E quindi Niinisto si limita a informare il leader del Cremlino che «con l’invasione russa dell’Ucraina, il 24 febbraio, è mutato il contesto della sicurezza per la Finlandia, entreremo nella Nato», e gli ricorda che già nel loro primo incontro nel 2012 gli aveva detto che «ogni nazione indipendente mira a massimizzare la propria sicurezza e unendosi all’Alleanza atlantica, la Finlandia si rafforza e assume le proprie responsabilità». Per quanto tesa, la conversazione, a detta dei finlandesi, non degenera, procede «senza esagerazioni». Perciò, Helsinky «nei prossimi giorni» formalizzerà la decisione di candidarsi a diventare membro della Nato, con i suoi 1340 chilometri di confine con la Russia, ma proprio per questa contiguità la Finlandia vuol continuare ad avere «rapporti concreti di buon vicinato senza tensioni con la Russia, corretti e professionali».

LA NEUTRALITÀ
Putin, all’altro capo del filo, usa a sua volta un linguaggio non ideologico, ma netto, e esprime senza mezzi termini la convinzione che abbandonare decenni di neutralità sia «un grave errore» per la Finlandia, e una minaccia di fatto che non può restare senza risposta. Le relazioni tra i due Paesi subiranno «effetti negativi» da un passo che mette la Russia (e Putin) di fronte a un pessimo contraccolpo della sua guerra all’Ucraina: invece di allontanare la Nato dai propri confini, ottiene di raddoppiarli con quei 1340 chilometri. I segnali dell’ira russa sono più nei fatti che nelle parole di Putin. Il primo è il taglio dell’erogazione elettrica da parte dell’azienda russa Rao Nordic, col pretesto di non meglio precisati mancati pagamenti della Finlandia. Ma si tratta di una “ripicca” senza troppe conseguenze, perché solo il 10 per cento dell’elettricità finlandese proviene dalla Russia, e non sono previste difficoltà nell’approvvigionamento energetico in Finlandia. Più inquietante l’ordine a una decina di caccia Su-27 di avviare le esercitazioni nei cieli del Baltico, simulando il respingimento di un attacco aereo all’enclave russa di Kaliningrad, il porto tra la Polonia e la Lituania nel cui territorio, peraltro, già si dice che i russi abbiano testate nucleari. Secondo Putin la Finlandia sbaglia a entrare nella Nato perché «la Russia non minaccia la sua sicurezza», come ribadito pure dal vice-ministro degli esteri di Mosca, Alexander Grushko, che però promette «reazioni politiche» e definisce «prematuro» qualsiasi discorso sul genere di «ritorsione tecnico-militare» evocata l’altro ieri nell’immediatezza dell’annuncio finlandese. Intanto, da Kiev, il più stretto consigliere del presidente ucraino Zelensky, Mihailo Podoliak, non riesce a contenere la soddisfazione e parla di una Nato che «metterà radici alla periferia di San Pietroburgo».

TONI ALTI
I toni alti, come ormai succede da qualche settimana, li usa il ministro degli Esteri russo, Lavrov, per il quale l’Occidente ha dichiarato «una guerra ibrida totale contro la Russia». E ancora più di lui, si fa sentire il numero 2 della Commissione Esteri della Duma, il falco Aleksey Zhuravlyov, per il quale Mosca può colpire la Finlandia «con un missile ipersonico in soli 10 secondi». Il percorso d’ingresso nella Nato non sarà semplice per la Finlandia (e per la Svezia, che annuncerà tra oggi e domani la sua richiesta all’Alleanza, sulle orme dei finlandesi). Bisognerà superare le resistenze della Turchia, il cui ministro degli Esteri Cavusoglu ha specificato, arrivando ieri al vertice dei capi-diplomazia della Nato a Berlino, che la ragione delle parole di Erdogan a caldo, «Stoccolma e Helsinky nella Nato? Non è una buona idea», risiede nell’appoggio che gli scandinavi danno all’opposizione curda del PKK: «Il problema è il loro aperto sostegno a un’organizzazione terroristica come il Partito dei lavoratori del Kurdistan».

L’omologo finlandese, Haavisto, però, fa sapere di aver già parlato con Cavusoglu «per allentare le tensioni, sicuro che alla fine si troverà una soluzione». In realtà, lo stesso portavoce di Erdogan e suo consigliere per la politica estera, Ibrahim Kalin, spiega che Ankara «non ha chiuso le porte» ai due Paesi nell’Alleanza. Vuol solo trattare e garantire che l’appoggio al PKK non continui a essere un problema per «la sicurezza nazionale della Turchia». Del resto, che l’adesione alla Nato di Svezia e Finlandia non sia proprio una buona idea lo ha detto in Italia anche il leader della Lega, Salvini, e il Pd ha subito replicato che il suo «è un assist esplicito a Putin». Intanto, dal G7 in Germania arriva una dichiarazione fortissima: «more of the same». Come prima, più di prima: armi e soldi all’Ucraina, ulteriori sanzioni, e soprattutto, il G7 «non accetterà mai la modifica di frontiere imposta con la forza». Neanche in Crimea. I ministri degli Esteri della Nato, riuniti informalmente a Berlino sotto la presidenza del vice-segretario generale Mircea Geoana per la quarantena da Covid di Jens Soltenberg, hanno discusso l’ingresso di Svezia e Finlandia per tutto il pomeriggio e nella cena. Uno dei punti in discussione è rappresentato, per bocca dei finlandesi, dalla garanzia che nella “zona grigia” tra l’annuncio della richiesta di adesione e la fine di tutto il processo (con l’approvazione all’unanimità dei leader e la ratifica dei Parlamenti dei 30 Paesi Nato, tra almeno quattro mesi) vi sia una sufficiente copertura di sicurezza dell’Alleanza per i due candidati. Gli accordi sono stati già presi e in incontri informali i finlandesi hanno avuto garanzie che «nelle more» un attacco russo innescherebbe di fatto il famoso art. 5 di mutuo soccorso alleato.

 

Guerra in Ucraina, la diretta

Ore 21.35 - Mosca si preparerebbe a convocare un referendum a Mariupol per decidere l'annessione alla Russia, sul modello di quello che vorrebbe fare a Kherson. È quanto sostiene Petro Andryushchenko, consigliere del sindaco della città in esilio, che cita fonti rimaste a Mariupol secondo cui sarebbe in preparazione un voto, la cui tenuta potrebbe essere annunciato domani. «Abbiamo alcune informazioni che le autorità russe starebbero preparando un referendum e che potrebbe essere anche convocato domani, ma non sappiamo se sarà così - ha detto al britannico Observer - Ma vediamo una grande integrazione di Mariupol nel sistema russo, nel sistema educativo e bancario». Da settimane nel porto sul Mar d'Azov si è insediata un'amministrazione filorussa.

Ore 19.20 - «La Nato è un'alleanza e in un'alleanza si è solidali. Svezia e Finlandia stanno supportando i terroristi del Pkk, che ci attaccano quotidianamente». Lo ha detto il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, a Berlino a margine del vertice Nato, che stasera prevede una cena con i ministri di Svezia e Finlandia. «È inaccettabile che alleati e amici supportino dei terroristi», ha aggiunto. «Perciò la maggioranza del popolo turco è contraria e ci sta chiedendo di bloccare l'ingresso nella Nato». «Una questione di cui ovviamente dovremo parlare con i nostri partner», ha concluso.

Ore 17.50 - «È un imperativo per noi continuare a supportare l'Ucraina, con le armi e con le sanzioni». Lo ha detto il ministro degli Esteri olandese, Wopke Hoekstra, a margine del vertice Nato a Berlino. «Io credo che la guerra non sia finita e che durerà a lungo», ha aggiunto. «Ci sono davvero pochi segnali che possa finire presto». Per Hoekstra è decisivo «assicurare che l'Ucraina arrivi rafforzata a un futuro tavolo delle trattative».

Ore 17.40 - «La Nato è un'organizzazione difensiva che in questo momento gestisce la crisi in Ucraina in modo complementare con l'Ue, che deve essere sempre più in prima linea per raggiungere la pace». Lo ha detto Luigi Di Maio a margine della riunione dei ministri degli esteri dell'Alleanza a Berlino. Il titolare della Farnesina ha aggiunto che l'Italia sta lavorando con i partner per aprire «un tavolo che coinvolga le istituzioni internazionali ed i Paesi che possono esercitare influenza su Putin e lo convincano a fermare la guerra».

Ore 17.15 - Alan Gagloyev, il presidente eletto dell'Ossezia del Sud, repubblica de facto indipendente della Georgia e riconosciuta fin dal 2008 da Mosca, ha espresso dubbi sull'opportunità di tenere ora un referendum sull'annessione alla Russia, indetto dal presidente uscente Anatoly Babilov per il 17 luglio. «Sostengo pienamente l'idea di una riunificazione del popolo osseto con la Russia - ha detto Gagloyev, citato da Interfax - ma un'altra questione è se questo sia il momento giusto per spingere per questo referendum». Gagloyev ha detto di non essere sicuro che Babilov si sia consultato con Mosca prima di prendere la sua decisione.

Ore 16.30 - «Il nemico continua ad assaltare il territorio dello stabilimento Azovstal. Durante l'80° giorno dell'invasione su vasta scala, gli occupanti hanno sganciato bombe aeree sui difensori di Mariupol, usato artiglieria pesante, carri armati e un gran numero di forze di fanteria per tentare di assaltare le posizioni ucraine». Lo riferisce su Telegram il battaglione Azov. «Nonostante la situazione estremamente critica, i difensori, compiendo sforzi sovrumani, respingono i tentativi di sfondamento delle truppe», concludono i combattenti di Azov.

Ore 15.20 - La Turchia non ha chiuso la porta all'adesione di Svezia e Finlandia alla Nato, ma vuole negoziati con i Paesi nordici e un giro di vite su quelle che vede come attività terroristiche ospitate soprattutto a Stoccolma. Lo ha precisato Ibrahim Kalin, portavoce del presidente RecepTayyip Erdogan, riporta Reuters sul suo sito.

Ore 14.40 - L'Occidente ha dichiarato una guerra ibrida totale contro la Russia. Ed è difficile prevedere quanto durerà. Lo ha detto il ministro degli Esteri Serghei Lavrov al meeting annuale con gli esperti del Consiglio esteri e difesa, secondo quanto riporta l'agenzia Interfax.

Ore 14.26 - I presidenti russo e finlandese, Vladimir Putin e Sauli Niinisto, hanno discusso oggi della situazione in Ucraina. Lo ha riferito il servizio stampa del Cremlino. Putin ha preso nota del fatto che i negoziati tra Mosca e Kiev sono stati praticamente interrotti in quanto la parte ucraina non sarebbe interessata ad un dialogo produttivo. Lo riporta la Tass. «I leader hanno discusso anche della situazione in Ucraina. In particolare, Putin ha condiviso le stime sullo stato del processo negoziale tra russi e ucraini che è stato praticamente interrotto da Kiev, che non mostra alcun interesse per un dialogo serio», si legge. 

Ore 14.06 - Per la Finlandia abbandonare la politica della neutralità sarebbe un «errore». È quanto ha affermato il presidente russo Vladimir Putin nel corso della telefonata con il presidente finlandese Sauli Niinisto. Putin - citato dalla Tass - ha aggiunto che «non esistono minacce alla sicurezza di Helsinki» e che il suo ingresso nella Nato potrà «influenzare negativamente le relazioni con la Russia». 

Ore 13.19 - Una conversazione «diretta e franca» durante la quale è stato convenuto che è «importante evitare tensioni». Lo ha detto il presidente finlandese Sauli Niinisto in un comunicato su Twitter a proposito della telefonata con il suo omologo russo Vladimir Putin.

Ore 13.00 - L'obiettivo del governo ucraino rimane fare uscire sani e salvi dall'acciaieria di Azovstal a Mariupol tutti i militari ucraini, ma l'approccio per un accordo deve essere «sobrio e pragmatico» e «il risultato potrebbe non soddisfare tutti». Lo ha detto la vice prima ministra Iryna Vereshchuk, citata dalla agenzia Interfax Ucraina. La vice premier ha sottolineato che nell'impianto non ci sono solo miliziani del reggimento Azov ma anche membri di altri reparti delle forze armate e della polizia.

 

 

Ore 12.15 - «La Russia ha intenzionalmente scatenato una guerra del grano, le consegne non sono possibili e i prezzi stanno salendo, con il rischio di carestia, non sono danni collaterali, è un strategia intenzionale. La Russia sta creando le basi per nuove crisi così che la cooperazione internazionale può essere ridotta». Lo ha detto la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock nella conferenza stampa di chiusura del G7.

Ore 12.08 - I negoziati tra Russia e Ucraina si stanno concentrando in queste ore sulla evacuazione dall'acciaieria di Azovstal a Mariupol di 60 persone, quelle ferite più gravemente e medici. Lo ha detto la vice prima ministra ucraina Iryna Vereshchuk, citata dal Kyiv Independent. La Russia non accetta una evacuazione totale, ha aggiunto la vice premier. Secondo il giornale, nell'acciaieria rimangono circa mille militari ucraini. In precedenza la Vereshchuk aveva detto che trattative per l'evacuazione erano in corso con la mediazione della Turchia. L'11 maggio la vice premier aveva fatto sapere che la parte ucraina aveva offerto ai russi di scambiare i militari gravemente feriti rimasti nell'acciaieria con militari russi fatti prigionieri.

Ore 12.01 - I russi stanno ancora ritirando le loro truppe dalla regione di Kharkiv, nel nord dell'Ucraina, e ora il loro «principale obiettivo è stabilire il pieno controllo dei territori delle province di Donetsk e Lugansk (nell'est) e di Kherson (nel sud)» e «assicurare la stabilità del corridoio di terra con la Crimea». Lo afferma lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, citato dalla Bbc.

Ore 11.42 - La graduale liberazione dalle forze russe occupanti della regione ucraina di Kharkiv prova che l'Ucraina «non lascerà nessuno nelle mani del nemico». Lo ha affermato oggi il presidente Volodymyr Zelensky, citato dall'agenzia Interfax Ucraina. «Ovviamente - ha aggiunto - ricordiamo ogni città e comunità che sono ancora sotto occupazione: Kherson, Melitopol, Berdiansk, Energodar, Mariupol e le città del Donbass».

Ore 10.42 - Da parte russa non vi è alcuna intenzione ostile contro Svezia e Finlandia e quindi non vi è alcuna «vera» ragione per l'ingresso di questi due paesi nella Nato. È quanto ha detto il vice ministro degli Esteri russo, Alexander Grushko, all'agenzia stampa di Stato Ria, secondo quanto riferisce il Guardian. La Russia, ha detto ancora Grushko, agirà se la Nato dispiegherà forze nucleari e infrastrutture vicino al confine.

Ore 9.55 - «La Russia non ha intenzioni ostili in relazione alla Finlandia e alla Svezia», i due paesi intenzionati ad entrare nella Nato. Lo ha detto il vice ministro degli esteri Alexander Grushko, stando all'agenzia Interfax, precisando che tale mossa «non rimarrà senza una reazione politica». Tuttavia «è presto per parlare di dispiegamento delle forze nucleari russe nella regione baltica in caso Finlandia e Svezia dovessero entrare nella Nato», ha aggiunto.

Ore 9.20 - Crimini di guerra «Abbiamo già oltre 10mila casi in corso di crimini di guerra e già 40 sospettati». Lo ha affermato la procuratrice generale ucraina, Iryna Venediktova, in un Tweet, proprio mentre nelle scorse ore si è aperto il primo processo in un tribunale ucraino contro un militare russo. «Sono sicura - ha aggiunto Venediktova - che nel prossimo futuro vedremo altri casi approdare nei tribunali e autori dei crimini comparire davanti a giudici».

 

 

Ore 9.05 Riconquistata Kharkiv. L' Ucraina ha «probabilmente vinto la battaglia di Kharkiv». Lo afferma - come riportato dalla Bbc - l'equipe di esperti dell'Institute for the Study of War. Nella sua ultima valutazione del conflitto, gli analisti militari affermano che alla Russia è stato impedito di circondare la seconda città dell' Ucraina e ora ha rinunciato a farlo. Kharkiv, nel nord-est del paese, è anche chiamata la città fortezza e in questa guerra, si è guadagnato quell'appellativo. Dall'inizio dell'invasione la cattura di Kharkiv è stato un obiettivo strategico per le forze russe. Ma dopo più di due mesi le forze di Mosca non solo non sono riuscite a farlo, ma secondo il think-tank con sede negli Stati Uniti, hanno addirittura abbandonato tale progetto. Si ritiene infatti che le truppe ucraine abbiano respinto i russi fino al confine. Ma - prosegue la Bbc - questa non sembra essere una ritirata in piena regola, come si è visto intorno alla capitale Kiev. Ô un momento importante della guerra, piuttosto che una svolta.

Ore 8.40. Riaprone le ambasciate. Sono «già 37 le missioni diplomatiche estere» che «hanno ripreso il loro lavoro a Kiev. E sono grato a tutti loro, perché questa è la prova che l' Ucraina è forte e ha prospettive, a differenza della Federazione Russa». Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo messaggio video citato dall'agenzia ucraina Unian. «Sono fiducioso che altre missioni estere torneranno presto nella capitale», ha aggiunto Zelensky, auspicando al contempo che «tutte le imprese ucraine che non hanno ancora ripreso le attività, ritornino al lavoro in aree sicure». Il leader ucraino ha quindi sottolineato che «fornire posti di lavoro e adeguare l'attività economica alle condizioni esistenti è anche un grande lavoro per la difesa, per il nostro futuro».

Ore 7.35 Si tratta per Mariupol. Negoziati molto complessi» sono in corso per la liberazione dei militari feriti dall'acciaieria Azovstal a Mariupol. A dirlo è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il consueto discorso a tarda notte. «Negoziati molto complessi sono in corso sulla prossima fase dell'evacuazione, quella dei feriti e i medici», ha detto Zelensky, citato dalla Bbc. «Stiamo facendo il possibile per evacuare anche tutti gli altri, ciascuno dei nostri difensori», ha aggiunto. Kiev si avvale di «intermediari influenti», ha poi dichiarato, senza dare altri dettagli.

Ore 6.45 Sanzioni alle banche che aiutano la Russia. Gli Stati Uniti potrebbero estendere le sanzioni alle banche straniere che aiutano la Russia a eludere le sanzioni, ha affermato il vicesegretario al Tesoro americano Adewale 'Wally' Adeyemo in un'intervista al New York Times ripresa dall'agenzia russa Tass. «Se fornisci supporto materiale a un individuo sanzionato o a un'entità sanzionata, possiamo estendere il nostro regime sanzionatorio a te», ha sottolineato. «Voglio chiarirlo ad altri paesi che potrebbero non aver intrapreso azioni sanzionatorie: gli Stati Uniti e i nostri alleati e partner sono pronti ad agire se fanno cose che violano le nostre sanzioni», ha aggiunto Adeyemo.

Ore 6.35 Usa e Asia: «Cessate il fuoco»​. Gli Stati Uniti e l'Associazione delle nazioni del Sudest asiatico (Asean) chiedono «un'immediata cessazione delle ostilità» in Ucraina. «Riaffermiamo il nostro rispetto per la sovranità, l'indipendenza politica e l'integrità territoriale - si legge nel comunicato finale del vertice Usa-Asean tenutosi a Washington -. Ribadiamo il nostro appello al rispetto della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. Sottolineiamo l'importanza di un'immediata cessazione delle ostilità e della creazione di un ambiente favorevole per una risoluzione pacifica. Sosteniamo gli sforzi del Segretario generale dell'Onu alla ricerca di una soluzione pacifica. Chiediamo anche la facilitazione di un accesso rapido, sicuro e senza ostacoli all'assistenza umanitaria per i bisognosi in Ucraina e per la protezione dei civili».

Putin malato di tumore, il capo dell'intelligence ucraina: «In corso un golpe per rimuoverlo»

 

Ore 6.10 Crisi alimentare su larga scala. Nel suo ultimo video-discorso, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito che la guerra e il blocco russo dei porti ucraini possono «provocare una crisi alimentare su larga scala». «I russi stanno minacciando apertamente il mondo che ci sarà carestia in decine di paesi - afferma Zelensky -. E quali potrebbero essere le conseguenze di una simile carestia? A quale instabilità politica e flussi migratori questo porterà? Quanto si dovrà spendere allora per superarne le conseguenze? Queste sono le domande a cui devono rispondere coloro che stanno ritardando le sanzioni alla Russia o stanno cercando di rinviare gli aiuti all'Ucraina».

 

 

Ore 5.50 Putin si ferma solo con le armi «Non possiamo dire al governo o al popolo italiano come devono agire e noi siamo molto grati all'Italia. Ma credetemi, ogni giorno perdiamo migliaia di persone, di civili, che pagano con la propria vita la difesa dei valori e dei diritti internazionali». Ad affermarlo è stata la vicepremier ucraina Irina Vereshchuk, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. «Tutti i pacifisti che pensano che Putin possa deporre le armi con la diplomazia, si sbagliano», ha aggiunto. « Non vorrei che accadesse una guerra sul territorio europeo, ma Putin non si fermerà con i negoziati ma solo con le armi».

Ore 3.15 Ci difenderemo finché avremo armi. «La guerra durerà fino a quando noi non avremo abbastanza armi per rispondere in modo decisivo al nemico e riprenderci il nostro territorio per come era nel 1991. Abbiamo molte promesse ma ad oggi di armi non ne abbiamo abbastanza per poterci riprendere il Donbass». A dichiararlo è stata la vicepremier ucraina Irina Vereshchuk, ospite di Lilli Gruber a 'Otto e mezzò su La7. «Non solo Putin ma tutto il popolo russo - ha aggiunto - é responsabile delle atrocità che stanno commettendo i loro soldati sul nostro popolo».

Ore 20.41 - Il capo del Pentagono ha ordinato il dispiegamento di 10.500 uomini in Europa a sostituzione di altri 10.500 nell'area. Con la rotazione il numero delle truppe resta così invariato a circa 100.000 uomini. Lo afferma il portavoce del Pentagono, John Kirby, sottolineando che le forze non andranno a combattere in Ucraina ma sono in rafforzamento agli alleati della Nato

Ore 20.09 - È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il terzo decreto sull'invio di armi all'Ucraina. Come i precedenti, anche il nuovo provvedimento - firmato dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, insieme ai ministri di Economia ed Esteri, Daniele Franco e Luigi DI Maio - contiene in un allegato secretato l'elenco dei «mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari» da cedere elaborato dallo Stato Maggiore della Difesa.

Ore 20.00 - L'ammnistrazione Biden sta «lavorando per chiarire» la contrarietà della Turchia rispetto all'adesione nella Nato di Finlandia e Svezia. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, sottolineando che c'è «ampio consenso» sull'adesione di questi due Paesi. 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 15 Maggio, 10:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA