Montecitorio, terremotati in piazza. Ultimatum
al governo: «Pronti a bloccare l'Italia»

Montecitorio, terremotati in piazza. Ultimatum al governo: «Pronti a bloccare l'Italia»
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Sabato 1 Aprile 2017, 11:32 - Ultimo aggiornamento: 16:56

«Questo è un ultimatum al governo: o entro una settimana incontreremo a un tavolo il governo, i capigruppo di Camera e Senato e il commissario Vasco Errani oppure bloccheremo l'Italia: basta parole, vogliamo dei fatti».

È il messaggio lanciato questa mattina nel corso di un presidio davanti a Montecitorio da alcuni comitati delle zone terremotate del centro Italia, tra cui Quelli che il terremoto e La terra trema noi no. Arrivati con fischietti e striscioni, dicono, dalle quattro regioni colpite in rappresentanza di 131 comuni, i portavoce del presidio lamentano scarsa concretezza nella macchina della ricostruzione: «Ci manca una casa, ci manca una prospettiva, non c'è informazione. Nulla è operativo, i decreti non sono attuativi - spiegano -manca la volontà. In sette mesi hanno portato 25 container travestiti da casette, e hanno fatto pure la sfilata. Non ci sono gli aiuti alle imprese. La scorsa settimana Gentiloni ha parlato di cose che non esistono: il miliardo l'anno nel decreto non c'è. Siamo stanchi di parole: se non otterremo risultati concreti bloccheremo il Paese».

La manifestazione (dal titolo La ri-scossa dei terremotati), riferiscono i portavoce, si sta svolgendo in contemporanea in 10 Comuni del cratere: «Tutta Italia è solidale con noi, vogliamo un cronoprogramma ufficiale - dicono ancora al microfono - Non ci dite che non ci stanno i soldi, perché per le banche i miliardi sono stati trovati in una notte. Hanno assunto 30 persone alla presidenza del Consiglio. Queste persone non meritano più rispetto, noi non vi amiamo, vi vogliamo mandare a casa, ridateci i nostri soldi».

Tra le felpe di Amatrice e Accumoli e le magliette Daje Marche, si vedono striscioni contro la rivista Charlie Hebdo (che pubblicò una discussa vignetta sul terremoto), o Abbandonati da 37 mesi senza casa, lavoro e soldì. In piazza anche dei figuranti in abiti dell'Antica Roma: «Noi - si legge nel loro cartello, abbiamo costruito il Pantheon in 330 giorni: voi in 7 mesi che avete fatto?».

Alle 12 è previsto che i manifestanti si spostino verso il Senato («con l'assenso della polizia»), mentre negli altri Comuni che stanno partecipando alla mobilitazione saranno organizzati degli attraversamenti stradali.

Altri manifestanti hanno intanto bloccato la Statale a Trisungo, frazione di Arquata del Tronto.  A Trisungo, sotto le rovine di Arquata, ci sono circa 200 persone, ma la gente continua ad arrivare. Oltre ai terremotati del luogo e di Acquasanta Terme ci sono delegazioni di Castelluccio, Cascia, Samugheo.

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