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Rimuove una collega dagli amici
di Facebook: condannata per mobbing

Rimuove una collega dagli amici di Facebook: condannata per mobbing
2 Minuti di Lettura
Sabato 26 Settembre 2015, 11:37 - Ultimo aggiornamento: 11:49
SYDNEY - Se un collega proprio non ci va giù, meglio scegliere la strada dell'indifferenza. Ma guai a rimuoverlo da Facebook. La cancellazione dal social potrebbe rappresentare un atto di mobbing. È quanto ha stabilito un tribunale australiano, in una sentenza innovativa che amplia la casistica delle persecuzioni in ufficio. La Fair Work Commission, il tribunale per il diritto del lavoro, ha stabilito che Lisa Bird, dirigente di un'agenzia immobiliare, ha dimostrato una "mancanza di maturità emotiva" indicativa di "un comportamento irragionevole". Vittima del mobbing, racconta il quotidiano britannico The Telegraph, è la collega Rachel Roberts. La donna si era lamentata con il principale, marito della Bird, che tutte le case a lei assegnate non venivano adeguatamente pubblicizzate sulla vetrina dell'agenzia. La Bird è allora intervenuta e con fare sprezzante ha accusato la Roberts di comportarsi "come una scolaretta che corre dal maestro".



Uscita in lacrime dal posto di lavoro, l'agente immobiliare è poi andata andata a controllare se la dirigente aveva commentato l'incidente su Facebook. E così ha scoperto l'ultima prepotenza: era stata cancellata dagli amici.



La sentenza, spiegano gli esperti, non afferma che la cancellazione sia di per sé un atto di mobbing. Ma chiarisce che può diventarlo. E per la Roberts è stata l'ultima goccia dopo una serie di sgarberie di cui era stata vittima e che le hanno causato ansia e depressione.



La Bird, infatti, non la salutava mai e la escludeva ogni volta che consegnava del materiale al resto dello staff. Se la sentenza amplia lo spettro dei vari modi di perseguitare ingiustamente i colleghi, potrebbe anche far riflettere se non sia il caso di separare più nettamente lavoro e vita privata sui social network.
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