Sansepolcro, suora allontanata per una relazione sentimentale: è la superiora ora il convento deve chiudere

Sansepolcro
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Sabato 23 Novembre 2019, 17:17 - Ultimo aggiornamento: 18:58

Era stato riaperto solo quattro anni fa il convento dei Padri Cappuccini di Sansepolcro, costruito nel 1611. Oggi chiude di nuovo per carenza di religiose che possano occuparsene, dopo la recente rimozione della superiora.

Nel 2015 infatti, il convento era stato concesso alle monache benedettine olivetane e dopo anni di abbandono era diventato un monastero dedicato a San Bernardo Tolomei. La chiusura ha perciò colto di sopresa la comunità locale, anche perchè in questo caso non è dovuta solo alla crisi vocazionale.

Come rivelato da un articolo di Repubblica, ci sarebbe una storia sentimentale che avrebbe coinvolto la superiora Maria Teresa, ad aver portato la Congregazione alla decisione di allontanare prima lei, ed in seguito le altre tre monache - una consorella di 80 anni, e due novizie - , troppo poche per gestire la struttura, e chiudere «definitivamente» il monastero, come è scritto in rosso nel sito delle benedettine. 

Dal 2015, Suor Maria Teresa aveva ridato vita a un luogo caro a generazioni di fedeli, grazie alla sua energia ed abilità manageriale. Eppure, la stessa la superiora che promuoveva ritiri spirituali e conferenze sulla vita contemplativa, si è innamorata di un uomo, ha dovuto lasciare il velo e in mancanza di sostitute il monastero deve chiudere.

Le chiusere per carenze vocazionali non sono una novità (come quella, recente, del vicino Cenacolo di Montauto, ad Anghiari). Più raro, l’aspetto sentimentale della vicenda. La relazione in realtà sarebbe stata interrotta in precedenza proprio per volontà della superiora, secondo chi la conosce, a causa della sua forte vocazione. La rinuncia, però, non le ha evitato il peggio. Suor Maria Teresa tornerà allo stato laicale. Non è chiaro se per iniziativa della monaca, per un ordine perentorio, o su indicazione della Congregazione.

Lo conferma lei stessa al telefono a "Repubblica": «Le pratiche sono in corso», spiega.  Ma davvero la causa di tutto è una storia di cuore? «Hanno voluto dire così, lasciamo che lo dicano, la faccenda è molto più complicata di quanto sembra», replica lei. A confermare la vicenda è lo stesso vescovo di Arezzo Riccardo Fontana, che  sottolinea, «Io non c’entro nulla, è intervenuta la Santa Sede e tutto è finito», anche se ammette: «È una vicenda molto dolorosa per le persone coinvolte». Specialmente per chi si ritrova nel 2019 a riviviere il ruolo della sventurata monaca di Monza.

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