«Trenta cause in dieci anni
dal vicino di casa: è stalking»

«Trenta cause in dieci anni dal vicino di casa: è stalking»
di Olivia Bonetti
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Domenica 2 Giugno 2019, 16:38 - Ultimo aggiornamento: 20:21
FELTRE - Una trentina di cause in dieci anni per le continue denunce di quel vicino, con cui condivide una corte tra le abitazioni a Lasen. Diana De Paoli, 64 anni, non ne può più. Ha scritto alle Iene, ha chiesto alla Procura di indagare per stalking giudiziario. Ma ad oggi la situazione non è cambiata e ora ne va della sua salute e di quella della sua famiglia. Le terribili buste verdi di atti giudiziari continuano ad arrivare al suo indirizzo, come se piovessero. Ogni volta è un tuffo al cuore. Dovrò tornare in Tribunale? Dovrò pagare ancora? Cosa accadrà questa volta? Ha già la pensione pignorata per 570 euro al mese per pagare le spese legali delle varie cause che le ha fatto il vicino e che ha perso. Ha già date fissate per i prossimi mesi con processi nei quali dovrà difendersi a Venezia, a Belluno, due pendenti in Cassazione. «Posso dire, senza esagerare, che metà di questi dieci anni che ho vissuto a Feltre li ho passati in Tribunale», spiega la De Paoli.
 
L'INCUBOLa donna arriva da Busto Arsizio a Lasen una decina di anni fa, per vivere in tranquillità nel paesino dei genitori e stare accanto all'anziana madre. Ma per lei inizia un incubo. «Dopo quello che ho passato - dice disperata - non mi sorprendo più quando sento storie tra vicini che finiscono in tragedia». Parole che le vengono fuori per lo sconforto di chi ogni giorno lotta contro i mulini a vento e si ritrova sotto attacco continuo. «Mi metto in giardino a prendere il sole in costume e lui chiama i carabinieri - spiega -. Se vado fuori sul balcone da casa mia in due pezzi chiama i carabinieri. Mi ha addirittura denunciata per una bambolina che avevo messo in giardino: era un cesto che avevo appeso decorato con una vecchina carina. Ma secondo lui era un rito voodoo». Poi le vertenze per le aiuole, la cappa del camino, la finestra del bagno, il balcone. «Fortunatamente ho l'avvocato Liuba D'Agostini che mi difende - prosegue - altrimenti a quest'ora non so come sarebbe finita». Al termine della prima inchiesta aperta a carico del vicino per stalking giudiziario il pm Simone Marcon ha chiesto l'archiviazione: alcune cause erano risultate fondate e la 64enne non aveva certificato tramite un medico quello che stava vivendo. Ma si opporrà, e chiede la riapertura del caso, perché vuole che sia fatta giustizia. «Nessuno dovrebbe essere sottoposto a quello che sto vivendo io - dice -. Ha persino fotografato mia madre 90enne incontinente che stava facendo pipì in giardino. Fotogrammi che sono stati mostrati in aula nel processo che si è chiuso con la condanna di mia madre anziana, perché avrebbe offeso il suo onore. Questa persona va fermata». 
Olivia Bonetti
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