Dolores Spada e Ferruccio Casamonica
si separano: in tribunale lite per la Ferrari

Sabato 2 Marzo 2019 di Marco Carta​
Dolores Spada e Ferruccio Casamonica si separano: in tribunale lite per la Ferrari

ROMA - C’è chi rivuole indietro il divano pagato a rate o l’abbonamento alla pay tv. E chi invece si litiga gli animali domestici. Quando una relazione deflagra, le rivendicazioni sui beni fra gli ex coniugi sono sempre all’ordine del giorno. E la lotta per riavere indietro le proprie cose spesso trascina la storia in un incubo senza fine. Specie quando in ballo ci sono oggetti di valore, come la Ferrari modello Modena, per la quale ieri mattina Dolores Sara Spada si è ritrovata a testimoniare in un’aula giudiziaria contro il suo ex compagno, Ferruccio Casamonica, uno degli esponenti del clan, accusato di appropriazione indebita proprio per quel bolide color argento. Una macchina «da lui detenuta», come si legge nel capo d’imputazione, «ma da restituire alla donna come da accordi intercorsi tra le parti a seguito dell’interruzione della convivenza».
 

 

LA SEPARAZIONE
I fatti risalgono al 2010, quando Dolores Spada, al termine della relazione, decide di andarsene dalla villa di via Michele Migliarini, zona Romanina, per tornare a vivere a Venafro in provincia di Isernia. A seguirla sono cinque dei sette figli nati dalla relazione con Ferruccio. Ma non la Ferrari F 360 Modena, oggetto del contendere, rimasta a Roma, insieme all’ex compagno, che un anno dopo, nel novembre 2011, si ritrova denunciato per appropriazione indebita. Dolores è sicura: «Quella macchina è mia», e in più occasioni lo ha ripetuto ieri in tribunale, rispondendo alle domande del pm d’aula Mario Pesci. Ma Ferruccio, in carcere dallo scorso luglio, dopo l’arresto per un tentato omicidio nei confronti di un nigeriano, non la pensa alla stessa maniera. Secondo il suo difensore, Antonio Filardi, infatti, una serie di atti privati dimostrerebbero che l’auto sarebbe stata venduta a Diego Casamonica, fratello di Ferruccio.

LA VENDITA
Documenti che ieri la donna ha totalmente disconosciuto in aula. «Quella non è la mia firma. Hanno fatto tutto loro. Non sapevo nulla di queste firme. Noi non ci siamo mai messi d’accordo. La Ferrari è mia». Non di Ferruccio, che aveva provato a metterla in vendita presso un concessionario, mettendo nei guai anche un imprenditore, accusato di ricettazione nello stesso processo, per aver detenuto l’auto «presso il proprio salone, in conto vendita per conto di Diego Casamonica, soggetto di cui non aveva nemmeno un numero telefonico». Incalzata dalle domande del pm, Dolores Sara Spada ha assicurato di aver comprato quel bolide nel 2007, addirittura un anno prima di prendere la patente. «L’ho pagata 70 mila euro», ha spiegato la donna senza ricordare da chi avesse comprato l’auto, pagata rigorosamente «in contanti, con i soldi della dote che mi avevano lasciato i miei genitori». Una versione che non ha convinto pienamente la procura, pronta a chiedere la confisca del veicolo, qualunque sia l’esito del processo. Liberando una volta per tutte quella Ferrari color argento, imprigionata dentro un deposito giudiziario, insieme a decine di utilitarie. Un bolide, con 60 mila chilometri sulle spalle e qualche ammaccatura, inchiodata ai nastri di partenza da quasi otto anni. 

Ultimo aggiornamento: 11:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA