Sesso nel confessionale del convento: le suore di clausura ancora sotto choc. «Siamo scosse»

Sesso nel confessionale del convento: le suore di clausura ancora sotto choc. «Siamo scosse»
Sesso nel confessionale del convento: le suore di clausura ancora sotto choc. «Siamo scosse»
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Sabato 4 Giugno 2022, 17:04 - Ultimo aggiornamento: 17:26

Un'irruzione all'interno del monastero di San Basilio, che ospita otto suore di clausura, nel corso della Notte Bianca. E per le religiose celestine, all'improvviso, arriva un incubo, con giovani intenti a fare un festino a base di sesso e alcol. È accaduto a L'Aquila, in pieno centro storico, nella notte tra l'1 e il 2 giugno scorsi.

Il raid nel convento e il festino choc

A denunciare il raid notturno era stata la badessa del monastero, suor Margherita, che si era rivolta ai carabinieri. Le monache di clausura hanno chiamato i carabinieri per due volte, una intorno alle tre per segnalare la presenza di due giovani che dalla chiesa sono saliti nel piano in cui dormono per poi scappare facendo cadere un bicchiere di birra a terra, la seconda intorno alle cinque dopo aver visto un giovane e una giovane nudi nel confessionale della chiesa. Si cerca di capire se il raid notturno sia stato frutto di una semplice bravata o addirittura di riti blasfemi.

Raid e festino nel convento, la notte da incubo

Tutto è iniziato intorno alle 3 del 2 giugno. Le suore di clausura che vivono nel monastero di San Basilio erano state svegliate dal rumore di un ascensore che faceva su e giù, poi c'è stato anche un tentativo di irruzione in una delle stanze, occupata da una religiosa ultranovantenne, fino alla scoperta di due ragazzi che facevano sesso all'interno del confessionale. 


Oltre all'invasione della privacy e all'irruzione notturna, le suore sono rimaste preoccupate perché, nella chiesa profanata, sono in corso dei lavori per la ristrutturazione post-sisma e, nel buio, qualcuno avrebbe potuto farsi male. Anche per questo la badessa, suor Margherita Saltarelli, ha chiesto al sindaco Pierluigi Biondi di poter installare una telecamera e un faro.

Festino nel monastero, le suore sotto choc

Suor Giovanna, una delle otto monache che vivono nel monastero di San Basilio a L'Aquila, ha raccontato: «È stata una notte da incubo e siamo ancora terrorizzate: vedere, senza poter intervenire per il timore di reazioni, giovani che per due volte forzano la porta ed entrano nella chiesa e salgono anche nei piani del convento, oltre all'angoscia e alla paura ha generato in noi la violazione della nostra intimità di religiose di clausura».
Come scrive Federica Farda per Il Messaggero, tutte le monache sono ancora sotto choc. Le due più giovani, suor Rena Cordoba e suor Joan Ribo, entrambe di origini filippine, hanno spiegato: «Non siamo ancora riuscite a ritrovare la nostra tranquillità, siamo ancora molto scosse, riviviamo quell'immagine della coppia nuda e il ragazzo che alza le mani per scusarsi. Capiamo l'esigenza di divertirsi, ma c'è un limite alla proprietà, alla privacy, e sarebbe giusto non arrecare danni agli altri».
«Cari Amici, ringraziamo quanti in queste ore ci stanno esprimendo la loro solidarietà per l'increscioso episodio verificatosi nel nostro Monastero» - si legge anche in un post su Facebook - «Chiediamo di mantenere la riservatezza sulla vicenda evitando la divulgazione delle immagini e rimuovendo quelle che ci ritraggono al fine di preservare il silenzio ed il raccoglimento che la nostra vocazione di monache contemplative richiede. Confidando nel vostro senso di responsabilità, assicuriamo a ciascuno la nostra intercessione e la nostra preghiera. Pax!».

Festino nel monastero, la badessa: «Colpa non solo dei ragazzi»

Suor Margherita, la badessa del monastero di San Basilio, non se la sente di puntare il dito esclusivamente contro i ragazzi. «Loro sono comunque il futuro, non ci sentiamo di colpevolizzare solo loro, ma anche le famiglie. Simili gesti sono dovuti al fatto che a monte non sono stati posti dei paletti. Viviamo in un mondo dove tutto è possibile», ha spiegato la badessa del monastero più antico della città, con i suoi sette secoli di storia.
In attesa della telecamera e del faro che dovrebbero garantire maggiore tranquillità alle religiose ancora piuttosto scosse, per il prossimo 11 luglio è prevista l'inaugurazione della chiesa, del confessionale e dell'ascensore profanati, che saranno riconsacrati.

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