Sesso tra i binari, ma dopo la passione lei lo denuncia per violenza sessuale

Domenica 2 Maggio 2021 di Luca Ingegneri
la stazione di Padsova, foto di repertorio

PADOVA Avevano avuto una relazione di alcuni mesi. Poi avevano deciso di troncarla. Ma quando si sono incontrati di nuovo, dalle parti della stazione ferroviaria, la passione ha preso il sopravvento. Hanno lasciato le rispettive compagnie e si sono appartati all'interno dello scalo ferroviario, non lontano dal primo binario. Poi hanno dato sfogo alle loro pulsioni. Ma qualcosa evidentemente è andato storto. Perché la ragazza, all'epoca non ancora diciottenne, si è poi confidata con un'amica. Ed è venuta a saperlo anche l'educatrice della comunità per minori in cui risiedeva.

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É scattata a quel punto la denuncia. La ragazza ha dichiarato di aver accettato quei momenti di intimità per qualche bacio. E di essere stata costretta a subìre un rapporto sessuale completo. Il ragazzo, 18enne, di origini marocchine, residente a Due Carrare, è letteralmente caduto dalle nuvole. Raccontando una storia molto diversa. Quel rapporto sarebbe stato consenziente e lei lo avrebbe denunciato per il solo fatto che lui non aveva alcuna intenzione di riallacciare il rapporto.
Per quella serata di passione tra i binari, risalente al 19 ottobre 2019, il ragazzo si è ritrovato sul groppone la scomoda accusa di violenza sessuale. Con il consenso del pubblico ministero Roberto D'Angelo, il suo legale ha provato a patteggiare un anno di reclusione, con pena sospesa, riqualificando l'imputazione in maniera meno grave. Ma il giudice Maria Luisa Materia non ha accolto la proposta di applicazione pena e si è dichiarata incompatibile. A questo punto il fascicolo passerà ad altro giudice e si dovrà ripartire daccapo. La presunta vittima è costituita parte civile con l'avvocato Leonardo Arnau. 

VIOLENZA SESSUALE


Ha invece rimediato una condanna con rito abbreviato a quattro anni di carcere Wissem El Nasri, tunisino 33enne, pluripregiudicato per spaccio di stupefacenti. Lo straniero è stato ritenuto responsabile di violenza sessuale nei confronti di una 25enne residente a Montegrotto. L'episodio incriminato risale all'11 settembre scorso. La ragazza si era recata assieme al fidanzato in un appartamento di via Colletti, al Portello, occupato da tre tunisini. Il gruppetto aveva trascorso la serata in compagnia consumando hashish e fumando crac. Poi El Nasri avrebbe approfittato della 25enne. Inizialmente la giovane ha fornito ai carabinieri un racconto molto diverso. Poi, messa alle strette, ha finito per confessare. I successivi accertamenti clinici hanno confermato la violenza. E sugli indumenti della 25enne sono state ritrovate tracce di Dna dello stupratore. El Nasri è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, poi trasformato in un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Ieri la sentenza di condanna a quattro anni con un risarcimento di 5mila euro alla vittima, in attesa della quantificazione del danno in sede civile.
 

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