Auto ferma col semaforo verde, tutti suonano il clacson. Ma Wanni è morto al volante

Il dramma è avvenuto a Rovigo: Wanni Prosdocimi vittima di un malore improvviso in auto

Mercoledì 24 Novembre 2021
Auto ferma col semaforo verde, tutti suonano il clacson. Ma lui è morto al volante

Erano circa le 18 e si trovava al volante della sua Honda Jazz grigia, fermo al semaforo dell'incrocio fra la tangenziale e via Savonarola a Rovigo, sulla corsia per svoltare verso Borsea. Ma quando è scattato il verde, è rimasto fermo. Perché in quei pochi istanti il suo cuore si era arrestato. Si è spento così, improvvisamente, ieri pomeriggio, ad appena 68 anni, Wanni Prosdocimi, nato e residente a Rovigo. Una morte talmente imprevista e inaspettata che inizialmente la sua auto ferma con il motore acceso, davanti al semaforo verde, ha visto gli automobilisti in coda dietro di lui suonare ripetutamente il clacson per invitarlo a partire. Solo una volta che il semaforo è tornato rosso, una delle persone che erano dietro di lui, è scesa per avvicinarsi e capire cosa fosse successo, rendendosi subito conto che la persona all'interno dell'auto aveva avuto un malore, visto che nonostante il motore acceso, non rispondeva ad alcuno stimolo e che il suo corpo, seppur sostenuto dalla cintura di sicurezza, si trovava in una posizione di abbandono. Lo scrive Il Gazzettino.

 

SOCCORSI VANI

Un malore fulminante. Il medico del Suem, subito accorso con l'automedica insieme all'ambulanza, non ha potuto far altro che constatare l'avvenuto decesso del 68enne. Inevitabilmente l'intervento del personale sanitario e le operazioni di accertamento da parte degli agenti della Squadra Volanti, accorsi sul posto, hanno ingolfato la viabilità in un punto e in un orario particolarmente delicati, tanto che anche una pattuglia della Guardia di finanza è intervenuta per dare il supporto per regolare il traffico. Un dramma che si è compiuto in moto tanto improvviso quanto doloroso. Una morte per cause naturali, che seppur avvenuta in mezzo alla strada, non ha provocato incidenti e che ha visto il pm di turno lasciare immediatamente la salma nella disponibilità dei familiari.

 

IL PRECEDENTE

Un decesso che riporta alla mente altri episodi analoghi. In particolare, quello del 20 marzo 2017, quando a spegnersi in modo altrettanto improvviso e in circostante simili era stato un ragazzo di appena 32 anni, Alex Todaro Balaben, mentre si trovava a bordo della sua Mercedes Glc in viale del Lavoro. Si era sentito male, questo almeno sembrava potersi ipotizzare visto che si era accostato su un lato della strada e aveva spento la macchina. Poi si era accasciato, con ancora le cinture allacciate. Un passante lo aveva notato, privo di conoscenza, e aveva subito dato l'allarme. Un'ambulanza era arrivata in pochi istanti e il personale medico aveva provato a eseguire le manovre rianimatorie, ma il cuore di Alex si era già fermato. Cause apparentemente naturali, ma difficili da capire per una persona così giovane. Fra l'altro con una grande preparazione fisica. Alex, infatti, fin da giovanissimo aveva praticato arti marziali e nel 2007 si era laureato campione mondiale di kick boxing.

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