Renzi ritira le ministre: «Il Re è nudo, la democrazia non è un reality show» Zingaretti: «Grave errore contro l'Italia»

Mercoledì 13 Gennaio 2021
Renzi ritira le ministre Bellanova e Bonetti: «La democrazia non è un reality» Diretta. Orlando: «Grave errore che pagheremo»

Matteo Renzi ha annunciato in conferenza stampa le dimissioni delle ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti e del sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto. Sono ore caldissime per il futuro del governo Conte, alle prese con una probabile crisi di governo innescata dalla scelta di Italia Viva di sfilarsi dalla maggioranza. Nel pomeriggio - prima delle parole di Renzi - il premier Giuseppe Conte è salito al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per un incontro che è stato definito interlocutorio. 

 

LE PRIME REAZIONI

«Quello di Italia Viva è un errore gravissimo contro l'Italia. Abbiamo bisogno di nuovi investimenti, di combattere la pandemia e non di una crisi di governo». Così il segretario del Pd Nicola Zingaretti al Tg1. «Un grave errore fatto da pochi che pagheremo tutti». Il commento a caldo del vicesegretario Dem Andrea Olrando su Twitter. «Al posto di spendere ogni energia per uscire insieme dalla crisi sanitaria, economica e sociale, Renzi preferisce aprire anche la crisi della serietà. Voltiamo pagina, per proteggere l'Italia. #crisidigoverno». Lo scrive su twitter il vice presidente del Parlamento Ue ed esponente del M5S Fabio Massimo Castaldo. «Conte, Renzi, Di Maio, Zingaretti. Litigio infinito, Italiani in ostaggio. Salute, lavoro, scuola, tasse. Tutto fermo. Quindi? Gennaio, voto in Portogallo. Febbraio, voto in Catalogna. Marzo, voto in Olanda, Israele e Bulgaria. Aprile, voto in Albania. Maggio, voto in Scozia, Galles e Cipro. Giugno, voto in Francia. Settembre, voto in Norvegia, Russia e Germania. Ottobre, voto in Repubblica Ceca. Il governo in Italia non c'è più? Che si fa? #elezioni #democrazia #libertà». Così sui social il leader della Lega Matteo Salvini. «Mentre il Paese affronta con fatica, impegno e sacrificio la più grave crisi sanitaria, sociale ed economica della storia recente, Renzi sceglie di ritirare la propria delegazione di ministri. Credo che nessuno abbia compreso le ragioni di questa scelta». Lo scrive in un post il capo politico del M5s Vito Crimi. «Italiani in ginocchio, governo allo sfascio. L'Italia non può permettersi di perdere altro tempo. Conte si dimetta. Elezioni subito», così la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni.

 

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LA CONFERENZA STAMPA DI RENZI 

«Annunciamo le dimissioni di Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto», ha dichiarato Renzi in conferenza stampa al fianco delle due esponenti di Italia Viva. «È molto più difficile lasciare una poltrone che aggrapparsi allo status quo. Noi viviamo una grande crisi poltica, stiamo discutendo dei pericoli legati alla pandemia. Davanti a questa crisi il senso di responsabilità è quello d risolvere i problemi, non nasconderli».   

 

«La crisi politica non è aperta da Italia Viva, è aperta da mesi - aggiunge il leader di Italia Viva - Il salto di qualità non è stato richiesto da Italia Viva ma da altre forze poltiche. «Il re è nudo. Risolviamo i problemi. Pensare di risolvere con un tweet, post o su instagram è populismo. La politica richiede il rispetto delle liturgie della democrazia. Poiché c'è la pandemia occorre rispettare le regole democratiche».

 

 

 

«Questo è il punto fondamentale - dice Renzi - non giochiamo con le istituzioni, la democrazia non è un reality show dove si fanno le veline. Questo prevede la nostra costituzione che non è una storia su instagram». «Nell'affermare fiducia incrollabile nel presidente della Repubblica e nel ruolo istituzionale che ricopre, pensiamo che si debbano affrontare tre punti cardine». 

 

«Abbiamo chiesto tre questioni al premier - sottolinea Renzi - Il primo è di metodo: non consentiremo a nessuno di avere pieni poteri, abbiamo fatto un governo per non darli a Salvini». Dice Renzi attaccando «l'utilizzo in modo ridondante delle dirette tv, quello discutibile della delega ai servizi».

 

«C'è una drammatica emergenza da affrontare ma non può essere l'unico elemento che tiene in vita il governo. Rispondere alla pandemia significa avere desiderio e bisogno di sbloccare i cantieri e agire sulle politiche industriali». Dice il leader di Iv. «Ci sarà un motivo se l'Italia è il Paese ha il maggior numero di morti e il Pil che crolla». «Sul Recovery passi importanti. Ma resta un grande problema, perché non si prende il Mes? Mes vuol dire più fondi per la sanità, non prenderli per un motivo indeologico è inspiegabile, irresponsabile». In Parlamento «voteremo lo scostamento di bilancio, le misure anti-Covid e qualunque sarà il governo, saremo dalla sua parte sul decreto ristori». 

 

 «L'appello di Mattarella è stato uno dei più belli mai fatti ma costruire - insiste Renzi - lo sanno bene chi crede nella logica di grandi costruttori di cattedrali, non si fa sulla sabbia. Biosgna chiarire cosa si fa, non è che ogni volta ci si rimette in gioco. Se invece non è chiaro dove vogliamo arrivare non c'è alcuna costruzione possibile. Prima di costruire vogliamo vedere il progetto».

 

«È evidente che non abbiamo il controllo: al Senato abbiamo 18 persone incredibilmente libere. Per quello che noi sappiamo o c'è un progetto per un programma di fine legislatura, noi ci siamo. Se il tema è se si formano i gruppi di responsabili, fai pure presidente. A me non risulta ci siano alcuni dei nostri ma non grido allo scandalo, penso sia un'occasione persa». Lo sbocco della crisi? «Tocca al presidente del Consiglio, noi siamo pronti a discutere di tutto.Non abbiamo nessuna pregiudiziale nè su formule nè su nomi. Se c'è un'apertura politica vera, si misura in Parlamento non in un angolo di una piazza. Abbiamo fatto i tavoli politici, se vuoi fare un'apertura vera la fai sui contenuti».

 

«Finché facciamo politica non smetteremo di portare le nostre idee e i nostri contenuti - dice ancora Renzi - E se c'è da parlare, lo si fa in Parlamento. Noi non saremo mai dei segnaposto. Se c'è un'apertura politica vera si discute in parlamento, non per la strada con la gente che ti urla e ti fischia. Se vuoi fare un'apertura vera la fai sui contenuti». È stato creato «un vulnus nelle regole del gioco, delle regole democratiche».

 

LE PAROLE DELLE MINISTRE BELLANOVA E BONETTI

«Si parla di crisi e non si agisce. Ora penso che i costruttori possano davvero entrare in campo: con questa maggioranza? Con i responsabili, se ce li hanno? L'importante è dare risposte». Lo dice Teresa Bellanova in conferenza stampa. «Non c'è un programma per governare a fine legislatura. Un governo non si tiene in piedi perché fa il dpcm. Quello è l'emergenza, ma durante l'emergenza oltre a fare un decreto ristori, devi porti il problema della crisi, che esiste. In questo Paese stanno aumentando le diseguaglianze. Puoi continuare ad avere risorse e opere e non avere i commissari?. Noi la legge di bilancio abbiamo contribuito a scriverla ma assumiamo la responsabilità con il Paese, ma se il presidente del Consiglio neanche si presenta in Aula... Io come capo delegazione fino a questo momento non ho avuto una telefonata o un segnale per dire: abbiamo capito». «Un grave errore? Assolutamente no». Così Bellanova risponde al vicesegretario Pd Andrea Orlando.

 

«Il family act, nato alla Leopolda, è davvero l'unica riforma organica del governo Conte 2». Lo dice Elena Bonetti, ministro dimissionario, in conferenza stampa alla Camera.

 

 

 

 

 

LE PAROLE DI CONTE 

«Bisogna uscire rapidamente dall'incertezza a fronte, dell'allarmante situazione causata dalla pandemia». Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante l'incontro con il premier Conte. «Una crisi? Spero di no». Lo afferma Giuseppe Conte rispondendo ad una domanda dei giornalisti al suo rientro a Palazzo Chigi. «Ho sempre detto che governo può andare avanti solo con il sostegno di tutte le forze di maggioranza - ha quindi aggiunto -. Credo che una crisi non sarebbe compresa dal Paese in un momento in cui ci sono tante sfide». «Io fino all'ultima ora lavorerò per rafforzare la coalizione. L'interesse dei cittadini viene prima di tutto»​, ha spiegato poi Conte.

 

PD E CINQUE STELLE PROVANO A EVITARE LA CRISI

Un incontro interlocutorio quello tra il presidente del Consiglio e il Capo di Stato, fanno sapere fonti di maggioranza, che però potrebbe aprire uno spiraglio per evitare la crisi di governo. Dopo l'astensione delle ministre Iv sul Recovery e in vista delle parole di Matteo Renzi, Pd e M5s stanno cercando in extremis di impedire la rottura con contatti e appelli alla responsabilità rivolti sia all'indirizzo del premier sia di Matteo Renzi. «Si faccia di tutto per riprendere il dialogo, il confronto nella maggioranza, per trovare una soluzione alla crisi», chiede il leader Pd Nicola Zingaretti convinto che sia ancora possibile rilanciare l'azione di questo esecutivo con un nuovo patto di maggioranza. 

 

PARTITA ANCORA LUNGA

Ma la partita è certo ancora lunga e delicata. E in tanti chiedono di fermarsi prima del baratro. Stamattina anche una delegazione di operai Whirlpool, ricevuta a Palazzo Chigi, ha detto al premier che «una nazione intera non può dipendere da giochi di palazzo». E Conte si è mostrato consapevole che una crisi di governo in questo momento sarebbe «incomprensibile». «Dobbiamo tutti fare un passo indietro per il bene del paese», è l'invito di Luigi Di Maio per evitare lo showdown. E Beppe Grillo rilancia una lettera aperta ai partiti di maggioranza e opposizione del deputato M5S Giorgio Trizzino con un appello a fare «insieme un patto tra tutti i partiti». «Lavoriamo per la ricerca di un obiettivo condiviso che altro non può essere che la ricerca del bene comune per il Paese», sostiene il fondatore M5S precisando poco dopo che «è sottinteso che il governo è di Conte».

Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio, 07:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA