Picchiata e rapinata nel sottopasso:
in tre sono passati senza aiutarla

Picchiata e rapinata
nel sottopasso: in tre ​sono
passati e non l'hanno aiutata
di Monica Andolfatto
MESTRE - Gli indifferenti. Sono passati in tre, due uomini e una donna. Impossibile che non si fossero resi conto di quanto stava accadendo. Non poteva essere certo uno scambio di gentilezze quello fra una signora e tre ragazzi di colore - che risulteranno africani - visto che dopo averla presa a calci brutalmente l'hanno scaraventata a terra, continuando a picchiarla, per strapparle prima il cellulare, poi la borsa. Hanno avuto paura? È comprensibile. Ma non è assolutamente giustificabile che nessuno di loro, i passanti abbia pensato di chiamare le forze dell'ordine: bastano tre numeri, 113 o 112. Invece hanno tirato dritto, appunto. Come niente. Lasciando la poveretta in balìa dei suoi aguzzini. Ma ci ha pensato la polizia, che - nonostante tutto - a tempo di record è riuscita a individuare i tre e ad arrestarli. 
 


No, non è avvenuto alle tre di notte. No, non è avvenuto in un luogo periferico. La brutale rapina si è consumata attorno a mezzogiorno di giovedì, in centro a Mestre, ovvero sullo sfondo del famigerato - sì famigerato - sottopasso ciclopedonale che collega via Dante a via Rizzardi, accanto alla stazione dei treni. Vittima una 43enne mestrina che stava rincasando a piedi, ancora più indifesa perché sordomuta e che nel telefonino ha l'unico strumento per comunicare a distanza, tramite l'apposito servizio di messaggistica, con coloro che non conoscono la lingua dei segni. Nella borsa aveva tutti i documenti, le chiavi dell'abitazione, altri effetti personali...
 
 
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Sabato 13 Gennaio 2018, 09:36 - Ultimo aggiornamento: 13-01-2018 11:17

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