Follia ad Aversa, rapinatori 16enni
sparano contro un gioielliere

Follia ad Aversa, rapinatori 16enni sparano contro un gioielliere
di Mary Liguori
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Giovedì 11 Agosto 2016, 09:10 - Ultimo aggiornamento: 12:39
AVERSA - Hanno solo sedici anni i due baby rapinatori che ieri pomeriggio hanno seminato il panico dentro una gioielleria del centro di Aversa. Poco più che bambini, ma determinati e incoscienti come criminali incalliti al punto da non esitare ad aprire il fuoco contro un gioielliere, rischiando di ucciderlo. Poi sono fuggiti, ma non sono andati lontano perché, mentre scappavano in un vicolo della città normanna, sono stati bloccati dai carabinieri.

Una pattuglia del Nucleo radiomobile ha infatti inseguito i due ragazzini mentre fuggivano lungo i vicoli del centro storico. Uno di loro aveva ancora in mano la pistola, una Beretta. Bloccati dai militari del Reparto territoriale di Aversa, agli ordini del tenente colonnello Vittorio Carrara e del tenente Flavio Annunziata, i due minori sono ora ai Colli Aminei. Vengono da Casoria e da Arzano, da famiglie perbene. Rispondono di tentato omicidio, tentata rapina aggravata, ricettazione di arma e spari in luogo pubblico. La loro posizione potrebbe però addirittura aggravarsi: i carabinieri, coordinati dalla procura dei minori di Napoli, stanno esaminando altre rapine avvenute ad Aversa nelle ultime settimane. I fatti. Sono circa le 18 quando i due ragazzini, arrivano in sella a un'Honda Sh in via Roma, corso principale di Aversa, ed entrano nella gioielleria «Golino». Uno dei due chiede alla moglie del titolare di poter vedere dei gioielli in oro per la sua fidanzata.

La donna apre il caveau e srotola sul bancone un astuccio con diversi monili. A quel punto, l'altro ragazzo, sfodera una pistola e la punta contro la donna e contro suo marito. È un attimo. Il gioielliere si trova di fronte due ragazzini, pensa che l'arma sia finta. E reagisce. Il giovane armato non ci pensa su due volte e apre il fuoco. Partono due colpi ad altezza uomo che, per miracolo, non centrano né l'orefice né sua moglie, ma si conficcano nel muro dietro di loro. A quel punto i due baby rapinatori scappano. Sono entrambi fuori di sé, tant'è che dimenticano addirittura di essere arrivati con un motorino e fuggono a piedi lungo le vie del centro storico. Si imbattono in una gazzella dell'Arma di ronda in zona. I carabinieri li bloccano poco dopo, uno di loro impugna ancora quella Beretta che solo per caso non ha ucciso un uomo poco prima. I due vengono accompagnati in caserma. Da Casoria e Arzano partono i loro genitori. Sono sotto choc.

Famiglie oneste, sono interdetti per ciò che i loro figli hanno appena fatto. Intanto, arriva il magistrato della Procura dei minori che confeziona il fermo. Le accuse per i due baby rapinatori sono gravissime e quello che hanno fatto getta un'intera città nel panico. Nonostante l'età, i due ragazzini non hanno esitato a puntare un'arma contro un uomo e sparare, per due volte, tentando di uccidere. A breve saranno interrogati, per ora tacciono. Né ai carabinieri, tantomeno al pm, hanno voluto dire dove si sono procurati la pistola. Si tratta di una semiautomatica modello 70 con la matricola non abrasa. Ora è al vaglio del Racis: le analisi balistiche stabiliranno se sia stata usata in precedenti fatti di sangue.
 
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