Gas, piano Ue su prezzi slitta. Ma è pressing su Berlino: «Fare proposte su price cap»

La Germania si difende ma Gentiloni e Breton insistono: «Serve una risposta comune»

Gas, piano Ue su prezzi slitta. Ma è pressing su Berlino: «Fare proposte su price cap»
Gas, piano Ue su prezzi slitta. Ma è pressing su Berlino: «Fare proposte su price cap»
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Lunedì 3 Ottobre 2022, 21:19 - Ultimo aggiornamento: 21:29

Il piano d'azione della Commissione Ue sui prezzi dell'energia ancora non c'è. Prevista per martedì, la proposta slitta ad un momento successivo al vertice informale dei leader del Vecchio continente che si terrà venerdì a Praga. Il motivo è semplice: non ci può essere consenso, in questo momento, su alcuna proposta della Commissione. Il fronte che spinge per il price cap al gas resta nelle sue posizioni e sta alzando il pressing sulla Germania, che dal canto suo difende il pacchetto da 200 miliardi annunciato venerdì per calmierare i prezzi dell'energia.

Il testo del vertice informale

Il vertice di Praga può rappresentare uno snodo cruciale, il rischio del tutti contro tutti è quanto mai concreto. Palazzo Berlaymont, prima di muoversi, vuole ascoltare le proposte che arriveranno dagli Stati membri, seguendo uno schema inverso a quello che di prassi vige a Bruxelles: la Commissione propone, gli Stati membri emendano. Il problema è che, sul non paper presentato dall'esecutivo Ue sui prezzi dell'energia, non bastano degli emendamenti per accontentare tutti. Per Bruxelles il price cap al gas importato dall'Ue è una misura troppo rischiosa. Per oltre la metà delle capitali europee, Roma in testa, è una misura necessaria. L'impasse è dietro l'angolo.

La bozza

La prima bozza della dichiarazione finale del vertice di Praga torna ad invitare la Commissione a «proporre soluzioni praticabili per ridurre i prezzi attraverso un price cap al gas». È più o meno lo stesso invito che veniva messo nero su bianco al termine del Consiglio europeo di giugno. Troppo poco, forse. Tanto che la bozza potrebbe cambiare o, come extrema ratio, non si esclude che il Consiglio informale di Praga termini senza alcuna dichiarazione finale. A Lussemburgo i ministri delle Finanze dell'eurozona si sono riuniti attorno ad una crisi energetica e inflattiva senza precedenti. I fari sono tutti su Christian Lindner, il titolare delle Finanze di una Germania finita nel mirino con un'accusa che, dalle parti dei suoi detrattori, suona un pò così: Berlino sfrutta il suo spazio nel bilancio per farsi il suo price cap e rifiuta quello comunitario.

Freno a Berlino

L'iniziativa tedesca «solleva interrogativi, serve una riposta europea comune e solidale», è stata la linea tracciata dal commissario Ue agli Affari Economici Paolo Gentiloni e al titolare al Mercato Interno, Thierry Breton. «È essenziale che preserviamo le condizioni di equa concorrenza all'interno dell'Ue» o «si rischia una frammentazione» nell'Ue, è stata la netta posizione che il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire ha messo sul tavolo dell'Eurogruppo. Lo scudo da 200 miliardi «è proporzionato alla nostra economia»; ha chiuso Lindner. Le parti restano distanti, il rischio cortocircuito è alto e va evitato ai più alti livelli. Non a caso, Emmanuel Macron è volato per una cena di lavoro con il cancelliere Olaf Scholz. e martedì, a Parigi, è la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen a volare a Parigi per un faccia a faccia con Macron. «Non è tempo di dare colpe ai singoli ma il coordinamento delle politiche Ue è più cruciale che mai», è stato l'invito lanciato da Gentiloni. Cruciali saranno anche i prossimi giorni.

A Bruxelles si attende che Berlino valuti se il piano anti-crisi energetica sia valutato come aiuto di Stato e sia quindi notificato alla Commissione. A quel punto Bruxelles lo valuterà «verificando la sua compatibilità con il mercato unico», hanno ribadito dall'esecutivo europeo. L'obiettivo di von der Leyen è arrivare al vertice informale di Praga con posizioni meno distanti possibili e con un asse franco-tedesco che torni saldo. Non sarà facile anche perché domenica si vota in Bassa Sassonia, Land fondamentale per la coalizione al governo. Qualsiasi cessione potrebbe avere un prezzo elettorale. Nel frattempo la variabile Ungheria continua a prendere strade alternative a quelle dell'Ue: Budapest ha annunciato l'intesa con Gazprom per dilazionare i pagamenti di gas da ottemperare quest'inverno.

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