Boldrini, messaggio ai partigiani
"Alla Camera siete i padroni di casa"

Boldrini, messaggio ai partigiani "Alla Camera siete i padroni di casa"
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Giovedì 16 Aprile 2015, 16:23 - Ultimo aggiornamento: 20 Aprile, 20:54

ROMA - «Una mattina mi son svegliato...».

Laura Boldrini canta «Bella ciao» con un gruppo di partigiani presso la sala del governo a Montecitorio.

La presidente della Camera, al termine della cerimonia in Aula per la Festa della Liberazione, ha ricevuto i rappresentanti dei gruppi partigiani, tra cui un gruppo marchigiano, per un saluto nella grande sala attigua al Transatlantico.

La delegazione era composta da due partigiani pesaresi (Anellino Mannocchi e Maffeo Marinelli), uno di Fabriano (Amleto Stroppa il più anziano, 93 anni domani); uno di Ancona (Paolo Lucarini), uno di Arcevia (Bruna Betti) e 4 di Ascoli Piceno (Egidia Coccia, Teresa Di Giambattista, Quintina Di Giambattista, William Scalabroni). Erano accompagnati dal presidente dell'Anpi Marche Claudio Maderloni, da quelli di Ascoli William Scalabroni e di Ancona Alessandro Bianchini.

Abbracci, foto, strette di mano fino a quando la Boldrini, con un fuori programma, ha iniziato ad intonare la canzone simbolo della lotta partigiana insieme ad una decina di ex combattenti per la libertà.

«Il senso di questa iniziativa si ritrova in alcune parole che solo poco tempo fa hanno risuonato in quest'aula, quando il Presidente della Repubblica , Sergio Mattarella, ha affermato, nel suo discorso di insediamento, che «garantire la Costituzione significa ricordare la Resistenza e il sacrificio dei tanti che settant'anni fa liberarono l'Italia dal nazifascismo», ha aggiunto la Boldrini sottolineando la contemporaneità «tra il 70 anniversario della liberazione ed il 70 anniversario dell'apertura dei cancelli di Auschwitz».

«Oltre a questa commozione proviamo anche, lo voglio esprimere apertamente, il sentimento di profonda gratitudine nei confronti di voi che siete qui, donne e uomini della Resistenza, non soltanto per quel che avete fatto nella lotta al nazifascismo, ma anche per l'impegno che ha occupato tutta la vostra esistenza a tener vivi il ricordo e gli ideali che hanno animato quella grande battaglia per la democrazia - ha proseguito la terza carica dello Stato - E se quegli ideali sono ancora ben vivi nella coscienza del nostro paese, lo dobbiamo dunque innanzitutto al vostro impegno e poi alle particolari caratteristiche che ha avuto la Resistenza italiana. Essa è stata, al pari del Risorgimento, un vero moto nazionale, un'esperienza collettiva condivisa in amplissimi strati della società. Essa fu infatti un fenomeno intergenerazionale, interclassista ed interregionale, contrassegnato dal pluralismo politico. Ed ha visto il contributo attivo, in tante forme diverse, delle donne che nella spinta generale verso la libertà hanno intravisto anche l'occasione per la propria emancipazione da quella cultura opprimente che le riduceva unicamente a «madri e spose», che le escludeva dal lavoro, dalla società e dalla politica».

La lotta partigiana «fu intergenerazionale perchè la scelta partigiana non conobbe limiti di età ed anzi favorì il libero confronto tra le diverse fasce anagrafiche. Fu interclassista perchè studenti e professori, medici ed avvocati, si unirono ad operai, contadini ed artigiani, come è facile riscontrare nelle liste di appartenenza delle diverse brigate. Le macerie della guerra avevano del resto avvicinato moltissimo i gradini della gerarchia sociale. Fu interregionale, benchè naturalmente assai diversamente vissuta tra il Centro-Nord ed il Sud della penisola, perchè molti, moltissimi furono i meridionali che combatterono lontano dalle loro case, non solo nella componente derivante dal discioltosi esercito nazionale, ma anche, ad esempio, nella risalita della gloriosa Brigata Maiella che si distinse nella liberazione di Bologna», ha concluso la presidente della Camera.

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