Papa Francesco e la gaffe omofoba: «Non volevo offendere, in Chiesa c'è spazio per tutti»

La stampa vaticana: "Il Papa non ha mai inteso offendere o esprimersi in termini omofobi"

Papa Francesco e la gaffe omofoba: «Non volevo offendere, in Chiesa c'è spazio per tutti
Papa Francesco e la gaffe omofoba: «Non volevo offendere, in Chiesa c'è spazio per tutti
di Redazione Web
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Martedì 28 Maggio 2024, 18:51 - Ultimo aggiornamento: 19:10

Papa Francesco chiede scusa dopo la gaffe. La sala stampa vaticana ha fatto sapere che il Pontefice «è al corrente degli articoli usciti di recente circa una conversazione, a porte chiuse, con i vescovi della CEI. Come ha avuto modo di affermare in più occasioni 'Nella Chiesa c'è spazio per tutti, per tutti! Nessuno è inutile, nessuno è superfluo, c'è spazio per tutti. Così come siamo, tutti'. Il Papa non ha mai inteso offendere o esprimersi in termini omofobi, e rivolge le sue scuse a coloro che si sono sentiti offesi per l'uso di un termine, riferito da altri».

La vicenda

La polemica era scoppiata per l'utilizzo della frase «c'è troppa frociaggine nella Chiesa» rivolta dal Papa ai vescovi nell'incontro di lunedì scorso.

Le parole erano state pronunciate nell'incontro a porte chiuse con gli oltre 200 vescovi italiani, che lunedì scorso ha aperto nell'Aula del Sinodo l'assemblea generale della Cei. La posizione del Papa ha sorpreso soprattutto per la sua posizione sempre molto aperta nei confronti della comunità LGBT+. 

Dal «chi sono io per giudicare» a una posizione ora molto più tranchant, se non altro per quanto riguarda la selezione e formazione dei sacerdoti. Il tema è oggetto di dibattito da molti anni, e già un'istruzione del dicastero vaticano per il Clero del 2005 - sotto Benedetto XVI - confermata nel 2016 con papa Francesco, stabiliva che «la Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione, non può ammettere al Seminario e agli Ordini sacri coloro che praticano l'omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay». 

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