Nomi vietati per legge: da Nutella
a Venerdì, i casi che hanno fatto scandalo

Nomi vietati per legge
da Nutella a Venerdì, i casi
che hanno fatto scandalo
di Valeria Arnaldi
«No» ai nomi di padre, madre e fratelli. «No» a quelli offensivi, ridicoli, di personaggi storici o letterari. «No» a nomi da bimbo per le bimbe (e viceversa). «No» agli eccessi di fantasia. Le regole chiamare un figlio sono chiare. Così come i divieti.

Milano, chiamano la figlia Blu: genitori convocati dal pm



Non mancano però i casi che arrivano in tribunale. A Genova, nel 2008, è stata la Corte di Cassazione a rettificare il nome di un bimbo chiamato dai genitori Venerdì. Considerato un possibile motivo di scherno, il nome è stato sostituito dai giudici con il più tradizionale Gregorio. Apparentemente più pacata, è stata respinta, nel 2011, la richiesta di una coppia, a Mantova, di registrare la figlia come Andrea. Il tribunale ha mutato il nome in Andrée. È stata la corte d'Appello di Brescia, l'anno successivo, a ribaltare il giudizio. Andrea era stato bocciato - e riabilitato nel 2012 in Cassazione - pure per una bimba di Pistoia. Il principio per cui il nome deve corrispondere al sesso del bebè è stato causa della bocciatura dei nomi Eris, a Cornate in Brianza, e Lior, a Milano. Lunga la lista dei nomi discussi negli ultimi anni. A Brescia, un tifoso ha dovuto rinunciare al sogno di chiamare il figlio Van Basten, optando per Elia.

A Boscotrecase nel Napoletano, invece, l'anagrafe ha accettato Varenne. È stata la moglie dell'uomo a rivolgersi al tribunale, pure contro l'impiegato che aveva effettuato la registrazione. Rifiutato a Chiavari Bottom, ritenuto irrispettoso.

A Tolosa i giudici hanno mutato in Jahid il nome Jihad scelto da una coppia musulmana. A Valenciennes, Nutella è stata registrata come Ella. A Madrid bocciato Lobo, che in italiano significa Lupo.

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Mercoled├Č 23 Maggio 2018, 05:01 - Ultimo aggiornamento: 23-05-2018 11:54

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