Mosca minaccia l'Italia, ma cosa rischia davvero il nostro Paese? Dai prezzi all'effetto boomerang sul Cremlino

Dalla Russia si parla di «conseguenze irreversibili» nei confronti dell'Italia. I temi del gas e delle forniture di materie prime

Mosca minaccia l'Italia, ma cosa rischia davvero il nostro Paese? Dai prezzi all'effetto boomerang sul Cremlino
​Mosca minaccia l'Italia, ma cosa rischia davvero il nostro Paese? Dai prezzi all'effetto boomerang sul Cremlino
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Sabato 19 Marzo 2022, 21:17 - Ultimo aggiornamento: 21:21

Mosca mette l'Italia nel mirino. Le inattese difficoltà affrontate sul campo per quella che era pianificata come un'invasione lampo dell'Ucraina, insieme alle pesanti sanzioni inflitte dall'Unione europea, hanno reso giorno dopo giorno più nervosa l'azione di Putin, braccato a livello economico e isolato da gran parte del mondo. Secondo Boris Johnson lo Zar sarebbe in preda al panico, opinione condivisa da più parti in Occidente. L'entrata a gamba tesa del direttore del dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo, Alexei Paramonov, al momento non ha scosso la Farnesina che ha respinto «con fermezza le dichiarazioni minacciose, secondo cui eventuali nuove sanzioni» alla Russia «comporterebbero conseguenze irreversibili per l'Italia». In una lunga intervista all'agenzia Ria Novosti Paramonov ha affermato che «le sanzioni non sono una nostra scelta. Non vorremmo che la logica del ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire, che ha dichiarato la 'totale guerra finanziaria ed economica' alla Russia, trovasse seguaci in Italia e provocasse una serie di corrispondenti conseguenze irreversibili».

Quali conseguenze per l'Italia?

Quali sarebbero però queste «conseguenze irreversibili» per il nostro Paese? Il sospetto corre alla decisione della Russia di chiudere i rubinetti del gas all'Italia ma il funzionario di Mosca non si è sbilanciato. «La risposta alle sanzioni è in fase di elaborazione», ha dichiarato ricordando però che la dipendenza dell'Italia dagli idrocarburi russi «raggiunge il 40-45%». Proprio per togliersi questa spada di Damocle dalla testa, il governo italiano sta cercando di diversificare le sue fonti di approvvigionamento nel minor tempo possibile con il ministro degli esteri Luigi Di Maio oggi in missione in Mozambico dopo essere volato nelle ultime due settimane in Algeria, Qatar, Congo e Angola. Le minacce russe sono anche condite da una mozione degli affetti: «Ci aspettiamo che a Roma, come in altre capitali europee, tornino comunque in sé, e ricordino gli interessi profondi dei loro popoli». L'Italia, accusa ancora Mosca, invece, ingrata e immemore «della ricca storia secolare di relazioni e tradizioni forti» tra i due paesi, si unisce «alla frenetica campagna russofobica».

Secondo il generale Vincenzo Camporini, ex Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica e della Difesa, intervenuto all'Adkronos, si tratta di «dichiarazioni estremamente discutibili», sottolineando come potrebbero invece creare un effetto boomerang proprio nei confronti di Mosca. «In primo luogo richiedere gratitudine per qualcosa fatto nel passato per giustificare azioni inaccettabili fatte oggi, non ha il minimo senso - ha spiegato Camporini - in secondo luogo il comportamento del governo italiano è sempre stato estremamente cauto e solo quando la Russia ha superato il limite di accettazione, la posizione dell'Italia si è irrigidita». «Le minacce all'Italia per l'interscambio economico si possono ritorcere contro la Russia - sottolinea il generale - perché se noi dipendiamo dalle forniture energetiche russe, la Russia dipende da noi per un flusso consistente di valuta pregiata che dovrebbe servire per accrescere il benessere del popolo russo e non per fare la guerra a un Paese vicino».

Il tema delle fornituire è comunque esistente. L'Italia è fortemente dipendente, per molte materie prime, dall'Ucraina, dalla Russia e anche dalla Bielorussia. E con la guerra che mette «a rischio la catena degli approvvigionamenti del nostro Paese», non è facile «andare su altri Paesi a recuperare queste forniture». A dirlo è il direttore generale dell'Agenzia Ice, Roberto Luongo, che da Expo 2020 Dubai lancia un allarme proprio mentre dalla Russia arriva la minaccia di «conseguenze irreversibili» per l'Italia se proseguirà sulla strada delle sanzioni. Di fatto la guerra in Ucraina porta con sé non soltanto conseguenze per l'Italia in termini di export e per la dipendenza dalle forniture di gas russo, ma anche un rischio per la catena degli approvvigionamenti del nostro Paese. Di fronte a questo pericolo, l'Italia guarda ad altri mercati, con l'obiettivo di recuperare forniture e mettere al sicuro il Paese da possibili carenze. «Quello che sta emergendo con forza dalla crisi russo-ucraina - spiega Luongo - è una dipendenza molto forte di approvvigionamenti dai due Paesi, Russia e anche dall'Ucraina, su temi molto importanti, che vanno dai metalli ferrosi e non, ai fertilizzanti, al grano».

 

La catena di approvigionamenti

Una dipendenza che mette «a rischio la catena degli approvvigionamenti del nostro Paese, e non è facile andare su altri Paesi a recuperare queste forniture», ha detto il direttore generale a margine dell'incontro «Connecting infrastructures: transports, logistics and networks» al Padiglione Italia di Expo. Il Paese certo non è rimasto con le mani in mano. Anche prima delle ultime minacce russe. «Lavoreremo molto sui mercati internazionali per andare a scovare dove andare a recuperare altri approvvigionamenti», ha sottolineato il direttore generale dell'Ice. «Già prima della crisi russo-ucraina, il costo dei container si era decuplicato da 1.500-2.000 euro a 10-15 mila euro per un container da 20 piedi» e «c'erano mancanze per i trasporti internazionali. Adesso la situazione è ancora più seria e grave» sul versante delle esportazioni, ha aggiunto Luongo.

A questo quadro, va aggiunto il tema «dell'energia, perché l'Italia ha il 40% di dipendenza dal gas russo», ha sottolineato il direttore generale di Ice. È in questo contesto che si inserisce l'impatto della guerra che mette in risalto la forte dipendenza per alcune tipologie di forniture. Luongo ha in ogni caso voluto sottolineare «lo sforzo che si sta facendo a livello di governo, e anche dell'Ice a sostegno delle imprese. Abbiamo creato l'helpdesk per l'Ucraina, abbiamo il nostro ufficio a Mosca che è ancora operativo proprio per dare supporto alle imprese insieme al ministero degli Esteri stiamo lavorando molto bene per attutire questa difficoltà». Salvo il tema energetico, curato direttamente dal ministero degli Esteri, «come Ice siamo a fianco delle imprese per andare a vedere dove possiamo trovare nuove fonti di approvvigionamento», ha ribadito il direttore generale. L'evento al Padiglione Italia di Expo è stato organizzato dall'Ice per raccontare l'impegno delle aziende italiane all'estero e le opportunità in Italia per gli investitori stranieri - in particolare grazie al Pnrr - nel campo edile, dei trasporti e della logistica. Quest'ultimo, un settore che «ha contribuito tantissimo a mantenere l'Italia nel momento più grave della crisi della pandemica, e oggi sta soffrendo un momento difficile e complicato dovuto alle crisi internazionali che si abbinano alle crisi energetiche», ha sottolineato Luongo. «Se la pandemia aveva scosso il sistema economico italiano europeo e mondiale da un versante, questa crisi militare sta creando altri problemi, e speriamo di poterne uscire il più presto possibile. Noi come Ice siamo a disposizione delle imprese», ha concluso.

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