Mascherine, quando si potranno togliere? Dai luoghi di lavoro ai parchi: le (nuove) regole

Mercoledì 26 Maggio 2021 di Cristiana Mangani
Mascherine, quando si potranno togliere? Dai luoghi di lavoro ai parchi: le (nuove) regole

C'è chi parla di luglio e chi del momento in cui saranno trenta milioni i vaccinati con almeno una dose. Mascherina sì, mascherina no: l'abbiamo tanto odiata e ora siamo dubbiosi sul se e quando liberarcene. I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno dettato nuove linee guida per le persone che abbiano ricevuto entrambe le dosi di vaccino. Conta, naturalmente, il contesto, perché se è possibile immaginare di stare all'aria aperta senza le mascherine, è pur vero che al chiuso sono e rimarranno obbligatorie.  La Cnn ha chiesto alla dottoressa Leana Wen, medico di emergenza e professore presso la George Washington University Milken Institute School of Public Health, come comportarsi. E lei ha spiegato che non è necessario indossarla se sei completamente vaccinato, e cioè se sono passate due settimane dalla inoculazione della seconda dose di vaccino Pfizer o Moderna, o anche Johnson & Johnson a una dose. Con qualche eccezione: «Si dovrà comunque indossare la mascherina su aerei, treni, ospedali, case di cura e se l'attività lo richiede - sottolinea l'esperta -. Le linee guida rimandano anche alle leggi locali e statali. Il mio stato del Maryland ha rimosso l'obbligo sulle maschere al chiuso, ma dove vivo a Baltimora, abbiamo ancora queste regole». Inoltre, viene specificato, quanto sia importante continuare a portare il dispositivo di protezione nel caso dei pazienti fragili: immunodepressi, trapiantati, malati oncologici, dializzati. Maschere obbligatorie in palestra, sui mezzi pubblici, quando si fa la spesa. Mentre si può non indossarla in caso di passeggiata o di un picnic al parco. 

Luoghi di lavoro

In Italia, con la percentuale di persone adulte vaccinate che sale ogni settimana e le Regioni praticamente tutte in fascia gialla, si guarda alle prossime concessioni. Uno dei temi principali è l'uso della mascherina nei luoghi di lavoro rispetto a quanti vaccinati ci sono (o ci saranno) in un’azienda, ente o impresa.
In Usa la banca JP Morgan, che ha iniziato a richiedere ai suoi dipendenti di tornare a lavorare in presenza per alcuni giorni alla settimana, ha inviato un promemoria in cui si afferma che il personale completamente vaccinato non deve indossare mascherine. Da noi, il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ha spiegato che se ne potrà fare a meno all'aperto quando saranno state vaccinate trenta milioni di persone, anche con una sola dose. 
Dello stesso avviso Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova. «Quest'estate si potrà pensare a togliere la mascherina all'aperto dal mese di luglio - ha dichiarato - , mantenendola evidentemente al chiuso e quando ci sono degli assembramenti. Ci auguriamo che dal prossimo autunno la mascherina possa diventare un lontano ricordo perché avremo vaccinato il 70% della popolazione e avremo l'immunità di popolo».
Meglio sarà, comunque, continuare a tenerla nei luoghi chiusi anche se si sta tra vaccinati, soprattutto nei luoghi di lavoro dove gli open space possono rappresentare spazi di facile diffusione. 
In questi giorni in America si discute molto sull'argomento, visto che molti cittadini Usa ne porta due. «Si potrà passare a una - chiarisce ancora la dottoressa Wen - Anche se questa è davvero una decisione personale. Alcune persone non trovano scomodo il doppio mascheramento o l'uso di maschere N95 o KN95 e potrebbero desiderare di continuare a farlo».

Chi l'ha abolita

Al momento, l’unico governo occidentale che ha abolito la mascherina «fuori casa» è quello di Israele, che il 18 aprile ha decretato che può essere evitata nei luoghi aperti tranne che in situazioni di affollamento. Sull'efficacia delle mascherine, poi, sono stati pubblicati molti studi. Indipendentemente dal tipo (chirurgica, FFP2, etc) serve a evitare almeno il 70% dei contagi negli ambienti chiusi dove il rischio di trasmissione è condizionato dai comportamenti. L’attività che favorisce in assoluto la trasmissione del virus, in presenza di un individuo positivo, è il consumo dei pasti a distanza ravvicinata. All’aperto la questione è diversa. L’aria fa da barriera, mentre gli affollamenti limitano l’azione di «pulizia» da parte dei naturali aiuti atmosferici. Secondo il virologo Anthony Fauci «il rischio all’aperto è davvero molto basso». E il New York Times ha riportato altri dati: appena lo 0,1% dei casi sono «aerei». In ogni caso, per quanto riguarda l'Italia, fino a pochi giorni fa il Cts coordinato da Franco Locatelli, non era stato investito ufficialmente del problema. L’iniziativa forse sembra prematura considerate le percentuali di vaccinati: solo il 14% degli italiani ha ricevuto entrambe le dosi.

 

 

 

 

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