Draghi: «Sul Covid nuova stretta in arrivo. Sono un nonno al servizio delle istituzioni, avanti col lavoro indipendentemente da me»

Il premier fa un bilancio del 2021 e anticipa le mosse future

Mercoledì 22 Dicembre 2021
Draghi: «Crescita oltre il 6%, è il Parlamento a decidere la vita del Governo. Sul Covid nuova stretta in arrivo»

Mario Draghi, nella conferenza stampa di fine anno, inizia facendo il punto della situazione del Covid: «La scienza ci dice che la variante Omicron è molto più contagiosa delle precedenti, si è aperta una nuova fase della pandemia. I vaccini restano lo strumento migliore per affrontarla e la priorità per i cittadini deve essere la terza dose perché tre quarti dei decessi e due terzi delle terapie intensive riguardano i non vaccinati».

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Draghi: «Crescita oltre il 6%, previsto calo rapporto debito/Pil»

Il presidente del Consiglio parla anche dell'economia: «La crescita è oltre il 6%, la campagna vaccinale è stata essenziale per l'economia italiana e prevediamo che il rapporto debito/Pil inizi a scendere già da quest'anno. È ripartita l'occupazione (500 mila posti), anche se è vero che molta occupazione è a tempo determinato. Ma l'aumento c'è stato». Mario Draghi annuncia anche nuovi investimenti dall'importanza scientifica assolutamente fondamentale: «In totale sullo spazio investiamo 4.5 mld. L'Italia lancerà la costellazione di satelliti per osservazione della terra in orbita bassa. Il nome della costellazione sarà proposto dai giovani italiani con un concorso e lo faremo scegliere agli astronauti guidati da Samantha Cristoforetti».

 

Draghi: «Il Parlamento decide sulla vita del Governo»

Viene poi affrontato il tema del Pnrr: «Oggi posso dirvi che abbiano raggiunto tutti i 51 obiettivi che avevamo concordato con la Commissione, ora stiamo discutendo l'accordo operativo. Governo, Regioni ed Enti locali si muovono con determinazione e con forza, il processo è lungo e complesso, ma nello stesso tempo non c'è ragione di temere che si possa fare bene anche in futuro». Mario Draghi, poi, cerca di glissare sul futuro del Governo e su una sua possibile candidatura al Quirinale: «L'importante è che il governo sia sostenuto da una maggioranza come quella che ha sostenuto questo governo, la più ampia possibile. Questo governo comincia con la chiamata del presidente Mattarella, una chiamata di altissimo ordine che si è tradotto in vicinanza costante all' azione di governo ma la responsabilità quotidiana il Parlamento a decidere la vita dell'Esecutivo».

 

Draghi: «Nuova stretta in arrivo, bene tamponi in attesa della terza dose»

Mario Draghi poi anticipa nuove restrizioni in arrivo dalla cabina di regia che si terrà domani. «Per la normalità bisogna prendere tutte le precauzioni ma ogni decisione è guidata dai dati: solo dai dati, non dalla politica come si dice in giro. Non abbiamo mai detto che il green pass garantiva l'immunità, domani decideremo se ridurne la durata» - ha spiegato il presidente del Consiglio - «Le mascherine all'aperto sono già previste in caso di assembramenti, è bene utilizzare le FFP2 al chiuso. Non escludiamo l'ipotesi del tampone anche per i vaccinati in attesa della terza dose, c'è un periodo nel green pass in cui la protezione delle prime due dosi decresce e la terza non è ancora stata fatta. In quel periodo il tampone può essere utile».

 

Draghi: «Valuteremo l'estensione dell'obbligo vaccinale»

«L'obbligo vaccinale resta sempre sullo sfondo, non è stato mai escluso» ricordando che è stato già esteso ad alcune categorie e che «valuteremo se estenderlo ad altre, non so se sarà discusso domani nella cabina della regia, ma specie se i dati continueranno a peggiorare, sarà in discussione in tempi brevissimi». - ha spiegato Mario Draghi - «L'approccio seguito finora fu seguito perché all'epoca trovava conferma nei dati dell'epidemia, Oggi valuteremo. Per ora non parliamo di lockdown per i non vaccinati ma ogni risposta è sul tavolo, voglio però far presente che i due terzi delle terapie intensive sono occupate da non vaccinati».

 

Draghi: «Triste il calo della natalità, affronteremo la precarietà»

«Il crollo della natalità di quest'anno è uno degli eventi più tristi. Ci siamo chiesti dall'inizio quali siano le cause ed avevo manifestato da subito un impegno ad agire. Il primo impegno era riuscire ad avere una abitazione di proprietà e molto ha fatto il governo per permettere ai giovani per permettere loro di acquistare casa. Il secondo aspetto è stato aiutare la donna. L'azione di governo può aver cominciato ad invertire un percorso lunghissimo con un impegno ampio, dagli asili nido al sostegno. Quindi l'impianto sociale. L'Assegno unico familiare è un passo straordinario nella assistenza alla famiglia. Passi avanti notevoli per la famiglia ne sono stati fatti, ma resta una insoddisfazione di fondo» - ha spiegato Mario Draghi rispondendo alle domande dei giornalisti - «La precarietà del lavoro è certamente uno dei motivi per cui non si mette su famiglia, è uno dei temi aperti nel confronto con le forze sociali. Abbiamo aperto un tavolo sulle pensioni ma si parlerà anche di questo».

 

Draghi: «Sono un nonno al servizio delle istituzioni»

«I miei destini personali non contano assolutamente niente. Non ho particolari aspirazioni di un tipo o dell'altro, sono un uomo, se volete un nonno, al servizio delle istituzioni. La responsabilità della decisione è interamente nelle mani delle forze politiche, non nelle mani di individui: sarebbe un fare offesa all'Italia, che è molto di più di persone individuali» - ha spiegato Draghi - «La grandezza del Paese non è determinata da questo o quell'individuo ma da un complesso di forze, di persone e di sostegno politico che permettono di andare nella direzione giusta».

 

Draghi: «Maggioranza spaccata sul Quirinale si ricompone per il Governo?»

Quello di una maggioranza che si spacchi nell'elezione del presidente della Repubblica «certamente è uno scenario da temere». Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi alla conferenza stampa di fine anno. «Avendo detto che ci vuole una maggioranza ampia anche più ampia della attuale perchè l'azione di governo contini, è immaginabile una maggioranza che si spacchi sulla elezione del presidente della Repubblica e si ricomponga nel sostegno al governo? È la domanda che dobbiamo farci», sostiene.

 

Scuola, Draghi: «Non allungheremo le vacanze»

«No, non lo allungheremo». Così il premier Mario Draghi ha risposto alla domanda sull'eventuale prolungamento del calendario delle vacanze scolastiche, durante la conferenza stampa di fine anno. E ha aggiunto: «Su questo il ministro Bianchi è stato esplicito in questa direzione», concludendo che «sono consapevole delle difficoltà che i giovani hanno subito a causa delle restrizioni dettate dalla pandemia». Il presidente del Consiglio ha poi affermato: «Occorre prendere precauzioni, la prima cosa da fare è uno screening negli istituti, e su questo Figliolo si è messo al lavoro, poi serve il testing e la vaccinazione di tutti, e anche dei bambini oggi. Dobbiamo fare tutto questo per difendere la normalità raggiunta».

 

Draghi: «Stato di emergenza ora è una necessità»

«Lo stato di emergenza come stato di rassegnazione? No, come atto di necessità. Con i dati di inizio ottobre si poteva cominciare a ragionare di non prorogare tutto il contesto legato allo stato di emergenza ma di valutare misura per misura. L'evoluzione dei dati ha dimostrato che non valeva la pena farlo e che tutto il blocco sanitario e normativo andava prorogato. La proroga è un atto di necessità e buon senso». Così il premier Mario Draghi nella conferenza stampa di fine anno.
Draghi parla anche dei brevetti dei vaccini: «Sui brevetti la Ue ha fatto proposta, chiedendo di permettere una deroga temporale al brevetto, per installare centri produttivi in Africa, a questa misura si oppongono gli Usa, questa è la situazione, più che i voti nella Ue. L'unione ha fatto più di tutti in termini di donazioni e vaccini, da Usa promesse gigantesche...». A fronte di qeute enormi donazioni il tasso di vaccinazinone resta basta, bisogna «organizzare la logistica per fare arrivare i vaccini dove serve», conclude Draghi.

 

Covid, Draghi: «Dobbiamo prevedere il peggio e agire d'anticipo»

«Non sono uno scienziato, ma personalmente sono incline a prevedere il peggio, e quindi ad agire d'anticipo per difendere quel poco di normalità che ci siamo conquistati». Lo ha detto il premier Mario Draghi nella conferenza stampa di fine anno, a proposito delle misure anti-covid, ignorate a lungo da altri Paesi: «È stato un errore da parte di alcuni governi credere che da loro l'epidemia non sarebbe arrivata da loro» e ciò malgrado gli interventi messi in campo da altre nazioni.

 

Draghi: «Mattarella un modello e un esempio»

«Credo che il messaggio a Mattarella debba essere di affetto, è quello che provano per prima cosa tutti gli italiani, ha svolto splendidamente il ruolo ma l'ha fatto con dolcezza e fermezza, ha attraversato momenti difficilissimi nel settennato e ha scelto con lucidità e saggezza. È l'esempio, il modello di presidente della Repubblica» - ha spiegato Mario Draghi parlando del Capo dello Stato - «L'esempio del presidente Mattarella è forse la migliore guida alla interpretazione del ruolo del Capo dello Stato in Costituzione. Ha garantito la unità nazionale con una maggioranza ampia che ha sostenuto e protetto il governo facendo il meglio possibile».

 

Covid, Draghi: «Mancano indicatori sull'impatto per l'economia»

«Non ci sono proiezioni» su un possibile impatto del Covid sull'economia per il 2022. Lo ha detto il premier Mario Draghi ricordando che per il 2021, «le proiezioni del governo si sono dimostrate sbagliate per difetto avendo una crescita parecchio più alta e con tutti gli indicatori in positivo». È «normale - ha aggiunto - chiedersi se la pandemia continuerà e quale sarà l'impatto sulle previsioni di crescita 2022. Non vediamo molto per l'Italia - ha sottolineato - ma per la Germania sì perchè lì la diffusione va piu velocemente», e «gli indicatori del sentimento di investitori imprenditori e consumatori vertono in negativo».

 

Draghi: «Incidenti sul lavoro inaccettabili»

 «L'intervento normativo» nella lotta agli incidenti sul lavoro «è stato giudicato efficace e abbastanza completo dai sindacati con cui è stato elaborato lo schema che ha poi portato alla normativa. La situazione è in parte legata al boom dell'edilizia ma è inaccettabile. Continueremo a lavorare su questo fronte». Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi alla conferenza stampa di fine anno. «Il governo non considera la sua azione terminata con quel decreto: se la situazione persiste bisogna trovare altri sistemi», conclude.

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