Chef di 23 anni stroncato da malore
in hotel dopo una giornata di lavoro

Chef di 23 anni stroncato
da malore in hotel dopo
una giornata di lavoro
di Gianluca Lettieri
Il cuore che si ferma, la morte a 23 anni. È un giovane cuoco abruzzese la vittima della tragedia avvenuta nella notte tra venerdì e sabato a Moena, in provincia di Trento, all’interno dell’hotel Monte Pallidi: Marco Di Nino aveva appena finito di lavorare quando si è accasciato sul pavimento e non si è più ripreso. A stroncarlo è stato un malore improvviso: in passato il giovane non aveva mai avuto problemi di salute. È un dramma che unisce due comunità: quella di Scafa, il paese dove il ragazzo viveva, e quella di Chieti, la città in cui lavora Claudio Di Nino, papà dello chef e stimato poliziotto della Stradale.

Era da poco passata l’una quando Marco, come di consueto dopo il proprio turno in cucina, aveva raggiunto la reception dell’albergo. Lì si riuniva con i suoi colleghi per un attimo di svago. Quattro chiacchiere prima di andare a riposarsi in vista di una nuova giornata di lavoro. Di colpo lo hanno visto stare male. Un breve istante, poi Marco è caduto a terra. Da subito le sue condizioni sono apparse molto gravi. È arrivato anche il proprietario dell’hotel, Massimo Caporaso, che si trovava all’esterno della struttura e ha sentito le grida dei colleghi. La chiamata al 118 è partita subito. Medico e infermiere hanno provato a rianimare il ragazzo ma, purtroppo, ogni tentativo è stato vano. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di Cavalese, che hanno escluso responsabilità di terzi: la morte è avvenuta per cause naturali, probabilmente un infarto.

Il profilo Facebook del ragazzo racconta la sua grande passione per la cucina, che lo aveva portato a frequentare l’istituto alberghiero De Cecco di Pescara. E lo scorso 3 agosto, nel giorno in cui ha compiuto 23 anni, sulla sua pagina virtuale erano arrivati anche gli auguri dell’Associazione cuochi Pescara. Questa era per Marco la prima stagione in Trentino. «Lo hanno visto accasciarsi», dice con un filo di voce Massimo Caporaso, 36 anni, riminese, che gestisce l’hotel Monti Pallidi da due anni. «Marco era un ragazzo straordinario - continua l’albergatore -. In questo drammatico momento non posso che stringermi alla famiglia. Era arrivato a Moena lo scorso 20 giugno. Un gran lavoratore, un cuoco appassionato, che metteva amore in ogni cosa che faceva. Era educato, socievole, gli piaceva stare in compagnia ed amava molto anche la montagna. Spesso andava a passeggiare nei dintorni. Di lui ricordo l’estrema correttezza e la grande disponibilità».

Quello che è successo la scorsa notte spezza la voce del gestore del rifugio: «Si è sentito male, era chiaro si trattasse di qualcosa di molto grave». Il suo giovane cuore si è fermato, come è stato appurato. «Con lui c’erano due colleghi, io ero fuori dall’albergo». Quando Massimo è rientrato ha visto la drammatica situazione: la corsa dei soccorritori, il tentativo di salvare Marco, «ma purtroppo è stato tutto inutile». L’alba sorgeva su Moena, quando i familiari del cuoco hanno saputo della tragedia: il papà Claudio, la mamma Annamaria e la sorella Claudia sono partiti subito per il Trentino.
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Domenica 19 Agosto 2018, 11:02 - Ultimo aggiornamento: 19-08-2018 12:34

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