Marchigiani primi in italia per fratture da fragilità, ecco i progetti messi in campo dall'Asur

Martedì 6 Aprile 2021 di Daniele Pallotta
Un medico visita una donna affetta da osteoporosi

ANCONA - Sempre più anziani e sempre più fragili i marchigiani, in testa a molti connazionali che vivono in altre regioni, sono costretti a fare i conti con nuove emergenze. Fra queste ce n’è una che, da anni ormai, ha un costo sociale impressionante, destinato addirittura a crescere in futuro, che è quella legata alle fratture da fragilità.

 

Ma l’Asur regionale, d’intesa con la Regione e l’Agenzia regionale sanitaria, sta portando avanti importanti progetti per contrastare un fenomeno che, parliamo delle sole fratture da fragilità in termini economici, in Italia costa qualcosa come 9,4 miliardi di euro che diventeranno, però, quasi 12 miliardi nel 2030, con un aumento pari al 26,2 per cento.

Da oltre un decennio c’è un gruppo tecnico regionale, multidisciplinare e intersettoriale, che sta dietro ad azioni proprio di prevenzione. Tra quelle già realizzate il progetto “Ossi duri… si diventa”, destinato alla lotta all’osteoporosi e al rischio da frattura correlato, e il nuovissimo progetto della Coalizione Frame, un vero e proprio manifesto che ha visto ospitare uno webinar tra esperti e rappresentanti del mondo delle associazioni, ordini professionali e società scientifiche. La Coalizione Frame, difatti, è un’alleanza di ampio respiro di cui fanno parte 18 associazioni di pazienti, tra cui Cittadinanzattiva, Aism e Salute Donna, ma anche la Federazione Ordine dei Farmacisti Italiani, la Fnopi e ben 7 società come Sifo, Simg e Siot, solo per citarne alcune.

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«Il tema della fragilità ossea - sottolinea Elena Leonardi, presidente della IV Commissione Sanità e Politiche Sociali della Regione Marche - è molto importante, soprattutto per una popolazione di età media molto alta come quella marchigiana. Trovo che sia adeguata la metodologia adottata, ovvero quella di un coinvolgimento ampio dai livelli locali e regionali fino al nazionale, con una sinergia ottimale tra la componente politica e quella tecnica. Il parere favorevole da parte della Regione a valutare, oltre alle misure già messe in campo, anche una sensibilizzazione per comprendere meglio gli interventi da effettuare per contrastare questa patologia, è un segnale che le Marche vogliono essere in prima fila nel seguire questa problematica».

A volte a fare la differenza può essere anche la sola prevenzione, come emerso dalla campagna “Ossi duri… si diventa”, che ha coinvolto pure l’Università Politecnica delle Marche, le donne dei sindacati pensionati di Cgil, Cisl, Uil e la Commissione Pari Opportunità. Importante diventa anche solo informarsi, conoscere, diagnosticare precocemente, per poter affrontare al meglio la patologia e migliorare la qualità della vita e dell’assistenza. Per questo l’Asur ha messo a disposizione anche un manuale online https://www.asur.marche.it/ossi-duri...si-diventa. A causa del Covid lo scorso anno diverse iniziative si sono spostate da alcune sedi fisiche praticamente online.

Per il 2021 si proseguirà probabilmente su questa strada ed è per questo che tra le varie azioni si è deciso di inserire anche il progetto regionale “Resto a casa. Insieme resistiamo”, sempre con i sindacati Spi Cgil - Fnp Cisl – Uilp Uil che prevede diversi webinar dedicati a diversi aspetti dell’osteoporosi. Per chiudere è poi arrivato l’incontro targato Frame il cui Manifesto chiede il riconoscimento della gestione delle fratture da fragilità come priorità di salute pubblica, la definizione e il monitoraggio delle dimensioni del problema in relazione all’assenza oggi di un registro pazienti e di un database strutturato e organico, l’istituzione di unità di gestione e lo sviluppo di veri e propri piani dedicati ai pazienti oltre alla definizione di linee guida e all’aggiornamento dei criteri di accesso al trattamento farmacologico sulla base del rischio imminente di fratture.

È per questo che tra le tante richieste emerse è venuta fuori anche quella della costituzione di un tavolo regionale con il focus sul riconoscimento e la codifica del paziente con fragilità ossea, la stesura e l’implementazione del Pdta regionale e l’identificazione dei percorsi per la realizzazione delle unità di frattura.

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