Locatelli: «Tra i nuovi positivi molti asintomatici. Seconda ondata? Una predizione da indovini»

Mercoledì 17 Giugno 2020
Locatelli: «Tra i nuovi positivi molti asintomatici. Seconda ondata? Una predizione da indovini»
«Difficile dirlo, sicuramente almeno da gennaio, ma sono valutazioni fatte a posteriori. Seconda ondata? Una predizione da indovini»». Il professor Franco Locatelli, membro del Comitato tecnico scientifico che ha affiancato il governo durante la pandemia, ha risposto così durante un'intervista di Mauro Evangelisti sul Messaggero sull'arrivo del virus in Italia, sicuramente antecedente all'ormai famoso paziente 1 di Codogno. A quasi quattro mesi di distanza però la situazione sta nettamente migliorando. «Gli ultimi dati indubitabilmente vanno nella direzione auspicata - spiega Locatelli - una continua flessione della curva epidemica. La maggior parte delle regioni ha un numero di nuovi casi sotto a dieci, evidentemente le riaperture non hanno portato fuori controllo la diffusione della contagiosità».


La Lombardia è il grande malato d'Italia e continua ad essere la regione con più casi. Il presidente del Consiglio superiore di sanità se lo spiega in due modi.  «La Lombardia è la regione in cui il virus ha avuto la maggiore diffusione, ma è anche un territorio con una densità di popolazione marcatamente elevata. Un italiano su sei abita in Lombardia - dichiara Locatelli al MessaggeroE tra i nuovi positivi molti non sono sintomatici, ma soggetti che sono risultati positivi al test sierologico e per questo sottoposti al tampone. È chiaro che dove c’è stata maggiore circolazione, servirà più tempo, ci auspichiamo una progressiva riduzione del numero dei casi».

L'apertura delle regioni avvenuto il 3 giugno e l'arrivo del periodo di vacanze estivo potrebbe portare a una maggiore circolazione del virus in tutta Italia. Elemento che non sembra preoccupare Locatelli. «I numeri sono bassi, in Lombardia oggi (ieri, ndr) ci sono 143 nuovi casi positivi, la flessione prosegue. Lunedì la percentuale di positivi sui tamponi effettuati era del 3,9 per cento, oggi siamo al 2».

Vi è inoltre «una correlazione tra il carico virale e la sintomatologia - aggiunge il professore - Diminuendo il numero degli infetti, usando le mascherine, mantenendo le distanze, il carico virale è minore e questo spiega perché i sintomi tra i nuovi positivi siano meno gravi. Inoltre, si intercettano prima gli infetti, si è imparato a gestirli, questo spiega perché fortunatamente si vedono malati meno gravi. Però, sottolineiamolo: non c’è nessuna evidenza che il virus sia mutato e abbia una minore patogenicità».

In Cina il Covid è tornato a farsi vedere portando Pechino a un nuovo lockdown. Il pericolo di una seconda ondata è un tema caldo da settimane.  «Dire se ci sarà una seconda ondata e quanto sarà importante è una predizione da indovini - sottolinea Locatelli - non una previsione medico-scientifica. Se mai ci sarà, non credo che avrà minimamente l’impatto che abbiamo vissuto tra febbraio e marzo». Ultimo aggiornamento: 13:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA