Boldrini contro fake news: «Insultano
mia sorella, ma è morta da anni»

Laura Boldrini contro le fake news: "Insultano mia sorella su Fb, ma è morta da anni"
Laura Boldrini contro le fake news: "Insultano mia sorella su Fb, ma è morta da anni"
2 Minuti di Lettura
Venerdì 14 Aprile 2017, 09:52 - Ultimo aggiornamento: 11:43

Continua la guerra alle "fake news" da parte di Laura Boldrini, vittima ancora una volta dell'odio fomentato sui social network. Sul suo profilo Facebook, la presidente della Camera smentisce una notizia falsa che riguarda la sua famiglia attaccando i responsabili.  Sulla presunta sorella sono piovuti insulti, mentre quella vera è morta da anni.





Lo scorso luglio, il sito di bufale "La Nozione" ha pubblicato la foto di un'attrice americana, Krysten Ritter, spacciandola per la sorella di Boldrini e sostenendo che gestisce cooperative di assistenza ai migranti. Su un altro sito, "Avanguartia Nera", che di solito genera immagini virali e notizie grottesche, alla sorella della presidente è attribuita una pensione ottenuta a 35 anni. Ovviamente si trattava di un fake perché la sorella della terza carica dello Stato è morta da anni. 





"Lo voglio dire a ridosso delle feste di Pasqua - scrive oggi la presidente della Camera su Facebook - proprio nel momento in cui molti si riuniscono in famiglia e con le persone care. La mia unica sorella, morta anni fa per malattia, non si è mai occupata di migranti. Restaurava e dipingeva affreschi. Peraltro, non si chiamava nemmeno Luciana, ma Lucia. Lo voglio dire a tutti quelli che hanno condiviso sulle loro bacheche e sui loro profili queste e altre menzogne su di lei. E soprattutto a chi ha creato queste false notizie, personaggi senza scrupoli, sciacalli che non si fermano nemmeno davanti ai morti". Sotto il post il nome dei responsabili. 

La Boldrini aveva già preso un'iniziativa del genere quando aveva diffuso i nomi di chi la offende in rete e poco dopo aveva chiesto a Mark Zuckerberg, creatore di Facebook, di istituire un ufficio in Italia in grado di verificare e bloccare contenuti offensivi. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA