Addio al senatore John McCain
«Non voglio Trump al funerale»

Addio al senatore John McCain «Non voglio Trump al funerale»
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Domenica 26 Agosto 2018, 09:21 - Ultimo aggiornamento: 11:35
Stati Uniti in lutto: John McCain, il maverick della politica americana, eroe della guerra in Vietnam, dove rimase prigioniero per sei anni, è morto nella notte di sabato per le conseguenze di un cancro al cervello. Il 29 agosto il senatore repubblicano dell'Arizona avrebbe compiuto 82 anni. Tre giorni fa la famiglia di McCain, considerato un cane sciolto e una voce libera all'interno del Partito repubblicano, con il quale si era anche candidato alla presidenza due volte, aveva annunciato la sospensione delle cure. Nelle settimane scorse, McCain aveva detto di non volere Donald Trump al suo funerale.

«Con il senatore, al momento della morte, c'era la moglie Cindy e la sua famiglia», si legge in una nota diffusa dal suo ufficio, nella quale si ricorda che McCain «ha servito con fedeltà gli Stati Uniti per sessant'anni». Il glioblastoma, una forma di cancro al cervello particolarmente aggressiva, era stato diagnosticato all'ex candidato repubblicano nel luglio del 2017, quando era stato sottoposto ad un intervento. Qualche giorno dopo il senatore si era presentato in aula con una vistosa cicatrice sopra l'occhio votando contro la revoca parziale dell'Obamacare, la riforma della sanità voluta da Obama e che era uno dei primi atti che Trump avrebbe voluto cancellare. Pilota della Marina, il suo caccia venne abbattuto nel Vietnam del nord nell'ottobre 1967: catturato, venne torturato e tenuto prigioniero fino al marzo del 1973. Al Congresso entrò per la prima volta nel 1983, mentre al Senato nel 1987: da allora si è sempre contraddistinto per la sua libertà di pensiero, che lo ha portato alcune volte a votare contro le direttive del suo stesso partito e gli è valso il soprannome di 'maverik', di cane sciolto della politica.

Nel 2000 si candidò per la prima volta alla Casa Bianca, partecipando alle primarie del Partito repubblicano vinte poi da George W. Bush. Nel 2008 ci riprovò, conquistando la nomination, ma al voto venne battuto da Barack Obama.
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