Israele, i primi risultati sull'efficacia del vaccino dopo la prima dose: «Ridotto fino al 60% il tasso d'infezione»

Martedì 12 Gennaio 2021 di Simone Pierini
Israele, i primi risultati sull'efficacia del vaccino dopo la prima dose: «Ridotto tasso d'infezione»

Israele ha raggiunto oggi quota due milioni di vaccinati. E proprio dal Paese mediorentale arrivano i primi studi sull'impatto del vaccino Pfizer-BioNTech sulla popolazione, con gli effetti sulla riduzione dei contagi dopo la somministrazione della prima dose. Il vaccino Pfizer-BioNTech - uno dei due insieme a Moderna attualmente approvati anche dall'Ema per l'Europa - viene somministrato in due dosi, a tre settimane di distanza, con la sua efficacia annunciata al 94% che si attiva a circa due settimane dalla seconda iniezione. I primi dati portano al momento due risultati differenti: un primo studio parla di un calo del 33% del tasso di infezione, un secondo ha invece raggiunto il 60%. In entrambi i casi sono stati analizzati i risultati su circa 400mila persone vaccinate. 

 

Il primo studio sull'impatto del vaccino Pfizer-BioNTech

Il primo studio - come riferisce la tv locale Channel 13 - che ha coinvolto 400mila israeliani che hanno ricevuto la prima dose, ha rilevato un calo del 33% delle infezioni da coronavirus 14 giorni dopo aver ricevuto l'iniezione. Dati che dimostrano per la prima volta l'efficacia dei vaccini sul tasso di infezione nel Paese già dopo la prima inoculazione. Una percentuale che dovrebbe poi salire considerevolmente nei giorni successivi alla seconda iniezione. 

 

Il secondo studio

Risultati migliori provengono invece de un secondo studio - realizzato dal sistema sanitario di Maccabi - che ha rilevato un forte calo delle infezioni da tra coloro che hanno ricevuto la prima dose dal tredicesimo giorno in poi. L'indagine su oltre 400mila persone ha prodotto una diminuzione del 60% del numero di numero di positività a partire dal tredicesimo giorno dopo la somministrazione della prima dose. 

 

Quota due milioni di vaccinati

Il premier Benyamin Netanyahu - che ha presenziato alla vaccinazione dell'insegnante Etty Shemesh ad Ashdod con la quale sono stati raggiunti due milioni di vaccinazioni -  ha dichiarato che «se tutto va bene Israele riaprirà la sua economia a marzo. Poi ha aggiunto di aver sentito che in Europa si parla di tenere chiuso fino ad aprile: «non noi, a patto - ha sottolineato - di vaccinare e di mantenere le regole». Infine ha annunciato che da domani o dopodomani il numero giornaliero di vaccinazioni arriverà a 170mila.  

 

 

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