Influenza del cammello, torna il terrore dopo i Mondiali in Qatar: «Letale più del Covid»

Influenza del cammello, torna il terrore dopo i Mondiali in Qatar: «È letale più del Covid»
Influenza del cammello, torna il terrore dopo i Mondiali in Qatar: «È letale più del Covid»
3 Minuti di Lettura
Giovedì 15 Dicembre 2022, 18:07

Un altro animale torna a terrorizzare il mondo. Dopo il pipistrello del Covid-19 e la scimmia del vaiolo, ecco che tra i portatori di virus potenzialmente letali fa la sua comparsa il cammello. Dopo il Mondiale in Qatar, avvolto da moltissime polemiche per la morte di migliaia di lavoratori e per lo scandalo Qatargate che vede coinvolto il Parlamento europeo, ecco che sull'occidente potrebbe abbattersi un'altra catastrofe virale legata alla cosiddetta influenza del cammello. 

La temuta   influenza

In Europa, come in tutto l'occidente, il rischio di infezione è solitamente molto basso, ma i tanti viaggiatori che hanno visitato il Qatar per i Mondiali di calcio preoccupano le autorità sanitarie. In particolare la Health Security Agency britannica ha allertato i medici di tutto il Regno Unito che i tifosi di calcio che tornano dal Qatar potrebbero essere portatori della cosiddetta sindrome respiratoria mediorientale, in gergo MERS.

La MERS o influenza del cammello è una malattia respiratoria rara, ma grave che può colpire i viaggiatori diretti nei paesi del Medio Oriente. Si diffonde attraverso il contatto ravvicinato con cammelli portatori del virus o con una persona infetta, oppure consumando carne di cammello cruda o latte di cammello non pastorizzato. Al momento non è disponibile alcun vaccino e la cosiddetta influenza del cammello può portare a una grave malattia che si manifesta inizialmente con i tipici sintomi influenzali che possono aggravarsi con difficoltà respiratorie e diarrea.

Il confronto con il Covid

Come il Covid, la MERS è provocata da un coronavirus ma le somiglianze con il virus, che continua a preoccupare il mondo a distanza di quasi tre anni, non sono poi così tante. L'influenza del cammello, infatti, non si diffonde facilmente e dal 2012 sono stati identificati solo 2.500 casi poiché il virus si replica nel tratto respiratorio inferiore. Ma risulta essere molto più mortale del Covid. Fino a oggi, infatti, ha ucciso il 35% dei pazienti provocando una grave insufficienza respiratoria che richiede ventilazione meccanica e ricovero in unità di terapia intensiva. 

Tra i 2.600 casi rilevati in 12 Paesi del Mediterraneo orientale e del Medio Oriente ci sono stati ben 935 decessi, pari al 35% del totale. L'influenza del cammello è stata segnalata per la prima volta come nuovo patogeno umano dall'Arabia Saudita nel 2012 e risulta essere il più letale dei tre coronavirus zoonotici conosciuti e che hanno causato epidemie umane. Dati alla mano, infatti, questo tipo di influenza è il 31% più mortale del Covid (con un tasso di mortalità stimato attorno al 4%). 

 

I casi segnalati

© RIPRODUZIONE RISERVATA