«Abbiamo visto Carlotta volare e poi il buio». Rientrate le amiche da Mykonos: aperta un'inchiesta sull'incidente in Grecia

Sabato 25 Luglio 2020 di Egle Priolo

PERUGIA - «Abbiamo visto Carlotta volare e poi il buio». Non ricordano molto, sono sotto choc le sette amiche di Carlotta Martellini, la 18enne morta in un terribile incidente stradale a Mykonos all'alba di ieri mattina. Di sicuro le due jeep scoperte sulle quali tutte viaggiavano, quattro per macchina, sono finite fuori strada addosso agli scogli. E Carlotta, proprio come raccontato dalle compagne, è letteralmente volata fuori dall'abitacolo. Era sul sedile posteriore, dove aveva viaggiato spesso nella settimana di permanenza sull'isola greca, e l'impatto le è stato fatale.
Ora restano solo il dolore e le lacrime incontenibili. E non doveva finire così. Non doveva andare così.

Il viaggio in Grecia, il gruppo di amiche lo aveva organizzato da tempo: era la festa per la maturità classica per le sette più grandi e il regalo dei suoi 18 anni per Carlotta, la più piccola di tutte. L'unica del liceo Giordano Bruno, mentre le amiche avevano appena salutato l'Annibale Mariotti per affrontare la seconda parte della loro vita. Carlotta invece aveva ancora un anno di scuola da passare sui banchi ma, si sa, l'estate tra il quarto e il quinto è la più spensierata, la più gioiosa: non devi pensare ancora al futuro, all'università, ma hai ancora un anno da liceale e poi tutta la vita davanti.

Era questo lo spirito con cui le otto amiche, venerdì scorso, sono partite dall'aeroporto di Fiumicino con destinazione Grecia. Doveva essere una settimana da sogno e si è trasformata nell'incubo più cupo. Una settimana in cui le ragazze sono state al mare, hanno aspettato l'alba in cima a una scogliera: attimi impressi nelle storie di Instagram con cui hanno tutte condiviso la loro felicità sui social. Hanno ballato, cantato e si sono divertite come matte al Tropicana, un noto locale sulla spiaggia di Mykonos. Da lì stavano rientrando per il loro ultimo giorno sull'isola. Da lì erano partite per raggiungere l'appartamento che avevano affittato, pronte a chiudere i loro bagagli. Ma una delle ultime curve della provinciale che attraversa l'isola ha dissolto il sogno. Trasformato in un lungo straziante singhiozzo. Subito dopo essere state dimesse dal centro sanitario con qualche ferita e qualche frattura, il ricordo di quegli ultimi attimi di gioia le sette ragazze lo hanno affidato alla polizia greca, che sta facendo accertamenti per stabilire l'esatta dinamica dell'incidente.

Ieri sera, intanto, le sette ragazze sono rientrate in Italia con l'aereo che tutte quante avrebbero dovuto riprendere dopo l'ultimo giorno di vacanze. Sono sotto choc, molto turbate e questa mattina sono passate dall'ospedale Santa Maria della misericordia di Perugia, dove i medici stanno valutato le loro condizioni. Da quanto si apprende, dopo una prima ipotesi in cui pare potessero essere trattenute le due alla guida, è stato loro concesso di rientrare perché la vittima dell'incidente è italiana, quindi - oltre all'inchiesta in Grecia - qui potrebbe essere aperto un procedimento civile sulla morte di Carlotta.  Ma non doveva finire così. Non doveva andare così. Con i genitori ad attenderle in lacrime in aeroporto e una famiglia distrutta a chiedere solo perché.

Ultimo aggiornamento: 12:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA