Petrolio, i Pm sentiranno Boschi e Guidi
Renzi: "Non ci manderanno a casa"

Federica Guidi
Federica Guidi
3 Minuti di Lettura
Sabato 2 Aprile 2016, 16:42

POTENZA - Nell'ambito dell'inchiesta sul petrolio in Basilicata, i pm di Potenza ascolteranno il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, e il Ministro dimissionario dello Sviluppo economico, Federica Guidi. Secondo quanto si è appreso nel capoluogo lucano, i magistrati si recheranno a Roma per ascoltare Boschi e Guidi.

La Procura della Repubblica di Potenza presenterà appello contro il rigetto da parte del gip del Tribunale del capoluogo lucano della richiesta di arresto per Gianluca Gemelli. Lo si è appreso in ambienti giudiziari. Il compagno dell'ex Ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, è indagato per concorso in corruzione e per millantato credito nell'ambito dell'inchiesta sul petrolio in Basilicata. La richiesta di arresto di Gemelli - rigettata dal gip Michela Tiziana Petrocelli - fa parte del filone dell'inchiesta che riguarda la costruzione del centro oli della Total a «Tempa rossa», a Corleto Perticara (Potenza). In questo filone Gemelli è indagato insieme ad altre 22 persone, tra le quali l'ex sindaco di Corleto Perticara, Rosaria Vicino, che da giovedì scorso si trova agli arresti domiciliari.

Intanto le indagini condotte dai carabinieri del Noe, della Procura della Repubblica di Potenza e della Direzione nazionale antimafia, proseguono anche su eventuali ipotesi di disastro ambientale, in merito all'inquinamento prodotto dal centro oli dell'Eni, a Viggiano (Potenza), al centro di uno dei filoni dell'inchiesta sul petrolio in Basilicata. In particolare saranno effettuate nuove analisi epidemiologiche sulle matrici ambientali. Nel centro oli la produzione è stata sospesa dalla compagnia petrolifera due giorni fa.

In particolare - secondo quanto si è appreso in ambienti giudiziari potentini - i magistrati e i carabinieri del Noe stanno verificando gli effetti dello smaltimento degli scarti di produzione nei terreni, nello stesso centro oli e presso gli impianti di Tecnoparco, in Valbasento, e di altre ditte. Per questo filone, due giorni fa, sono stati arrestati e posti ai domiciliari cinque dipendenti dell'Eni, mentre in totale gli indagati sono 37.

RENZI: "NON CI MANDERANNO A CASA". Ricordate quando nel 2013 (ero ancora sindaco) chiesi le dimissioni del ministro Cancellieri per una telefonata inopportuna? Noi pensiamo che la coerenza non sia un optional» scrive Matteo Renzi nella sua eNews, sull’inchiesta petrolio. «E se è vero che il governo di allora non volle procedere alle dimissioni, noi ci siamo comportati in modo diverso. Perché - diciamo la verità - noi siamo oggettivamente diversi da chi ci ha preceduto: se uno sbaglia, con noi paga. E a quelli che vogliono far credere che siamo tutti uguali rispondiamo con i fatti». «La disponibilità immediata di Guidi ad un passo indietro ha gettato nel panico le varie opposizioni che a quel punto non sapendo che fare hanno iniziato ad urlare ancora più forte chiedendo le dimissioni dell’intero governo, responsabile non si sa bene di cosa» aggiunge. «E presentando l’ennesima mozione di sfiducia. Andremo in Parlamento, spero prima possibile. E ancora una volta il Parlamento potrà mandarci a casa, se vorrà. Ma non credo succederà neanche stavolta».  

© RIPRODUZIONE RISERVATA