Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Guerra in Ucraina, la diretta. Putin: «Armi degli Usa schiacciate come noci». Domani esercitazioni Nato con Svezia e Finlandia

Guerra in Ucraina, la diretta
Guerra in Ucraina, la diretta
13 Minuti di Lettura
Sabato 4 Giugno 2022, 07:54 - Ultimo aggiornamento: 5 Giugno, 12:33

Diretta guerra in Ucraina. Il conflitto è arrivato al giorno numero 101. Continuano serrati i combattimenti a Severodonestk. Kiev fa sapere che l'esercito russo sta rafforzando le posizioni attorno a Sloviansk in vista di una nuova offensiva contro questa città strategica dell'Ucraina orientale. Gli Stati Uniti lavorano con Gran Bretagna e Ue su un piano di pace. 

Guerra in Ucraina, la diretta

Ore 23.15 - Dall'inizio della guerra «113 chiese sono state distrutte o danneggiate dai bombardamenti russi. Tra loro ci sono chiese sopravvissuti alla seconda guerra mondiale, ma non hanno resistito all'occupazione russa». Così il presidente ucraino Volodomir Zelensky nel messaggio serale nel giorno in cui è stato bombardato l'Eremo di Ognissanti della Santa Dormizione di Sviatohirsk Lavra nel Donetsk. «La ricostruzione dell'Eremo di Tutti i Santi di Svyatogorsk Lavra - spiega Zelensky - è iniziata nel 2001. Il 10 giugno sarebbe stato il prossimo anniversario dell'inizio dei lavori. I propagandisti russi sono prevedibili e accusano gli ucraini di incendi dolosi, sebbene i monaci potessero vedere chiaramente che si trattava di artiglieria russa. Tutto ciò dovrebbe motivare la Chiesa ortodossa ucraina a conclusioni più decisive e a una più chiara condanna di chiunque indulga nell'aggressione».

Ore 21.30 - La Nato ha detto «in modo rude» a Mosca che l'espansione dell'Alleanza e il possibile ingresso dell'Ucraina non è affare della Russia. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in un'intervista ad un'emittente della Republika Srpska: «Ci è stato detto in modo diretto e piuttosto rude che l'espansione della Nato e la possibile adesione dell'Ucraina non è affar nostro, che non dovremmo entrare in queste questioni».

Ore 20.40 - «L'Occidente impedisce all'Ucraina di continuare i negoziati con la Russia». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, in un'intervista alla tv della Republika Srpska in Bosnia, l'entità a maggioranza serba del Paese, ripresa dalla Tass. «Due mesi fa l'Ucraina sembrava aver avanzato una proposta su come risolvere la questione. Abbiamo presto questa proposta come base. Il giorno successivo» all'incontro delle delegazioni il 29 marzo a Istanbul «l'Occidente ha impedito agli ucraini di continuare questo processo», ha aggiunto.

Ore 20.20 - «In Italia nessuno sta portando avanti una campagna anti-russa, i media hanno solo raccontato le crudeltà commesse dall'esercito russo. Basta con questa mistificazione della realtà e con le provocazioni. L'Italia rispetta il popolo russo, che nulla c'entra con le folli scelte di Putin, e continuerà sempre a rispettarlo. Putin si sieda al tavolo delle trattative e metta la parola fine a questa guerra». Lo afferma il ministro Luigi Di Maio dopo la denuncia dell'ambasciata russa a Roma.

Ore 20.00 - «La Russia continua a fare sforzi per occupare il nostro intero stato. È impossibile prevedere quando finirà la guerra, ma sono ottimista sul fatto che sarà possibile entro la fine dell'anno». Lo ha detto il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov parlando al Forum internazionale sulla sicurezza GLOBSEC-2022 a Bratislava, citato dall'Ukrainska Pravda.

Ore 18.40 - La Russia denuncia «violazioni dei diritti dei cittadini russi» che vivono in Italia e «un'aperta campagna anti-russa da parte dei media italiani». Lo scrive l'ambasciata russa a Roma sul suo profilo Facebook pubblicando stralci di un rapporto del Ministero degli Affari Esteri di Mosca «sulle violazioni dei diritti dei cittadini russi e dei connazionali all'estero» nel quale si osserva, tra le altre cose, «la crescita di sentimenti russofobi nella società italiana».

Ore 18.30 - «La Russia sta schiacciando come noci» le armi americane inviate all'Ucraina. Lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin, aggiungendo - come riporta l'agenzia Ria Novosti - che «decine di unita' sono gia' state distrutte».

Ore 17.55 - Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Medvedev critica le sanzioni «illegittime» contro i familiari dei politici russi, paragonandole ai metodi mafiosi e citando 'Ndrangheta e Cosa Nostra. «Sono doppiamente illegali - dice -. Non solo statisti o deputati ma anche le famiglie, che non sono in alcun modo in grado di influenzare i loro parenti, sarebbero responsabili delle mitiche violazioni inventate da loro». Medvedev aggiunge quindi con sarcasmo che l'Occidente potrebbe abbracciare «anche altre regole familiari progressiste: per esempio, ci sono molte cose utili nei modi della 'Ndrangheta e di Cosa Nostra italiane».

Ore 16.45 - Le forze ucraine si stanno ritirando da Severodonetsk. Lo afferma il ministero della Difesa russo, citato da Interfax.

Ore 16.10 - Le truppe ucraine hanno perso in alcune unità fino al 90% dei loro militari nei combattimenti a Severodonetsk, nell'Ucraina orientale, e si stanno ritirando verso Lysychansk. Lo ha affermato il generale dell'esercito russo Mikhail Mizintsev, citato da Ria Novosti. «Le unità delle forze armate dell'Ucraina, dopo aver subito perdite critiche (in un certo numero di unità fino al 90%) durante le battaglie per Severodonetsk, si stanno ritirando in direzione di Lysychansk», ha affermato.

Ore 15.40 - «Gli appelli ad evitare l'umiliazione della Russia possono solo umiliare la Francia e ogni altro Paese che lo richieda. Perché è la Russia che si umilia». Lo afferma il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba rispondendo al presidente francese Emmanuel Macron, secondo cui Mosca non dovrebbe essere umiliata, per facilitare una soluzione diplomatica del conflitto. «Sarebbe meglio che tutti ci concentrassimo su come rimettere la Russia al suo posto. Questo porterebbe pace e salverebbe vite», ha aggiunto Kuleba.

Ore 15.25 - Le Forze Armate dell'Ucraina hanno distrutto quasi interamente la 35ma armata della Federazione russa a Izyum, nella regione nord-orientale di Kharkiv. Lo dice il capo dell'Ufficio del presidente ucraino Andriy Yermak, secondo quanto riporta Ukrinform. «Quasi l'intera 35ma Armata è stata distrutta a Izyum», ha dichiarato.

Ore 15.20 - La Nato annuncia che lancerà una serie di esercitazioni nel Mar Baltico da domani al 17 giugno.

Ore 15.00 - Quattro combattenti volontari stranieri della Legione per la Difesa dell'Ucraina hanno perso la vita in combattimento. Lo ha annunciato la stessa brigata in una dichiarazione citata dal Guardian, secondo cui si tratta di un tedesco, un olandese, un australiano e un francese. Non sono stati forniti dettagli sulla loro identità, né sulle esatte circostanze della morte. Ieri il ministero degli Esteri di Parigi ha annunciato l'uccisione di un francese che combatteva per gli ucraini.

Ore 14.00 - «La guerra mondiale del pane è già in corso e dobbiamo fermarla. Rischiamo l'instabilità politica in Africa, la proliferazione di organizzazioni terroristiche, colpi di Stato: questo può produrre la crisi di grano che stiamo vivendo». Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi di Maio. «Putin deve venire al tavolo - ha proseguito - deve raggiungere prima possibile un accordo di pace, che passi anche per un accordo sul grano, come un accordo sul cessate il fuoco per permetterci di evacuare donne, civili e bambini che sono ormai da 100 giorni sotto le bombe russe nell'est dell'Ucraina». 

«Non dobbiamo dimenticare che ci sono 30 milioni di tonnellate di grano bloccate nei porti ucraini dalle navi da guerra russe - ha specificato - quello che noi stiamo facendo è lavorare affinché la Russia sblocchi l'export di grano nei porti ucraini, perché in questo momento rischiamo che scoppiano nuove guerre in Africa». Il ministro ha ricordato che «martedì faremo una prima sessione di dialogo con i paesi del Mediterraneo sulla sicurezza alimentare, lavoreremo con tutti i partner insieme alla Germania, alla Turchia, alla Francia e tanti altri per arrivare all'obiettivo di sbloccare le quantità di grano che devono uscire dall'Ucraina in un momento storico nel quale le famiglie non possono sostenere aumenti del costo dell'energia, l'industria l'aumento dei costi dei materiali e in tutto il mondo l'aumento del costo del grano e quindi del pane che sta aumentando allo stesso modo in tutto il mondo, ma in alcune parti del mondo non se lo possono permettere». «Il lavoro che vogliamo fare come Italia - ha concluso - è quello di incidere sui costi delle materie prime che servono alle aziende per le loro produzioni. E il mio viaggio in India di circa un mese fa è stato molto importante perché stiamo importando molto di più dall'India».

Ore 13.30 - «Vorrei andare in Ucraina ma devo aspettare il momento opportuno». Lo ha detto il Papa rispondendo alla domanda di un bambino ucraino nell'incontro con un gruppo di ragazzi che si è tenuto nel Cortile di San Damaso. Il Papa ha aggiunto che vedrà prossimamente autorità ucraine per vedere se questo sarà possibile.

Ore 13.00 - Le forze russe stanno facendo saltare in aria i ponti sul fiume Seversky Donets per impedire agli ucraini di portare rinforzi militari e fornire aiuti ai civili nella città di Severdonetsk: lo ha reso noto il capo dell'amministrazione militare regionale, Sergiy Gaidai, secondo quanto riporta l'agenzia Ukrinform. Gaidai ha inoltre affermato che le truppe ucraine mantengono le posizioni all'interno di Severdonetsk.

Ore 11.40 - Il negoziatore ucraino David Arakhamia ha dichiarato che Kiev vuole rafforzare le sue posizioni sul terreno con l'aiuto di nuove forniture di armi dall'Occidente prima di riprendere i colloqui di pace con la Russia. Lo riporta il Guardian. «Le nostre forze armate sono pronte a usare le nuove armi, e poi penso che potremo iniziare un nuovo ciclo di colloqui da una posizione rafforzata», ha affermato Arakhamia parlando alla televisione nazionale.

Ore 11.30 - Quasi 14 milioni di ucraini sono stati costretti a fuggire dalle loro abitazioni a causa dell'invasione russa. Lo ha affermato la responsabile Onu della crisi in Ucraina Amina Avada. «Le famiglie e le comunità sono state distrutte e sradicate. In poco più di tre mesi, circa 14 milioni di ucraini sono stati costretti a fuggire dalle proprie case, la maggior parte dei quali donne e bambini: la portata e la velocità di tale trasferimento sono sconosciute alla storia», si legge nella nota.

Ore 11.14 - Ammonterebbero a 31.050 le perdite fra le fila russe dal giorno dell'attacco di Mosca all'Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 31.050 uomini, 1376 carri armati, 3366 mezzi corazzati, 680 sistemi d'artiglieria, 207 lanciarazzi multipli, 95 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 210 aerei, 175 elicotteri, 2337 autoveicoli, 13 unità navali e 540 droni.

Ore 10.45 - Il ministero degli Affari esteri ucraino ha dichiarato la propria intenzione di chiedere sanzioni contro il capo della Chiesa ortodossa russa Kirill e altri russi che minano la sicurezza nazionale. In tutto, l’elenco di sanzioni include oltre 12mila oligarchi, funzionari, propagandisti e criminali di guerra russi, ha detto a Radio Svoboda il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Oleh Nikolenko. 

Ore 10.00 - La Russia ha iniziato a rilasciare passaporti agli ucraini che vivono nelle città occupate di Kherson e Melitopol. Lo afferma il think tank della difesa statunitense Institute for the Study of War, aggiungendo comunque che le autorità di occupazione «continuano ad affrontare problemi nel controllo sociale e nel contenimento delle azioni della resistenza». Inoltre, si afferma, le forze russe non sono riuscite a riconquistare le posizioni perdute nell'oblast di Kherson e hanno continuato a difendere le posizioni precedentemente occupate. Sul altri fronti, Isw rileva che i russi hanno condotto senza successo assalti a sud-est e sud-ovest di Izyum e a ovest di Lyman, si ritiene improbabile un'avanzata importante Sloviansk. A Severodonetsk gli invasori hanno ottenuto piccoli successi, ma gli ucraini continuano a lanciare contrattacchi.

Ore 9.30 - Tre civili, incluso un bambino, sono stati uccisi nel corso di bombardamenti russi nella regione ucraina di Lugansk (est) nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto su Facebook il capo dell'amministrazione militare regionale, Sergiy Gaidai, secondo quanto riporta l'agenzia Ukrinform. «Il tre giugno 2022, una donna e suo figlio sono stati uccisi nel bombardamento russo di Hirske. Un'altra persona è stata ferita a morte a Zolote», ha scritto Haidai. Inoltre, le autorità regionali hanno ricevuto informazioni su un altro residente locale ucciso a Hirske tre giorni fa. Alcune persone sono rimaste ferite nel corso di un bombardamento della città di Severdonetsk.

Ore 9.20 - «Dal 24 febbraio un totale di 3.620 centri abitati in Ucraina sono stati occupati dalla Russia: sia grandi città che piccoli paesi. Ognuno ha subito danni ingenti. Molti sono semplicemente inadatti alla vita civile. Questa realtà è stata portata dalla Russia». Lo ha detto il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky durante il suo discorso alla Conferenza annuale dei sindaci degli Stati Uniti d'America, aggiungendo che dall'inizio dell'invasione militare, la Federazione Russa ha utilizzato quasi 2.500 diversi missili contro l'Ucraina, la maggior parte dei quali ha colpito le infrastrutture della città.

Ore 9.00 - Quattro persone, tra cui una madre e un bambino, sono state uccise nei bombardamenti nella comunità montana della regione di Luhansk, ha detto a Telegram Serhiy Haidai, capo dell'amministrazione militare regionale di Luhansk. «Nella città di Gorskoye il 3 giugno, una madre e un bambino sono morti per i bombardamenti dell'esercito russo. Un altro residente di Zoloty è stato gravemente ferito. Si è saputo anche di un residente di Hirsky morto tre giorni fa», ha detto.

Ore 8.50 - «Potrebbe trascinarsi per altri due o sei mesi». Lo ha detto in un'intervista nelle scorse ore a "Meduza" Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, passati 100 giorni dall'invasione russa dell'Ucraina. Secondo Podolyak, tra i fattori ci sono il volume delle scorte di armamenti e come potrebbe cambiare nel corso del tempo il 'mood' in Europa, Ucraina e Russia.

Per Podolyak, convinto che concessioni territoriali alla Russia non porranno fine al conflitto, ci saranno «negoziati di pace se la situazione sul campo cambierà e Mosca non percepirà più di poter dettare condizioni. Alcune città, come Mariupol e ora Severodonetsk, di fatto non esistono più, ha detto, stimando in un totale di 80.000 le perdite russe, compresi morti e feriti tra esercito, separatisti e gruppo Wagner. Podolyak ha definito più o meno «paragonabili» attualmente le perdite da parte russa e ucraina dopo la fase iniziale del conflitto disastrosa per la Russia. Di recente Zelensky ha stimato le perdite ucraine fino a 100 morti e 500 feriti al giorno.

Ore 8.10 - Un «missile russo» ha colpito alle prime ore di oggi una struttura agricola nella regione di Odessa e risultano almeno due feriti. Lo riporta The Kyiv Independent che cita Serhiy Bratchuk, portavoce dell'amministrazione militare della regione di Odessa, a 101 giorni dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina.

Ore 7.00 - L'esercito russo sta rafforzando le posizioni attorno a Sloviansk in vista di una nuova offensiva contro questa città strategica dell' Ucraina orientale: lo ha reso noto lo stato maggiore di Kiev, secondo quanto riporta la Cnn. I russi, che avevano già lanciato un attacco senza successo contro due città a nord e nord-ovest di Sloviansk (Barvinkove e Sviatohirsk), stanno schierando adesso fino a 20 gruppi tattici nella zona. Non è chiaro invece se le truppe di Mosca abbiano guadagnato ulteriore terreno a est di Sloviansk, dopo aver preso il controllo della città di Lyman a fine maggio.

Ore 6.30 - L'esercito russo sta rafforzando le posizioni attorno a Sloviansk in vista di una nuova offensiva contro questa città strategica dell' Ucraina orientale: lo ha reso noto lo stato maggiore di Kiev, secondo quanto riporta la Cnn. I russi, che avevano già lanciato un attacco senza successo contro due città a nord e nord-ovest di Sloviansk (Barvinkove e Sviatohirsk), stanno schierando adesso fino a 20 gruppi tattici nella zona. Non è chiaro invece se le truppe di Mosca abbiano guadagnato ulteriore terreno a est di Sloviansk, dopo aver preso il controllo della città di Lyman a fine maggio.

Ore 5.00 - Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha rinnovato l'appello per la fine delle violenze a 100 giorni dall'inizio dell'invasione russa dell' Ucraina. «Rinnovo il mio appello per la cessazione immediata delle violenze, per l'accesso umanitario senza restrizioni a tutti coloro che ne hanno bisogno, per l'evacuazione in sicurezza dalle aree di combattimento dei civili lì intrappolati e per la protezione urgente dei civili e il rispetto dei diritti umani in linea con le norme internazionali», ha affermato in una dichiarazione diffusa nelle ultime ore. «Il conflitto ha già fatto migliaia di vittime, provocato una distruzione incalcolabile, milioni di sfollati, violazioni inaccettabili dei diritti umani e sta infiammando una crisi globale che ha tre dimensioni, alimentare, energetica e finanziaria, che sta colpendo le persone, i Paesi e le economie più vulnerabili», ha aggiunto, ribandendo che le Nazioni Unite sono «impegnate nello sforzo umanitario», ma «per risolvere questo conflitto serviranno negoziati e dialogo». E, «quanto prima le parti si impegneranno in sforzi diplomatici in buona fede per porre fine a questa guerra, meglio sarà per il bene dell' Ucraina, della Russia e del mondo». Ieri sera il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha concluso il suo discorso sottolineando «tre parole per le quali combattiamo già da cento giorni, dopo otto anni: pace, vittoria, Ucraina».

© RIPRODUZIONE RISERVATA