«Green pass stampato? Sono 4 euro», è “bufera” sulla farmacia delle Terme a Padova

Martedì 17 Agosto 2021 di Nicoletta Cozza
«Green pass stampato? Sono 4 euro», è bufera sulla farmacia delle Terme

MONTEGROTTO - Che debba essere stampato gratis lo impone un decreto legge. Precisando che i cittadini possono richiederlo all’Ulss, ai medici di famiglia, ai pediatri e ai farmacisti. Alla vigilia di Ferragosto, però, per alcuni giorni alla Farmacia delle Terme di Montegrotto i clienti che domandavano la versione cartacea del Green pass hanno dovuto pagare 4 euro, come specificato sullo scontrino, dove la voce è riportata esplicitamente, nonostante si tratti di una violazione della normativa.

Immediatamente la notizia è stata postata sui social da un paio di persone, con tanto di foto del documento fiscale, e la vicenda è diventata immediatamente un caso: è la prima volta che si verifica nel padovano, in quanto i precedenti si sono registrati in provincia di Roma, a Firenze a Napoli e ad Asiago con interventi dei carabinieri, denunce per abuso d’ufficio, in attesa delle decisioni del consiglio di disciplina dell’Ordine Nazionale dei farmacisti. 

Giovanni Cirilli, presidente dell’Albo patavino, rammaricato per il danno di immagine che si riflette sull’intera categoria, ha chiesto indicazioni ai referenti nazionali sui provvedimenti sanzionatori da adottare nei confronti della titolare, Lisa Carmignoto, la quale ha confermato di avere preteso i 4 euro in cambio della stampa del documento, ma poi si è giustificata ammettendo di avere commesso un errore perché esasperata dalla moltitudine di richieste e quindi da ieri ha ripreso a fornire a titolo gratuito il certificato verde a chi si presenta nella sua storica attività, in viale Stazione.



LE REAZIONI 

«Sono dispiaciuto - ha commentato Cirilli - dopo tutti gli sforzi fatti durante la pandemia per far risaltare la professionalità e la disponibilità dei farmacisti, impegnati con turni massacranti, e in prima linea per tamponi e vaccini. Spero che comunque la gente faccia un “distinguo”, perché se c’è un prete pedoflio non è che lo siano anche tutti gli altri, o se un cittadino non paga lega tasse, non è che l’intera popolazione sia composta da evasori. Ho preso contatti con la sede di Roma della Fofi e attendo lumi sui provvedimenti da adottare nei confronti della collega, che non devono essere eccessivi, ma neppure simbolici. Ma per procedere io ho bisogno di una segnalazione firmata da parte dei clienti che hanno pagato».

«Ho parlato poi con Lisa Carmignoto - ha proseguito il presidente - la quale mi ha detto che non sapeva di commettere una scorrettezza chiedendo il pagamento del certificato verde: le ho ripetuto il contenuto del decreto che avevamo fatto pervenire a ogni iscritto, e che adesso invierò nuovamente. Dalle sue parole, comunque, ho colto anche la rabbia, che posso condividere, per il fatto che siamo stati oberati da questa incombenza, visto che che i medici stanno scaricando tutto su di noi, rifiutandosi di fare il loro dovere. Poi c’è da tener presente che a domandare il Green Pass arrivano pure quarantenni con lo smartphone che sarebbero in grado di arrangiarsi: a Padova, da maggio a luglio nelle 270 farmacie di città e provincia ne abbiamo stampati ben 32mila 500.».

LE ASSOCIAZIONI

Sulla questione Maurizio Giacomazzi, segretario nazionale di Farmacie Unite, aggiunge: «Il certificato verde non dev’essere pagato dagli utenti, anche se non sarebbe del tutto giusto. Però alla fin fine va bene così perchè come categoria fin dall’inizio della pandemia abbiamo dato il massimo, offrendo servizi, spiegando l’importanza della vaccinazione, facendo tamponi e inoculando appunto le fiale vaccinali. E tuttora siamo in emergenza, visto che facciamo una quarantina di test al giorno per dare soprattutto alle persone non vaccinate il certificato verde valido 48 ore, che consente loro di mettersi in viaggio. Tra l’altro con tariffe che destano perplessità, visto che il tampone per un adulto costa 15 euro, chi ha dai 12 ai 18 anni ne paga 8, mentre gli under 12 addirittura 22. Poi c’è il nodo dei vaccini che in molte farmacie sono stati sospesi a causa delle numerose ispezioni di cui sono state oggetto». «A ogni collega - ha detto Patrizia Zennaro, numero uno di Federfarma - abbiamo fatto avere il contenuto del decreto, in cui lo Stato ci chiede con chiarezza di fornire gratis il certificato verde».
 

 

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