Si innamora rimane incinta, dopo il parto
scopre su Facebook che lui si è sposato

Sabato 5 Marzo 2016 di Federica Macagnone
Si innamora rimane incinta, dopo il parto scopre su Facebook che lui si è sposato

LONDRA - Non riusciva a crederci. Con il cuore che batteva all'impazzata guardava quella foto pubblicata su Facebook ripetendosi: «Non è possibile». L'uomo con il quale aveva programmato una vita insieme, il padre del bambino che aveva appena partorito, aveva sposato un'altra donna mandando in mille pezzi promesse, sogni e speranze. 
 



Heather McGillion, una 24enne scozzese di Johnstone, nel Renfrewshire, aveva da poco dato alla luce Diego, il bimbo concepito con Adonis Rodriguez, il fidanzato 21enne conosciuto un anno prima mentre lavoravano entrambi come animatori in un hotel della Repubblica Dominicana: insieme progettavano di formare una famiglia e stabilirsi lì.

Dopo aver sofferto complicazioni durante la gravidanza, poco prima di partorire Heather era tornata temporaneamente a casa, in Scozia: da sola, perché ad Adonis era stato negato il visto. Subito dopo la nascita di Diego, lo choc: un amico le inviò un messaggio via Facebook con la foto di Adonis abbracciato a una 31enne tedesca di nome Julia, vestita con un abito da sposa.

«Quando ho aperto il messaggio e ho visto la foto mi sono sentita come se fossi stata travolta da un autobus a due piani - racconta la ragazza - Eravamo stati divisi per appena due settimane, eravamo stati sempre insieme: non era possibile che avesse organizzato un matrimonio alle mie spalle in così poco tempo. Era assurdo. Sulle prime non ho riconosciuto quella ragazza. Poi ho avuto un flash e mi sono sentita pietrificata: sì, era Julia, quella turista tedesca che era venuta a soggiornare per un periodo nel nostro hotel e con la quale Adonis chattava su Facebook anche dopo la sua partenza. Era un'amicizia che mi metteva a disagio, ma lui mi aveva assicurato che non c'era motivo di essere gelosa: poi, quando sono rimasta incinta, non ci ho più pensato. Nella foto del loro matrimonio Julia è del tutto irriconoscibile rispetto alla donna paffuta che era. Adesso è molto dimagrita e si è tinta i capelli: sembra me con qualche ruga in più».

Subito dopo Heather ha telefonato ad Adonis per avere spiegazioni. Lui non ha tentato neanche di negare: ha subito ammesso tutto. «Quando l'ho chiamato e gli ho chiesto perché Julia fosse in abito da sposa, lui è stato qualche istante in silenzio e poi mi ha detto: «Heather, mi dispiace tanto». Ho riattaccato e sono scoppiata a piangere. Poi ho scoperto che Julia veniva periodicamente nella Repubblica Dominicana: è stato durante la sua quarta vacanza che si sono sposati, approfittando della mia assenza.

Avevano pianificato tutto da prima alle mie spalle: Julia sapeva tutto di me e del bambino che doveva nascere, ma lo ha sposato lo stesso. E io ero l'unica a non sapere nulla. Mi sono sentita la donna più stupida del mondo per la fiducia che ho dato ad Adonis, ma continuo anche a ripetermi che in realtà non c'erano mai stati segnali che potessero farmi sospettare qualcosa. Lui mi trattava come una regina e si mostrava felicissimo per l'arrivo di nostro figlio, diceva che voleva stare per sempre con me. Poi, appena mi sono allontanata, ha sposato un'altra. Non riesco ancora a crederci».

Solo ora Heather è tornata nella Repubblica Dominicana, con Diego che ora ha tre mesi di età. Nonostante tutto quello che è successo, vuole che suo figlio conosca suo padre e abbia in futuro un rapporto con lui. «Mia madre si è trasferita qui - dice la ragazza - e io l'ho raggiunta con mio figlio. Voglio che comunque Diego abbia un padre e abbia contatti regolari con lui, anche se in questa situazione è tutto molto difficile». 

«Sì, ho sposato Julia mentre stavo ancora con Heather - ammette dal canto suo Adonis - Sono tanto dispiaciuto per Heather e per questa situazione, ma non ho intenzione di abbandonare Diego, voglio vederlo». Parole da prendere con le pinze, vista la facilità dimostrata nel costruire castelli in aria per poi distruggerli come castelli di sabbia.

 

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