Fa a pezzi la madre morta: «Puzzava, ho tagliato il corpo e l'ho messo nei secchi». Arrestata

Venerdì 24 Aprile 2020
Genova, trova la mamma morta in casa: «L'ho fatta a pezzi e messa nei sacchi dell'immondizia»

GENOVA - È stata arrestata per distruzione di cadavere dopo aver raccontato alla polizia di aver fatto a pezzi la madre, dicendo di averla trovata impiccata a casa. «Puzzava per questo ho tagliato il corpo e l'ho messo nei sacchi e nei secchi»: per cinque giorni, Giulia Stanganini, operaia di 37 anni, ha dormito nella casa con il corpo della mamma morta, Loredana Stupazzoni, bidella in pensione di 63 anni, nascosto sotto il letto nella casa di via Bertuccioni, a Marassi. Poi ha deciso di disfarsene e lo ha smembrato.

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La misura cautelare è stata chiesta dagli investigatori al gip che l'ha firmata in serata. La donna inoltre è indagata a piede libero per omicidio volontario: un atto dovuto per consentirle di nominare un avvocato e un consulente per l'autopsia e gli altri rilievi tecnici. Una vita andata in frantumi lo scorso novembre quella di Giulia dopo la morte del figlio di tre anni e mezzo. Il piccolo era morto per un arresto cardiocircolatorio in casa e la procura aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo, affidando le indagini ai carabinieri che ancora indagano. Quella morte ha scosso Giulia che non è più stata la stessa. La donna si è presentata in questura in piena notte. Agli agenti delle volanti ha detto di avere trovato la mamma morta e poi di averla fatta a pezzi. Per sezionare il corpo avrebbe usato un coltello che poi avrebbe buttato. Le indagini sono state affidate agli investigatori della squadra mobile, guidati dal primo dirigente Stefano Signoretti.

In casa, gli inquirenti hanno trovato tre sacchi della spazzatura sigillati con il nastro adesivo e due secchi per lavare i pavimenti con altri resti. «Mia madre si è impiccata a una finestra - ha raccontato ai poliziotti - era depressa. Io l'ho nascosta sotto il letto. Poi avevo deciso di disfarmene, ma non sapevo come fare». Giulia si era trasferita dalla mamma a marzo, dopo l'inizio del lock-down per il Coronavirus. Una convivenza però difficile. Le due donne, hanno raccontato i vicini, litigavano spesso. Le urla si sentivano dalle scale del condominio. La giovane dopo la morte del figlioletto aveva sofferto. Aveva iniziato un percorso terapeutico che però non seguiva regolarmente.

Un equilibrio mentale fragile che, forse, proprio a causa della convivenza forzata ha trovato un punto di rottura. Il pubblico ministero Sabrina Monteverde ha disposto il sequestro della casa e ha disposto l'autopsia incaricando il medico legale Francesco Ventura. Gli investigatori non hanno trovato nessuna lettera lasciata dalla ex bidella e nemmeno la corda con la quale si sarebbe impiccata. Solo con l'esame dei resti si potrà capire se Giulia ha ucciso la madre o se si sia limitata a distruggerne le spoglie.

Ultimo aggiornamento: 25 Aprile, 09:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA