Furbetti del bonus, ecco chi sono: la lista. Al Nord il picco delle richieste

Venerdì 14 Agosto 2020 di Diodato Pirone
Furbetti del bonus, ecco chi sono: la lista. Al Nord il picco delle richieste
ROMA In attesa che oggi, finalmente, il presidente dell'Inps Pasquale Tridico faccia chiarezza sullo scandalo dei bonus Inps chiesti anche da politici superstipendiati, forse vale la pena mettere in fila i singoli pezzi del caso per offrire qualche chiave di lettura.
La prima cosa che colpisce è che - almeno per quanto emerso finora - lo scandalo riguarda quasi solo personale politico del Nord. I percettori del bonus sono lavoratori autonomi che sembrano aver trovato nella politica una sorta di secondo lavoro. Alcuni sono anche ex parlamentari rieletti nei consigli regionali.


In buona parte appartengono all'Italia profonda, spesso sono nati (anagraficamente e politicamente) in paesini di poche centinaia di abitanti del piacentino, del mantovano, dell'Alto Adige, del genovese. E' il Nord minuto che in queste ore sta facendo emergere una dose di meschinità ma anche un problema di morale nella gestione dei fondi pubblici. Tema generalmente declinato per quelli del Sud.
Quasi tutti i politici coinvolti hanno fatto qualche anno di gavetta prima di salire sulla girandola di qualche ras di partito che li ha inseriti (con leggi elettorali che consentono l'elezione pilotate) nel girone della camera e dei consigli regionali.

Tutto legittimo. Ma quando alcuni dei consiglieri regionali coinvolti sottolineano d'aver immesso i bonus personali nel circuito delle loro aziende sorge spontaneo il dubbio di come politici di questa risma possano governare l'interesse generale.
La seconda considerazione riguarda la Lega di Matteo Salvini che sembra essere vittima del suo stesso grande successo elettorale. I politici della Lega coinvolti nel caso bonus sono 11, 3 Svp, 1 per M5s,, Pd, Fi e forze minori. Qualche volta i numeri parlano da soli.
 

Furbetti del bonus, la lista



Andrea Dara (Lega, deputato). «Lo ha chiesto mia madre», si è giustificato. Dara è un industriale del mantovano.
Elena Murelli (Lega, deputato). Consulente, 45 anni, di Podenzano (Piacenza) aveva definito il bonus “un’elemosina”.
Marco Rizzone (M5S, deputato). Genovese, classe 1983, ha un’impresa turistica. Laureato in economia, ha vissuto in Cina.
Diego Sarno (Pd, Piemonte). Ha detto che a chiederlo è stata la sua compagna ma che ora rinuncerà a seimesi di stipendio.
Franco Mattiussi (Forza Italia, Friuli). Albergatore, dice che ha «immesso» il bonus nei conti aziendali, separati dallo stipendio.
Arnold Schuler (Svp, Alto Adige). Importante esponente della Svp ha fatto domanda ma non hamai ricevuto il bonus.
Helmut Tauber (Svp,Alto Adige). ​Fa il ristoratore a Velturno. Come consigliere riceve 5.400 euro netti più i rimborsi.
Paul Kollensperger (Autonomo, Alto Adige). Molto noto in Alto Adige per le sue posizioni “anti-sistema” ha detto d’aver commesso un «grave errore». 
Ubaldo Bocci (Lega, Firenze). Ex manager, reddito di 277.000 euro. E’ stato candidato sindaco a Firenze per il centro-destra.
Gianluca Forcolin (Lega, Veneto). Vice di Luca Zaia in Veneto, fiscalista, di Musile del Piave, ha fatto domanda ma non ha avuto il bonus.
Moreno Pieroni, (Psi, Marche). Odontotecnico, ha ricevuto due bonus da 600 euro e li ha dati in beneficenza a tre Onlus.
Alessandro Montagnoli (Lega, Veneto). Ex parlamentare di Verona, ha sostenuto che il bonus lo ha chiesto la moglie a sua insaputa.
Alex Gallizzi (Lega, Lombardia). Fiscalista. Ha detto: «Non ricordavo, non mi sento in colpa se l’Inpsmi restituisce soldi che ho versato».
Alessandro Puggioni (Lega, Liguria). Commerciante di Rapallo, ha rinunciato a candidarsi: «Ho fatto una stupidaggine».
Ivano Job (Lega, Trentino). Ha una impresa di noleggio-sci e ha dichiarato d’aver messo i 600 euro «nei conti dell’azienda».
Stefano Bargi (Lega, Emilia). ​Ha detto: «Ho fatto domanda insieme agli altri due soci del mio locale. Pensavo non mi arrivassero».
Claudio Leone (Lega, Piemonte). Commerciante di Riverolo Canavese, sostiene che la sua domanda è stata fatta dal commercialista.
Matteo Gagliasso (Lega, Piemonte). Consulente immobiliare, una settimana fa ha restituito all’Inps i 1.200 euro ricevuti.
Riccardo Barbisan (Lega, Veneto). ​Consulente, ha dichiarato d’aver ricevuto 1.200 euro e di averli dati alla Pro-loco 



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