Francesca Mirarchi, morta a 19 anni per “catturare l'alba”: era una promessa dell'atletica

Domenica 1 Agosto 2021
Francesca Mirarchi, morta a 19 anni per catturare l'alba : era una promessa dell'atletica

Grave lutto nel mondo dell’atletica leggera. Francesca Mirarchi, diciannovenne di Lissone, è morta venerdì dopo una caduta nelle montagne dell’Alta Val Brembana. Probabilmente voleva scattare una foto all'alba. Le parole di cordoglio hanno inondato la pagina Facebook dell’Atletica Riccardi 1946, società sportiva milanese che la ragazza ha rappresentato dal 2017 al 2020, conquistando il titolo regionale Allieve della staffetta 4x400 nel 2018, e disputando i Campionati Italiani di categoria nello stesso anno sui 400 metri a ostacoli.

Francesca Mirarchi, cordoglio social

 

«Estroversa, solare, educata e discreta», così viene descritta la ragazza. Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Zogno (Bergamo), ai Laghi Gemelli, una delle mete più frequentate delle Orobie, Francesca ha preso il telefonino e ha lasciato i tre amici con i quali si era accampata la notte prima a dormire, una ragazza e due ragazzi.

 

Erano le cinque e mezza del mattino di venerdì. Probabilmente voleva fare una foto dell’alba, immortalare un ricordo per sé. Quando si sono svegliati, i suoi compagni si sono resi conto che tardava: non era da lei. Verso le 9 del mattino, le preoccupazioni hanno cominciato a diventare sempre più pressanti. Il corpo della ragazza è stato trovato qualche ora dopo ai piedi di una scarpata alta una quindicina di metri.

 

La ragazza era cresciuta nel mondo dello sport. Il padre Beppe Mirarchi è presidente della Cba, altra realtà sportiva di Cinisello Balsamo che è un punto di riferimento per il mondo dell’atletica nel comune dell’hinterland, dove Francesca aveva cominciato il servizio civile presso l’ufficio sport.

 

 

«Non ci posso pensare - ha affermato Daniela Maggi, assessora allo Sport -. L’avevo sentita qualche giorno fa, perché stiamo preparando l’open day dello sport in città. Stava formando un bel gruppo con gli altri ragazzi del servizio civile, qui in comune, che sono rimasti tutti sconvolti. Era educata, riservata, era l’espressione della sua famiglia. Non si può morire così».

 

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