Figlio invalido, conto svuotato: indagata la mamma che si dedica a lui da 10 anni

Mercoledì 12 Febbraio 2020 di Cristina Antonutti
La Finanza ha scoperto che il conto è stato svuotato
PORDENONE Nel 2008 un brutto incidente stradale, quando viveva in provincia di Treviso con il suo compagno, lo ha reso invalido. Ad assisterlo e a gestire il suo conto corrente era la madre che dal giudice tutelare aveva ottenuto la nomina di amministratrice di sostegno. La donna, una 73enne della provincia di Pordenone, è stata indagata per l'ipotesi di peculato - in concorso con una nipote 56enne di Portogruaro - e di omissione di atti d'ufficio. Il sostituto procuratore Maria Grazia Zaina, sulla scorta degli accertamenti della Guardia di finanza di Pordenone, ha ottenuto dal gip Rodolfo Piccin un sequestro preventivo per equivalente fino a 241mila euro. È la somma confluita, senza giustificazione, nei conti della nipote e di una Srl dalla stessa rappresentata.

LA CAUSA CIVILE
Dopo l'incidente stradale del 2008, la vittima aveva ottenuto un risarcimento di 450mila euro da parte delle assicurazioni. Abitava nella Marca, dove aveva acquistato casa assieme all'allora compagno: il mutuo era cointestato. L'ex aveva dotato l'abitazione di montacarichi, letto e attrezzature per la drammatica condizione del giovane. Nel 2009 la madre viene nominata amministratrice di sostegno e riporta il figlio in Friuli. A richiamare l'attenzione della Procura sarà un'azione civile dell'ex compagno, avviata dopo che la 73enne ottiene lo scioglimento della comunione dell'immobile cointestato al figlio. A quel punto l'ex chiede il rimborso delle rate non pagate. Il Tribunale di Treviso gli dà ragione: la mamma deve versare 21mila euro e altri 11mila per le spese di giudizio. La Corte d'appello di Venezia conferma la sentenza, ma la madre non paga. È il 2016. Viene avviata una procedura di pignoramento e si scopre che il conto corrente è praticamente vuoto. Quando l'ex compagno, a cui vengono corrisposti solo 1.421 euro, segnala la situazione al giudice tutelare di Pordenone, emerge che la madre dal 2009 non presenta le rendicontazioni annuali. La donna viene convocata e sollecitata a depositare le movimentazioni effettuate nel conto corrente del figlio, ma non si presenta all'appuntamento con il giudice.

L'INDAGINE
Cominciano le verifiche sul conto corrente del giovane invalido. I finanzieri scoprono che nel giro di otto mesi le risorse finanziarie, pari a 504mila euro, vengono quasi prosciugate attraverso continui prelievi e bonifici, numerosi dei quali a favore di conti correnti intestati alla nipote di Portogruaro. Quest'ultima - impiegata in un istituto di credito - tra marzo e maggio 2011 ha beneficiato di 7 bonifici per 72mila euro. Con la causale prestito infruttifero sono stati poi spostati 139mila euro nel conto di una società amministrata dalla cugina della vittima. I restanti 263mila euro sono stati effettivamente utilizzati dalla madre - con il consenso del giudice tutelare - per acquistare e ristrutturare una casa che fosse compatibile con le gravi condizioni di salute del figlio. È per questo che il gip Piccin ha disposto il sequestro preventivo limitatamente ai 241mila euro drenati quasi per intero e senza giustificazione verso i conti della cugina. L'INTERROGATORIO La vittima di questa vicenda adesso ha un nuovo amministratore di sostegno: la madre è stata revocata dal giudice. Negli ultimi dieci anni la donna si è dedicata totalmente al figlio. Un'assistenza che la impegna 24 ore su 24, perchè lui non è autosufficiente e dipende totalmente dal prossimo. A difenderla c'è l'avvocato Francesco Longo. Che cosa è successo? Il legale è sintetico, ma lascia capire che potrebbero esserci dei colpi di scena: «Lo stato di necessità - ha commentato rimarcando la buonafede della donna - giustifica la condotta della madre, che è stata irreprensibile. Ci sono altre persone che verranno chiamate a rispondere delle loro condotte». La madre era l'unica delegata a operare sul conto corrente del figlio. Dovrà spiegare perchè le somme, trasferite sul proprio conto personale tra il 2010 e il 2011 per un totale di 451mila euro, sono state in parte trasferite sui conti della nipote e di una società. L'occasione l'ha avuta già ieri pomeriggio, quando è stata interrogata dai finanzieri. «È stata collaborativa - ha detto il suo legale - Ha chiarito tutto».


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