Festini a Bologna durante il lockdown: la cocaina e le baby squillo arrivavano con l'auto a noleggio

Martedì 19 Ottobre 2021
Festini a Bologna durante il lockdown: la cocaina e le baby squillo arrivavano con l'auto a noleggio

Festini con cocaina e ragazze minorenni, anche e soprattutto in pieno lockdown. Con un insospettabile autista di Ncc a trasportare la droga e ragazze liceali, di buona famiglia, per evitare i controlli delle forze dell'ordine. È quanto accaduto nei mesi scorsi a Bologna e scoperto dai carabinieri.

 

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Nelle prestigiose ville sui colli bolognesi, ma non solo, si svolgevano festini a base di sesso e droga, con protagonisti ragazzi e ragazze adolescenti, provenienti da famiglie abbienti e in grado, grazie alla loro disponibilità economica, a organizzare nottate sregolate, a cui partecipavano non solo minorenni, ma anche adulti. L'inchiesta ha coinvolto cinque adulti, indagati a vario titolo per spaccio e induzione alla prostituzione minorile, e cinque ragazze minorenni, che oggi hanno tra i 15 e i 18 anni. Lo riporta il Corriere della Sera.

 

Il pm Massimiliano Rossi, che coordina l'attività dei carabinieri, ha iniziato a indagare dopo che una ragazza minorenne si era sentita male ed era finita in ospedale a causa della droga assunta durante uno di quei festini. A denunciare il caso era stata la madre della ragazza e le indagini hanno consentito di rinvenire la droga e accertare i legami tra gli adulti e le ragazze minorenni che partecipavano alle feste in pieno lockdown.

 

Gli adulti indagati sono tre 18enni, un 25enne e un 46enne, insospettabile autista di Ncc. A loro è stato sequestrato materiale informatico di diverso tipo e si sta cercando di risalire ai pusher che consentivano le scorte per i festini. Le persone coinvolte nei festini, anche se non tutte indagate, sono una decina, di cui almeno cinque ragazzine minorenni. Il 46enne autista a noleggio, che secondo gli inquirenti accompagnava le ragazze e trasportava la droga senza destare sospetti ed evitando i controlli, è accusato di spaccio e induzione alla prostituzione minorile. La seconda accusa, però, viene respinta con forza dall'indagato.

 

Le indagini proseguono e le ragazze minorenni saranno di nuovo sentite dagli inquirenti anche in base a ciò che emergerà dai dati contenuti in telefoni e pc. Negli atti dell'inchiesta vengono evidenziati anche messaggi in codice per indicare la quantità di droga da richiedere agli spacciatori e foto esplicite. La sensazione è che il caso sia destinato ad allargarsi.

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