Fase 2, l'Italia riparte dal 18 maggio. Spostamenti e aperture: ecco cosa si potrà fare e per cosa bisogna ancora aspettare

Friday 15 May 2020 di Domenico Zurlo
Fase 2, l'Italia riparte dal 18 maggio: ecco cosa si potrà fare e per cosa bisogna ancora aspettare
La Fase 2 entra nel vivo. Lunedì, a 68 giorni dall'inizio del lockdown e a due settimane dalle prime riaperture, gli italiani potranno iniziare il loro lungo percorso verso un parziale ritorno alle abitudini. Con due parole d'ordine: mascherine e distanziamento. Terminerà il balletto quotidiano delle autocertificazioni: stampare e compilare il modulo non sarà infatti più necessario per i normali spostamenti, perché si potrà viaggiare da un comune all'altro senza limitazioni. L'autocertificazione resterà invece obbligatoria per andare fuori regione, che sarà consentito solo per motivi urgenti di salute o lavoro e per la manutenzione delle seconde case.

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Dopo parenti e congiunti' torneremo a frequentare anche gli amici, a distanza e con le mascherine (ma senza assembramenti): potremo vederli a casa ma anche in bar e ristoranti, che riapriranno al pubblico ma con dei punti interrogativi enormi. I protocolli di sicurezza - con il distanziamento di 4 metri tra i clienti - hanno infatti spiazzato operatori e associazioni di categoria, secondo cui le norme potrebbero essere eccessive e poco applicabili. Stesso discorso per spiagge e stabilimenti balneari, di cui di sicuro si discuterà, e parecchio, nelle prossime settimane. Quanto al benessere, se per palestre e centri sportivi bisognerà ancora aspettare (forse il 25 maggio, secondo quanto comunicato dal ministro Spadafora), alzeranno invece le saracinesche parrucchieri e centri estetici: tra sanificazione, grembiuli e mantelle monouso, mascherine, guanti e addirittura visiere e schermi facciali, più che il taglio, l'acconciatura o la depilazione ci sembrerà di entrare in un film di fantascienza. Ma con la nostra salute in gioco e in nome della cautela, dopo due mesi di reclusione si può sopportare anche questo.

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LA CIRCOLAZIONE
In città senza autocertificazione resta per spostamenti regionali
Per uscire di casa e muoversi non servirà più stampare e compilare il modulo per giustificare gli spostamenti, che saranno invece liberi anche se soltanto all’interno della propria regione. L’autocertificazione, nella sua versione ultima e più aggiornata, sarà necessaria invece per i viaggi da una regione all’altra, che saranno permessi soltanto per chiari motivi di urgenza, per lavoro o per salute. Si potrà andare nelle seconde case anche fuori regione, ma solo per effettuare lavori e manutenzione: ma senza restarci, quindi niente villeggiatura o weekend nella casa al mare o in montagna, almeno per adesso.

VITA SOCIALE 
In città senza autocertificazione resta per spostamenti regionali
Dopo i congiunti, ecco gli amici: a oltre due mesi dall’inizio del lockdown potremo rivederli senza limitazioni. Ma per l’affetto e gli abbracci è ancora presto, perché sarà obbligatorio indossare la mascherina e mantenere le distanze di sicurezza, ancora per qualche giorno o per qualche settimana. Rivedere gli amici non significherà inoltre organizzare cene, feste o raduni: gli assembramenti restano infatti vietati anche in questa fase 2, al chiuso come all’aperto, nelle case private come nei locali pubblici, che dovranno osservare rigide norme sulla capienza massima in relazione alla metratura.

CHI POTRA' APRIRE
Dai centri commerciali ai ristoranti e riecco i bar
Riaprono bar e ristoranti con un distanziamento di almeno 4 metri per cliente: se la curva del contagio dovesse scendere, le norme potrebbero essere riviste per consentire una maggiore libertà. Riaprono anche parrucchieri e centri estetici, con misure di sicurezza stringenti, dispositivi di protezione, grembiuli monouso e un mantra costante, quello della sanificazione. Sì anche ai musei (solo con prenotazione e senza cuffie per le audioguide, se non sanificate), ai centri commerciali, che dovranno ricorrere agli ingressi scaglionati come i supermercati, e ai dentisti, ma solo con mascherina e visiera.

CHI NON POTRA' APRIRE
Dalle saune ai lunapark. Lunga la lista dei divieti
Per lo sport è ancora presto: palestre e centri sportivi non potranno ancora riaprire i battenti, dopo oltre due mesi e l’allarme del settore che rischia una crisi enorme. Ma il momento giusto, ha detto lo stesso ministro dello Sport Spadafora, potrebbe arrivare una settimana dopo, il 25 maggio: non c’è ancora l’ufficialità, ma sono allo studio linee guida e protocolli per consentire agli appassionati di tornare a fare sport nelle palestre e non più in casa. Ancora vietati invece idromassaggi, saune e bagni turchi, che potrebbero veicolare facilmente il virus: il rischio è troppo alto, ci sarà da aspettare ancora.

  Ultimo aggiornamento: 09:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA