Roberto Guglielmi, il falso invalido che ingannò anche Papa Francesco, condannato. Truffa per centinaia di migliaia di euro

Sabato 3 Ottobre 2020

Roberto Guglielmi, 56 anni, il fiorentino che si era finto paraplegico per ingannare Inps, Asl, medici e perfino Papa Francesco, è stato condannato, con rito abbreviato, dal Tribunale di Firenze a 7 anni, 8 mesi e 15 giorni di reclusione.

È stato riconosciuto colpevole, in primo grado, per un centinaio di episodi di truffa ai danni dello Stato, falso e sostituzione di persona ricostruiti nei minimi particolari dai poliziotti della squadra mobile. Salato anche il conto dei risarcimenti a carico del finto invalido: benché il gup Antonella Zatini abbia delegato il computo al giudice civile, ha comunque disposto provvisionali in favore dell'Inps (45mila euro), dell'Asl Toscana Centro (9mila), della Società della Salute (39mila) e di Careggi (5mila). Guglielmi, come emerge dalle carte dell'indagine coordinata dal pubblico ministero Christine Von Borries, come riferisce «La Nazione», aveva iniziato la sua messinscena nel 2007, quando ebbe un incidente stradale. Da quel momento, i medici cominciarono a certificare una malattia che in realtà non ha mai avuto: gli investigatori della questura lo hanno smascherato sia per strada, che in casa sua, camminare libero dalla carrozzella con cui invece si era fatto fotografare tante volte, quando lamentava di avere un appartamento inadeguato alle sue condizioni di handicappato.

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Dopo le sue denunce, si mosse anche la Curia, che gli trovò una casa adeguata alle sue 'condizioni', e venne ricevuto perfino da Papa Bergoglio. Secondo le indagini, dal 2012 al 2018 l'uomo, che nell'aprile 2019 finì pure agli arresti domiciliari, avrebbe percepito senza averne alcun titolo dall'Inps circa 80 mila euro a titolo di pensione ordinaria di inabilità e oltre 57mila euro a titolo di pensione di invalidità civile e di accompagnamento. Contestata anche la percezione di 117.600 euro nell'ambito di un progetto della Società della salute dedicato ai portatori di handicap e di circa 15mila euro di contributi economici da parte del Comune di Firenze.

Per avvalorare la sua condizione di disabilità ha affrontato numerosi ricoveri in strutture ospedaliere pubbliche e private. Guglielmi si 'divertiva' anche a spacciarsi, non solo al telefono, per chi non era. Ha 'rischiato' di essere candidato in consiglio comunale nella lista di Graziano Cioni, presentandosi come un ex capitano dei carabinieri del Ros diventato paraplegico dopo un conflitto a fuoco. Ma si era spacciato anche per «l'avvocato Longo, segretario del ministro della Giustizia», per «monsignor Roberto David Murphy», per il «generale Mario Basile di Roma». E tanti altri. Una perizia disposta dal giudice ha sancito che Guglielmi era capace di intendere e di volere al momento dei fatti contestati. In un procedimento ancora pendente, è accusato anche di maltrattamenti verso la ex convivente.

Ultimo aggiornamento: 11:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA