Green pass, discoteche chiuse. Ira dei gestori. Draghi: «Accordo per i risarcimenti»

Giovedì 22 Luglio 2021
Green pass, discoteche chiuse. Ira dei gestori. Draghi: «Accordo per i risarcimenti»

 

Niente discoteche per l'estate del 2021. Resteranno chiuse anche per chi è in possesso del Green Pass. E quindi si è vaccinato, è guarito dal Covid o ha un tampone con esito negativo. Non c'è nessuna distinzione neanche tra colori delle Regioni: i locali per ballare non potranno aprire neanche in zona bianca. Una decisione della cabina di regia che si è riunita in queste ore a Palazzo Chigi e che è frutto di un acceso scontro. La Lega, infatti, avrebbe insistito per l'apertura con nuove regole. Ma è prevalsa la linea contraria. Anche perché i contagi stanno salendo: nella giornata di oggi, giovedì 22 giugno, si è registrato un più 798 rispetto al giorno precedente. È l'avanzare della variante Delta, oramai prossima a diventare dominante in Italia. «Ne abbiamo discusso in consiglio dei ministri e c'è accordo pieno a risarcire le discoteche». Lo ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa.

 

 

 

 

Discoteche, le decisioni oggi 

Il Cdm che ha varato il decreto con le nuove misure, compresa la conferma delle discoteche chiuse, proroga anche lo stato di emergenza al 31 dicembre. «In Consiglio dei ministri, i ministri della Lega hanno chiest5o (come chiesto dalle Regioni) di tenere al 20% il tetto delle terapie intensive (che oggi sono occupate in media al 2%) per il cambio di fascia, l'esclusione dei ristoranti e dei bar dall'obbligo di utilizzo del lasciapassare, la riapertura immediata (anche col pass) delle discoteche e la gratuità dei tamponi per chiunque sia sprovvisto del pass. Salvare vite e posti di lavoro allo stesso tempo, senza multe e costrizioni, è il nostro obiettivo». È quanto si legge in una nota della Lega che esprime soddisfazione «per alcune nostre richieste accolte: nessun divieto per i viaggi su treni, aerei e autobus, nessun obbligo per lavoratori, giovani e studenti, rinvio a settembre di eventuali restrizioni».

 

La protesta

«Non è una doccia fredda è una presa per il sedere se mi si passa il termine. La medicina, gli scienziati, la politica, le Regioni, tutti si erano adoperati a parole in questi ultimi tempi per la riapertura delle discoteche, invece ancora una volta siamo stati beffati. È una situazione che non so come sfocerà: saremo calmi? saremo tranquilli? L'unica cosa certa è che i ragazzi continueranno a ballare, i contagi a salire e le imprese continueranno a morire: bel quadro che ci hanno lasciato». Così il presidente del Sillb Emilia-Romagna, Gianni Indino sulla decisione della cabina di regia di tenere chiuse le discoteche.

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Ultimo aggiornamento: 20:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA