De Luca choc: «Anziani al cenone? Poi terapia intensiva e morte». E blocca gli spostamenti tra Comuni

Venerdì 18 Dicembre 2020
De Luca choc: «Anziani al cenone? Poi terapia intensiva e morte». E blocca gli spostamenti tra Comuni

Il Governatore della Campania Vincenzo De Luca, nella sua consueta diretta Facebook del venerdì, ha parlato delle misure restrittive in arrivo da parte del Governo, e lo ha fatto alla sua maniera, come sempre senza risparmiarsi. «Farebbe piacere a tutti stare insieme in famiglia, ma farlo significa aprire le porte della terapia intensiva e della morte per tante persone anziane. Moltiplicate questo per milioni di famiglie e capite che significa», ha detto De Luca. «Altro che umanità - ha spiegato - le persone anziane magari vengono abbandonate per 11 mesi, se ne infischiano di loro e ora le dobbiamo portare a casa a tavola con venti persone? In quel caso non si è generosi ma irresponsabili perché dopo due settimane vanno in terapia intensiva».

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La Regione Campania è pronta a varare una ordinanza per non consentire durante le feste gli spostamenti dai comuni con meno di cinquemila abitanti, qualora il Governo, come trapela, li consentisse, ha aggiunto De Luca. «In questo giorni ho visto un dibattito allucinante: se si prendono misure non si possono avere 300 deroghe, come quelle sui Comuni sotto i 5000 abitanti, sul pranzo di Natale ospitando due familiari non residenti. Quando sento queste cose c'è da indignarsi, chi controlla se arrivano due familiari o tre, quattro, cinque?». «Non ci sarà mobilità in Campania - ha detto su Facebook - per i Comuni sotto i 5000 abitanti, faremo un'ordinanza per il divieto. Faremo questo fine settimana anche un'ordinanza per il blocco della vendita e consumo di alcolici e di qualunque genere di consumo in pubblico. In questo quadro resta sempre decisivo il senso responsabilità di ogni cittadino, questa è la misura decisiva per far fronte al covid».

 

MESI DI CHIACCHIERE, ARRIVATI SOLO 23 MEDICI «Dopo tutte le chiacchere di questi mesi sono arrivati in Campania 23 medici. Volete sapere quanti anestesisti hanno preso servizio in Campania dopo mesi di chiacchiere propagandistiche? Un anestesista, tra i 23 medici arrivati». «Quello che abbiamo fatto - ha detto il governatore - è stato con le nostre forze, a mani nude e con l'impegno del personale sanitario della nostra Regione. La Campania si è salvata ancora una volta, abbiamo retto l'ondata di contagio di fine settembre e inizio ottobre, abbiamo preso misure di guerra per il nostro sistema sanitario e oggi la Campania è scomparsa dai titoloni di giornale. Ci salviamo perché abbiamo fatto filtro ad agosto per chi rientrava dalle ferie dall'estero, perché abbiamo chiuso le scuole un mese prima che a livello nazionale e perché abbiamo preso misure di contenimento prima di altri, come chiusura alle dieci delle attività, scontando anche momenti guerriglia e poteste».

 

«Si è chiusa nel ridicolo - ha aggiunto De Luca - la campagna di sciacallaggio contro la Campania, abbiamo retto meglio di tutti e non abbiamo mandato nessun paziente nelle palestre, nei palasport, nelle sacrestie, sui materassini. Ora il tasso dei positivi è del 6,6%, in terapia intensiva ci sono 119 ricoverati su 640 posti disponibili. In terapia intensiva ce ne sono 611 in Lombardia, 352 del Veneto, 240 in Piemonte, 206 in Emilia, 311 in Lazio». «Da molti giorni noi non abbiamo nessun ricovero in terapia intensiva in Campania - le sue parole - Guardo invece alla situazione drammatica in Veneto a conferma della cialtroneria del meccanismo delle zone: sono gialli da sempre e oggi hanno il triplo di terapie intensive occupate rispetto alla Campania. Invio gli auguri ai concittadini del Veneto che pagano sulla propria pelle il propagandismo e le finzioni; del governo nazionale, e non solo», ha detto.

 

 

ASL NAPOLI 1 «Ieri ci è stato detto che non c'erano motivi per commissariare l'Asl Napoli 1 per infiltrazione camorristica, davvero? Lo sapevamo già», ha aggiunto riguardo l'esito positivo dell'indagine del ministero dell'interno sull'Azienda. «Intanto - ha aggiunto - io ho chiesto da due anni di creare un posto di polizia all'ospedale San Giovanni Bosco che non hanno mai istituito». L'ospedale San Giovanni Bosco, ora interamente dedicato ai malati covid19, era stato al centro di un'inchiesta della magistratura che ha appurato che alcuni anni fa veniva usato da alcuni clan di camorra per i loro summit e la preparazione di operazioni criminali.

 

SUI VACCINI «Il 12 gennaio faremo un'esercitazione generale in Campania per il vaccino. Dovrà essere pronto tutto, luoghi, medici, task force per le rsa». «Andremo in giro - ha detto - per verificare che tutto sia in ordine, deve essere un'operazione quasi militare, dovranno essere ponti congelatori, medici, infermieri, spazi, trasporto e uso in due ore dallo scongelamento dei vaccini, deve essere una macchina perfetta. Intanto aspettiamo i tempi di consegna del vaccino non ancora definiti. Prima ci dicevano che i congelatori li avrebbe dati il commissariato nazionale, tre giorni fa ci hanno detto che ce la dobbiamo vedere per fatti nostri, lo immaginavamo e abbiamo completato la preparazione dei congelatori per il 95% delle nostre esigenze».

 

«Cercheremo di avere anche noi il 27 dicembre delle vaccinazioni simboliche in Campania, se ci fanno la grazia di mandarci i vaccini. Intanto ci prepariamo per vaccinare la popolazione, servono spazi adatti». De Luca è anche tornato sulla sua critica al governo per i 135.000 vaccini assegnati alla Campania nella prima tranche della vaccinazione per il personale sanitario: «Un cristiano normale - ha detto - si aspetta una distribuzione proporzionale rispetto alla popolazione, ma non è così. Apprendiamo di una distribuzione avvenuta sulla base di criteri misteriosi, ma noi andiamo avanti sulla nostra programmazione e abbiamo deciso di non falsificare o gonfiare i dati del fabbisogno».

 

SUI PESCATORI «Dopo oltre tre mesi sono stati liberati i pescatori prigionieri in Libia. Una bella notizia, ma probabilmente ci si poteva risparmiare la sceneggiata del Presidente del Consiglio e del ministro degli esteri in Libia». «Non c'era nessun motivo - ha aggiunto - per festeggiare niente. Siamo felici per il ritorno a casa dei pescatori ma indignati che siano stati tenuti prigionieri per tre mesi nell'indifferenza generale». 

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