Crisi di Governo, che farà ora Conte? Per il Pd «non ci sono i responsabili». Ipotesi elezioni a giugno

Giovedì 14 Gennaio 2021
Crisi di Governo, che farà ora Conte? Per il Pd «non ci sono i responsabili». Ipotesi elezioni a giugno

Cosa succederà al Governo dopo le dimissioni di ieri delle ministre di Italia Viva, e le parole durissime di Matteo Renzi contro il premier Giuseppe Conte? C’è attesa questa mattina per le mosse del presidente del Consiglio, che potrebbe andare in Parlamento e verificare i numeri della sua maggioranza o in alternativa dimettersi per aprire una nuova fase e le consultazioni al Quirinale.

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Alle 13 è prevista la conferenza dei capigruppo della Camera, avanzata da tutti i gruppi parlamentari al presidente della Camera Roberto Fico: quest'ultimo ha detto che contatterà il premier Conte per riferirgli della richiesta avanzata dai gruppi parlamentari di venire a riferire in aula sulla situazione determinata dalle dimissioni dei ministri di Italia viva. Alle 14 è invece previsto un vertice del centrodestra alla Camera, nella Sala Salvadori: tra i partecipanti Giorgia Meloni (Fdi), Matteo Salvini (Lega), Antonio Tajani (Fi), Giovanni Toti (Cambiamo) e Maurizio Lupi (Nci).

 

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Per il Pd rischio elezioni a giugno

 

Per il Pd però non c'è possibilità di una nuova maggioranza con i 'responsabili': dopo lo strappo con Renzi non c'è più una maggioranza, spiegano fonti qualificate del Pd all'agenzia ANSA, quindi è reale il rischio di elezioni a giugno. Il partito, spiegano le stesse fonti, non può andare dietro a rumors su sostegni alla maggioranza che al momento non si palesano. E ricucire con Iv sembra una chimera perchè M5s ha chiarito che con Matteo Renzi non ci parla più. Intanto Davide Faraone, capogruppo di Italia viva al Senato, stamattina è uscito dalle chat di maggioranza: un altro segnale negativo per Conte e l'alleanza Pd-M5S.

 

Di Maio furioso, Di Battista esulta

 

Il ministro Luigi Di Maio è categorico contro Renzi: «Mentre il Paese attraversa uno dei momenti più bui della sua storia, ieri Matteo Renzi ha scelto di ritirare i suoi ministri aprendo l'ennesima crisi di governo. Il mondo ci sta guardando e purtroppo non possiamo andarne fieri. Nell'anno nella presidenza italiana del G20, della copresidenza italiana della COP26 e soprattutto nell'anno in cui dobbiamo iniziare a spendere il piano Marshall del nuovo millennio, l'Italia rischia così di essere macchiata in modo indelebile da un gesto che considero irresponsabile e che, come avevo anticipato, divide definitivamente le nostre strade».

 

Alessandro Di Battista, intanto, esulta sulla compattezza intorno al premier Conte: «Il Movimento deve solo mantenere la linea delle ultime 48 ore. Renzi ha squittito per far fuori Conte e basta? Benissimo, Conte resta al suo posto. Renzi ha lasciato il governo? Benissimo, non ci entrerà mai più. Senza Se e senza Ma. Intanto queste sono le due condizioni che la forza politica che ha preso più voti nel 2018 (con una legge elettorale, lo ricordo, fatta ad hoc contro il M5S) mette sul piatto. E siamo compatti. Finalmente», ha scritto in un post su Facebook.

 

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Ultimo aggiornamento: 12:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA