Matrimoni, il green pass serve o no? Il giallo dei ricevimenti anche in zona bianca

Giovedì 10 Giugno 2021 di Angela Orecchio
Matrimoni, il Green pass serve o no? Il giallo dei ricevimenti anche in zona bianca

Ripartenze o riaperture che dir si voglia, ci siamo, ormai per tutti è tempo di ricominciare. L'emergenza Covid ha messo in ginocchio moltissimi settori, ma tra i più colpiti ci sono sicuramente gli operatori dei Matrimoni. Oltre un anno senza poter lavorare e con pochissimi ristori, ma dal 15 giugno anche loro torneranno a realizzare i sogni di milioni di coppie che si sono visti slittare per 2-3 volte la data delle loro nozze che ora potranno finalmente dire il loro Si lo voglio.

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Le domande però sulla modalità in cui potranno ripartire i matrimoni sono ancora molte, una bagarre di incertezze in cui gli stessi addetti ai lavori non sanno raccapezzarsi per dare risposte sicure ai loro clienti perchè a parte Green pass e distanziamento (che comunque sono stati male interpretati) sono tante le cose ancora da chiarire. Il caos nasce da diversi fattori. Ma andiamo con ordine per comprendere le regole reali. Le leggi a cui far riferimento per capirci qualcosa, o almeno provarci, sono il DL 18 maggio 2021 art. 9 e il Protocollo delle Regioni del 28 maggio 2021. E parlano chiaro queste ordinanze. Ma i dubbi restano per tutti, sposi e professionisti, perchè a complicar le cose ci si è messo un Comunicato Congiunto siglato da Ministero della Salute e Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome che va a correggere quanto detto nei decreti.

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Il Green Pass e le normative

La questione insidiosa è il Green pass. Il DL del 18 maggio 2021 recita questo:  «Dal 15 giugno 2021, in zona gialla, sono consentite le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso, nel rispetto di protocolli e linee guida adottati ai sensi dell'articolo 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020 e con la prescrizione che i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all'articolo 9 del decreto-legge n. 52 del 2021». Si evince quindi che solamente in zona gialla si dovrà presentare la certificazione verde. Ma il 29 maggio arriva la Comunicazione Congiunta, che avrebbe lo scopo di rettificare tale ordinanza (probabilmente perchè ormai a breve tutta l'Italia sarà in zona bianca quindi nessuno avrebbe dovuto presentare il Green pass) in cui si legge: "Le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso, devono svolgersi nel rispetto di protocolli e linee guida adottati ai sensi dell'articolo 1, comma 14, del decreto - legge n. 33 del 2020 - e con la prescrizione che i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19 di cui all'articolo 9 del decreto-legge n. 52 del 2021 anche in zona bianca, in quanto previsto dal decreto del governo. Il comma 2 dell’articolo 9 del DL 65/2021 si limita a stabilire l’anticipazione della possibilità di tali feste in zona gialla al 15 giugno, ma restano ferme le modalità di svolgimento indicate nella stessa norma". E qui nasce il caos vero e proprio.

Stando alle leggi no. Un comunicato stampa difatti non può avere la stessa validità di un decreto legge, secondo la legislatura. Anzi a dirla tutta, un comunicato non ha alcun rango nella validità delle leggi, quindi non è applicabile. A spiegarlo meglio è stato l'Avvocato dell'associazione FEU (la più grande associazione a tutela di tutti gli operatori del settore degli eventi), Marco Mocavini, Patrocinante in Cassazione. «Con un comunicato, che non ha alcuna validità di legge, cercano di correggere l'evidente dimenticanza che hanno fatto nel DL 65 2021 art 9 comma 2. In sintesi dicono che la certificazione verde serve pure in zona bianca. Peccato che il DL 65 si riferisce solo alle zone gialle e non è una norma generale applicabile a tutti i ricevimenti conseguenti cerimonie civili e religiose. Quindi, a mio parere, in zona bianca il Green pass non serve e se dovessero fare verbali non avrebbero alcun sostegno normativo che giustifichi l'elevazione del verbale». Tranquillizza così, in una diretta, l'avvocato gli addetti del settore assieme al presidente di FEU, Claudio Compagnucci. «In realtà le risposte sono nei decreti, se si leggono è tutto lì, peccato che queste leggi, viste le dimenticanze importanti, non siano state fatte con conoscenza del settore»

Quindi, sciolto il nodo del Green pass, che abbiamo capito serve solo in zona gialla, leggi alla mano andiamo a vedere realmente quali sono le regole da dover rispettare dal 15 giugno per poter svolgere il ricevimento di nozze.

 

Chi deve controllare il Green pass? Ai bambini va fatto il tampone?

Nessuno. Dopo varie ipotesi di figure apposite, titolate Covid Manager, che avevano allarmato molto addetti del settore e sposi, tutto è stato chiarito. Nella legge non c'è scritto nulla su chi dovrebbe essere addetto a controllarlo, la responsabilità quindi è del singolo e se dovesse esserci un accertamento delle forze dell'ordine durante la cerimonia, l'unico, nel caso in cui non sia munito della certificazione, a poter essere sanzionabile è l'invitato stesso. Certo è che il senso civico imponerrebbe agli invitati al matrimonio e a tutti gli operatori che lavorano su quell'evento di rispettare le normative e quindi di munirsi di certificazione verde, cioè della testimonianza che si è venuti a contatto con il Covid, che si è fatto il vaccino o che si ha un tampone negativo fatto almeno 48h prima dell'evento. Per quanto riguarda i bambini invece non ci sono indicazioni specifiche nelle Linee Guida delle Regioni, certo è che se devono essere tutti muniti di certificazione è sottinteso lo debbano fare anche i bambini. La responsabilità resta comunque dell'invitato e mai dell'organizzatore del matrimonio.

Elenco dei partecipanti 

La lista degli invitati va tenuta per 14 giorni, per potere avere la tracciabilità degli ospiti per emergenza Covid. Peccato non si sappia chi la debba tenere, nè tantomeno quali dati chiedere perchè il rischio è di tenere per le mani dati sensibili soggetti alla privacy. In ogni modo sarà premura degli organizzatori scegliere chi di loro la custodirà.

Sistemi di sicurezza: misurazione della temperatura

Le linee guida scrivono: "Potrà essere controllata la temperatura..." ma non impone nessun obbligo. Quindi nessuno degli operatori all'evento è obbligato a prenderla, in quanto trattasi di facoltà e non di obbligo. Certo è che qualora nella location il titolare, o chi per lui, decidesse di effettuare la misurazione della temperatura l'invitato non potrà rifiutarsi. Qualora un ospite risultasse con una temperatura oltre i 37.5° deve essere allontanato dal ricevimento. 

Tavoli

Altro punto su cui si è fatta tanta confusione. Ma visto che le leggi rispondono, partiamo leggendole. "Disporre i tavoli in modo di assicurare il mantenimento di almeno 1 mt di separazione tra i clienti di tavoli diversi". Quindi nessun limite di posti a tavola, ma solo distanziamento tra i tavoli. Cioè i commensali seduti in due tavoli diversi dovranno stare almeno ad un metro di distanza l'uno dall'altro. Sì quindi ai tavoli imperiali, tondi o quadrati. 

Buffet e confettata

E potrà esserci anche il tanto amato buffet, purchè sia servito dal personale. La modalità self service è possibile solo scegliendo delle monoporzione confezionate ovviamente mantenendo sempre il distanziamneto e le mascherine laddove il distanziamento non sia possibile da rispettare. È vietata però la classica confettata. I confetti dovranno essere serviti in monodose chiuse.

Musica

La musica deve esserci, altrimenti che festa sarebbe? E la legge non la vieta assolutamente anzi. La musica dal vivo è consentita purchè la distanza tra la band e gli ospiti sia di 3 metri, ma l'altra bella notizia è che la musica dance non è vietata. Sono vietati gli assembramenti certo, ma sarà la capacità del DJ a riuscire a tenere sotto controllo la situazione e alla responsabilità di ognuno mantere fede alle regole.

Le mascherine

Gli ospiti e gli sposi devono indossare le mascherine: negli ambienti interni quando non sono seduti al tavolo, negli ambienti esterni quando non è possibile mantere il distanziamento di almeno 1 metro tra i commensali. Il personale di servizio a contatto con il pubblico deve mantenere sempre la mascherina e deve provvedere ad una frequente igenizzazione delle mani. I fotografi dovranno sempre mantenere la mascherina qualora non riuscissero a rispettare la distanza di 1 metro dai soggetti fotografati.

Coprifuoco

Il coprifuoco è sempre da rispettare. Sarà ogni regione in base all'indice di Rt a determinare l'orario di fine evento. Per ora restano le 24 ma a breve quando dal 21 giugno tutta l'Italia dovrebbe andare in zona bianca potrebbe cambiare. 

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