Covid, cala l'occupazione delle intensive (16%), solo Lazio e Sardegna oltre la soglia del 10%. Quanto migliorano le Marche

Mercoledì 2 Marzo 2022
Covid, cala l'occupazione delle intensive (16%), solo Lazio e Sardegna oltre la soglia del 10%. Quanto migliorano le Marche

Il 42% dei casi Covid-19 in Italia da inizio pandemia sono stati diagnosticati nel gennaio di quest'anno per la predominanza della variante Omicron: 4,5 milioni sui 10.953.342 di casi confermati e segnalati al 9 febbraio al Sistema di Sorveglianza Integrato. E' quanto emerge nel 7/o rapporto Iss-Istat sull'impatto sulla mortalità totale. Per quanto riguarda i decessi, segnalate 145.334 morti associate alla diagnosi di infezione da Sars-CoV-2 e avvenuti entro il 31 gennaio scorso. Il 53% dei decessi è avvenuto nel 2020, il 41% nel 2021 (59.136 decessi di cui circa 8.000 sono riferiti a diagnosi del 2020) e il 5,8% a gennaio 2022.

Da inizio pandemia (marzo 2020) a gennaio 2022 l'eccesso di mortalità totale, rispetto alla media 2015-2019, è stato di 178 mila decessi, con gran parte dell'eccesso del 2021 che è stato osservato nel primo quadrimestre quando la copertura vaccinale era ancora molto bassa. 

 

Le terapie intensive

 

In Italia scende al 16% (-1% in 24 ore) la percentuale di posti letto in area non critica occupati da pazienti Covid, valore che esattamente un anno fa toccava il 30%. L'occupazione delle intensive è invece ferma al 7%, a fronte del 25% che si registrava lo scorso anno. Lo indicano i dati del monitoraggio dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ( Agenas), aggiornati al 1/o marzo, confrontati con quelli del giorno prima e, grazie alla nuova funzione disponibile sul portale, con quelli del 1/o marzo 2021.

 

I dati Regione per Regione

Nel dettaglio, attualmente, la percentuale di posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti con Covid cresce a livello giornaliero in Abruzzo (all'9%), Basilicata (4%) e Puglia (7%) e, mentre cala in 6 regioni e province autonome: Calabria (all'8%), Emilia Romagna (7%), Lazio (12%), Marche (9%), Pa Bolzano (1%), Pa Trento (4%). Il tasso di occupazione delle intensive è, invece, stabile in: Campania (6%), Friuli Venezia Giulia (9%), Liguria (8%), Lombardia (5%), Molise (5%), Piemonte (6%), Sardegna (13%), Sicilia (8%), Toscana (9%), Umbria (7%), Valle d'Aosta (9%) e Veneto (5%).

A superare la soglia di allerta di occupazione delle intensive, stabilita pari 10%, sono solo da Sardegna e Lazio. Per quanto riguarda l'occupazione dei posti letto nei reparti di area medica (o 'non criticà) da parte di pazienti con Covid-19, a livello giornaliero, la percentuale cresce solo in Campania (17%) e Molise (15%), mentre scende in 13 regioni: Abruzzo (al 26%), Basilicata (25%), Calabria (al 25%), Emilia Romagna (15%), Friuli Venezia Giulia (16%), Lazio (21%), Marche (19%), Pa Trento (9%), Sardegna (19%), Sicilia (27%), Umbria (23%), Valle d'Aosta (12%) e Veneto (9%). Il tasso è stabile, infine, in Liguria (20%), Lombardia (10%), Pa di Bolzano (14%), Piemonte (14%), Puglia (20%), Toscana (16%). A superare la soglia di allerta, che, per l'occupazione dei reparti di area medica è stabilita pari al 15%, sono 13 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria. 

 

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