Covid, l'infettivologo Galli: «Stanno vaccinando chi è già guarito, sono fuori di me. I dati impongono attenzione al personale delle scuole»

Giovedì 14 Gennaio 2021
Massimo Galli, infettivologo

 «I dati che mi mandano da ambienti sindacali sulle infezioni nel personale delle materne e degli asili nido sono dati non discutibili. E indicano che la situazione impone un'attenzione per quanto riguarda il personale delle scuole, docente e non». Lo ha detto Massimo Galli, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell'ospedale Sacco di Milano durante la trasmissione Agorà, su Rai 3, in merito alla possibilità di inserire il personale scolastico nella prima fase della campagna vaccinale anti-Covid sulla popolazione.

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L'ambito scuola, interessato da continue chiusure e riaperture negli ultimi mesi, ha sottolineato Galli, ordinario di infettivologia dell'Università degli Studi di Milano, «è un ambito epidemiologicamente rilevante per quel che succede prima, dopo e, in alcune situazioni, come nelle materne, anche durante le lezioni», visto che «non si può far portare la mascherina ai bambini così piccoli». Bisogna considerare, inoltre, ha precisato, «che non abbiamo un vaccino per persone sotto i 16 anni» e «che bambini e giovani, in genere meno attenti ai comportamenti, sono un contesto importante in cui l'infezione si diffonde, anche se, di fatto, si infettano e si ammalano meno facilmente degli adulti».

 

Poi su La7 Galli ha detto: «Stanno vaccinando chi è guarito dal Covid, sono fuori di me. L'idea dei colori è sbagliata, è fallito l'obiettivo di contenere l'infezione. Come si apre, il virus rialza la testa. Francia e Spagna meno colpite di noi? Succedeva la stessa cosa qualche mese fa, erano avanti a noi di 2 settimane. Questi continui “Stop and go” non aiutano, poi c'è qualche variante che non invita a grande ottimismo. Il vaccino è una exit strategy, oltre alle misure di contenimento».

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