Covid, l'Abruzzo travolto dalla variante omicron. E ora la zona arancione è vicinissima

Martedì 18 Gennaio 2022 di Alessia Centi Pizzutilli
Covid, l'Abruzzo travolto dalla variante omicron. E ora la zona arancione è vicinissima

Gli ultimi dati Covid in Abruzzo restituiscono un quadro in chiaroscuro. Peggiora l’occupazione dei posti letto in area medica che arriva al 30,1%, superando la soglia per l’ingresso in zona arancione (30%), ma per la terapia intensiva il dato scende a 19,3% (soglia limite 20%). Si registra poi una leggera flessione dei contagi, ma potrebbe non trattarsi di un calo reale della curva, poiché sul dato pesa “l’effetto weekend”: nelle ultime ore sono stati eseguiti 15.607 tamponi, tra antigenici e molecolari, oltre 17 mila in meno rispetto ai due giorni precedenti.

L’incidenza settimanale per centomila abitanti scende a 1.958 (soglia limite 150) e la variazione settimanale è del -14,11%. Cresce però il bilancio dei decessi (2.705), solo ieri si sono registrate sei nuove vittime, di età compresa tra 64 e 91 anni: 2 nell'Aquilano, 2 nel Chietino, 1 nel Teramano e 1 residente fuori regione. In uno scenario in continua evoluzione, uno studio del laboratorio di Genetica molecolare - Test Covid dell'Università di Chieti, diretto dal professor Liborio Stuppia, apre a un approccio diverso nei confronti della variante Omicron del virus, considerata da molti “poco più di un raffreddore”: la Omicron è responsabile dell’80% dei ricoveri della Asl di Chieti. I laboratori hanno sequenziato i test per verificare la diffusione delle varianti tra i degenti, scoprendo che la nuova mutazione è prevalente tra i 113 pazienti ricoverati negli ospedali di Chieti e Vasto.

«La Omicron non solo ha fatto saltare il tracciamento, ma dimostra di non essere poi così innocua», spiega Stuppia. In Rianimazione la presenza di Omicron è raddoppiata, passando dal 23% al 56% dei pazienti intubati. La Delta è presente nel 17% dei ricoverati, con prevalenza in Pneumologia e Geriatria, mentre l’altra è diffusa nell’83%. «I dati confermano che anche Omicron contribuisce alle situazioni più gravi», aggiunge il direttore del Cast. «I numeri descrivono una realtà che si presta a una doppia lettura - chiarisce il manager della Asl 2 Thomas Schael - da un lato mettono in luce la pressione che si sta di esercitando sugli ospedali, dove la disponibilità di posti è ormai al limite, dall’altro correggono il tiro rispetto alla presunta scarsa pericolosità della Omicron, che non è affatto leggera nelle possibili conseguenze e che è all’origine dei ricoveri nell’80% dei casi nella nostra Asl».

Il consigliere regionale Simone Angelosante (Valore Abruzzo) aveva richiesto proprio di sequenziare l’Rna per discriminare le varianti nei ricoveri: «La mia indicazione è stata accolta - annuncia - La nostra regione sarà tra le prime in Italia a possedere questi dati fondamentali per sapere se la variante Omicron è davvero blanda». Una prima risposta arriva proprio dai laboratori di Chieti, che già da tempo stavano lavorando su questi dati ma «servirà un approfondimento, bisogna scoprire di più sui ricoverati: età, stato della vaccinazione, eventuali patologie, ma soprattutto è importante capire il dosaggio degli anticorpi, dato che manca», sottolinea Stuppia. Sono 723 i guariti e 1.527 i nuovi positivi, di età compresa tra 2 mesi e 96 anni, a fronte di 3.300 tamponi molecolari e 12.307 test antigenici eseguiti.

Continua a scendere il tasso di positività: pari al 9,78%. L’Abruzzo segna poi un nuovo record per quanto riguarda gli attualmente positivi e registra il dato più alto di sempre: 69.874 (+796). Salgono a 398 i pazienti (+12) ricoverati in area medica, ma scendono a 35 (-3) quelli in terapia intensiva. A livello provinciale sono 502 i nuovi casi nel Chietino, 365 nel Pescarese, 342 nel Teramano e 276 nell’Aquilano, mentre 12 positivi sono residenti fuori regione e per 28 sono in corso verifiche sulla provenienza. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA